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Giovedì, 24 Gennaio 2013 22:10

Presentazione del romanzo “Io spengo le luci” di Zoya Pirzad

Presentazione del romanzo “Io spengo le luci” di Zoya Pirzad
A cura di Mahnaz Aliyar. Zoya Pirzad è nata in una famiglia cristiana ad Abadan nell’Iran meridionale, nel 1952.

Lei è tra le più famose romanziere contemporanee ed è una delle più notevoli scrittrici iraniane che con un atteggiamento femminista scrive per le donne ed approposito delle donne ed è tra le poche autrici con tutte le sue opere tradotte in francese.

La signora Pirzad ha cominciato la sua carriera scrivendo racconti brevi. Nel 1991 ha pubblicato la sua prima raccolta di racconti intitolata "Mesle Hameh-e asr ha" (Come tutti i pomeriggi). Tra le altre opere sue si possono nominare "Ta'am-e gass-e khormalu" (Il sapore acre di cachi) e "Yek ruz mandeh beh eid-e pak" (Un giorno prima di Pasqua).

Tutte e tre le raccolte sono state ben accolte da parte della gente per la prosa “differente” rispetto a cio’ che esisteva in passato.

L' opera più importante di questa scrittrice è il suo primo romanzo, "Cheragh-ha ra man khamush mikonam" (Io spengo le luci), pubblicata nel 2001 ed è stata accolta con clamore ed e’ stata scelta come libro dell'anno.

L' ultimo romanzo di questa scrittrice è "Adat mikonim" (Ci faremo l'abitudine) , pubblicato nel 2004. Questo suo libro è stato tradotto anche in italiano da Mahsa Alizadeh.

 

Questa scrittrice iraniana dallo stile raffinato ha anche qualche opera nel campo della traduzione tra cui ci sono "Alice nel paese delle meraviglie" di Lewis Carrol e una raccolta dei Haiku di Matsuo Basho dal nome “Avaye Jahidane Ghuk” (Il suono del tuffo della rana) che lei ha tradotto dall’inglese.

Tema generale delle sue opere sono le narrazioni famigliari che per lo più parlano delle norme sociali per la donna e per la sua famiglia e prestano l’attenzione alla situazione della donna nella societa’ e nella famiglia.

Pirzad ha un senso di autoconsapevolezza femminile. Lei dedica le sue opere alle preoccupazioni sulla vita delle donne dei vari ceti della societa'; le persone approposito delle quali bisogna apprendere e che i loro problemi devono essere manifestati. Qualche volta mette insieme due generazioni per mettere in luce i conflitti intellettuali e sociali più chiaramente. Pirzad ha interesse per la meta' nascosta dei caratteri.

Il romanzo "Io spengo le luci" appartiene alla letteratura femminista, ma un femminismo sociale che si forma con emozioni e stati interni di “Clarice”, protagonista del suo romanzo.

Quest' opera, con un testo piacevole e un' ironia leggera, è di gran successo in alcune innovazioni espressive ed e’ ben riuscita a trasmettere il messaggio dell’autrice al lettore. Il romanzo giova di una prosa semplice e fluente e di descrizioni cosi’ naturali e vere che qualche volta non possono essere distinte dalla verita'.

La struttura semplice e coerente di questo romanzo che evita di usare eccessivamente le tecniche letterarie comuni, lo rende più notevole.

Il romanzo descrive la vita familiare di una donna cristiana, “Clarice”, ad Abadan degli anni sessanta con le sue parole.

“Clarice” e’ una donna trentottenne ed e’ casalinga, suo marito si chiama Artoush ed e’ un impiegato della National Iranian Oil Company; ha due figlie gemelle, Armine e Arsine ed un figlio quindicenne , Armen. Vivono in una casa fornita dalla compagnia del petrolio in un quartiere della citta' Abadan e fanno una vita serena e monotona.

Dal momento che Clarice è casalinga il suo mondo si limita a dedicarsi alle faccende domestiche , alla cura del marito e dei suoi figli e agli incontri frequenti con sua madre e sua sorella, Alice. Ma, Clarice, nella gabbia di questa monotonia e quotidianita' si occupa di controversie, conflitti e dialoghi interni.

