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Martedì, 21 Aprile 2015 04:37

Iran, Oggi la Giornata Commemorazione del sommo poeta Sa’adi Shirazi

TEHERAN-Oggi martedì, il 21 aprile, tutte le città iraniane ed in particolare quella storica di Shiraz, nell’Iran meridionale, ospitano diverse cerimonie di commemorazione della giornata nazionale del massimo poeta iraniano del XIII secolo, Saadi Shirazi .

 

Ogni anno gli iraniani dedicano il primo giorno del mese di ordibehesht ( 21 Aprile) a commemorare il grande poeta Saadi .

Saadi (1184 - 1283 E./1291 d.C.) è stato uno dei maggiori poeti della letteratura persiana dell'età islamica classica (il Medioevo occidentale).

Il suo nome completo era Abu Muhammad Muslih ibn Abd Allāh, noto come Saadi di Shirāz, o Shirāzi.

Saadi l’uomo del garnde talento, per imparare la scienza e per fare nuove esperienze ha girato il mondo islamico ed ha avuto preziosi insegnamenti da altri famosi maestri del suo periodo. Il poeta iraniano nelle sue opere ha descritto in miglior modo il frutto di esperienze dirette ottenute con viaggi in modo tale che ancora dopo tanti secoli splendono in tutta la loro bellezza nella letterattura persiana.

Tra le sue opere più famose ci sono Bustan(il roseto) e Golestan(“Il giardino delle rose) che offrono le basi morali ed etiche a milioni di persone al mondo. Il suo primo libro è tutto in versi e consiste nelle storie che illustrano le virtù più apprezzate dai musulmani e in certe riflessioni sul comportamento dei dervisci. Golestan è invece scritto in prosa e poesia e raccoglie apologhi, parabole, massime e proverbi, storielle e spunti autobiografici.

Ecco alcuni brani trattati dai libri di questo grande poeta iraniano:

 

La perla

Una goccia di pioggia, cadendo da una nuvola,

s'intimidì alla vista del mare.

"chi sono io quando esiste il mare?", disse.

quando si vide con l'occhio dell'umiltà,

una conchiglia la nutrì nel suo seno.

 

Dominio

Dominare il mondo da confine a confine

Non vale una goccia del sangue versato

Il ladro e la coperta

Un ladro entrò nella casa di un Sufi e non vi trovò nulla.

Stava andando via quando il derviscio si accorse del suo disappunto e gli gettò la coperta in cui dormiva, perchè non se ne andasse a mani vuote.

 

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