Lei che si è abituata ad auto-censurare, a prestare servigio alla famiglia e soddisfare gli altri, fa meno attenzione alla sua vera caratteristica ed ai suoi interessi personali anche se è una donna colta ed ha la capacita’ di avere le attivita' culturali e sociali.

In questa situazione, la famiglia di tre persone "Simonian" diventa suo vicino di casa ed accade un mutamento nella vita di Clarice e della sua famiglia. Non dura a lungo che "Emily Simonian", figlia della famiglia Simonian, diventa l'intima amica delle gemmelle di Clarice e fa innamorare l’adolescente Armen. Il Padre di Emily, Emil, è collega di Artoush. Lui è una persona garbata ed ha un gusto poetico e frequenta il gruppo di amici di Clarice e Artoush.

In questo tempo, la signora Simonian, madre di Emil, una vecchia che ha contrasto nei suoi comportamenti, si interessa a Clarice e gradualmente si fida di Clarice e le dice i suoi segreti. Clarice, influenzata dal comportamento amichevole di Emil e l'attenzione che le presta e a causa dei gusti comuni involontari rimane affascinata di Emil. Nel frattempo, aumentano le sensibilita' e i conflitti di Clarice. La gentilezza, perspicacia e consolazione di Emil con Clarice talvolta induceva Clarice a fare un paragone tra Emil e la freddezza ed i comportamenti privi di eleganza di suo marito.

L' attenzione di Artoush ai ceti oppressi della societa' che qualche volta li faceva entrare in discussioni politiche con gli amici di famiglia, intensificava i conflitti interni di Clarice. Alcuni cambiamenti nella vita circostante di Clarice, come i comportamenti scostumati e le gelosie di Alice ed il suo sforzo ad attirare l'attenzione di Emil, le tentazioni infantili e anche astute di Emily che incoraggiava Armen a ribellarsi contro la sua famiglia e a comportarsi sgarbatamente, le ossessioni da madre di Clarice ed anche l’attacco di massa della cavallette ad Abadan che eliminano la freschezza del loro piccolo giardino crea una crisi interiore in Clarice e le fa diventare frustrata, ma le da’ questa possibilita’ di conoscere gli altri aspetti della sua vita e del suo carattere. La richiesta di Emil per incontrare Clarice da sola suscita due emozioni diverse in lei, ma lei è spaventata di accettare l’esistenza di queste emozioni – anche la scrittrice evitando di descrivere chiaramente mette la situazione in ambiguita'; Clarice da una parte ha un desiderio sospetto di essere amata da Emil e da un'altra parte ha orrore di accettare un invito amoroso involontario. Ma informata dalla decisione di Emil per sposarsi con una donna che si chiama "Violet" sente in se un dolore profondo e si vede sola ed indegna. Il figlio di Clarice ha espresso i primi segni di insoddisfazione rispetto ai genitori; suo marito e le persone attorno a Clarice non capiscono i veri bisogni di Clarice. Lei accorgendosi di questo fatto che non ha mai fatto attenzione ai suoi interessi personali e che ha prestato solamente servigi agli altri raggiunge il picco della crisi e poi si riprende.

Adesso lei è pronta ad accettare l'invito della signora Nurollahi per aderire all’associazione “per la difesa dei diritti e della liberta' delle donne", e a rivelare la sua insoddisfazione e a parlare con suo marito per esprimere questa insoddisfazione.

Adesso lei puo' evitare di giudicare ingiustamente Emil e la signora Simonian che hanno abbandonato Abadan all'improviso.

Mettendo da parte le apparenze, Clarice riesce a capire la profondita' dell'amore di suo marito verso di lei. Adesso lei e' veramente pronta ad accettare la crescita' di suo figlio, a baciare sua sorella e farle gli auguri per il suo matrimonio e a curare la sua madre scrupolosa e brontolona a casa. Lei e' pronta a volare come una farfalla nel mondo dell' amore e dell’allegria, un mondo con un cielo azzurro senza nemmeno una sola macchia di nuvola.

La fortuna del romanzo "Io spengo le luci " aveva ragioni importanti sotto il profilo sia sociologico che tecnico. Dal punto di vista sociologico , piu' di ogni altra cosa si puo’ dire che Pirzad e' l'unica scrittrice notevole di questi anni che ha scritto e scrive un romanzo al femminile. Dicendo romanzo femminile si vuole dire un romanzo in cui il personaggio principale e' una donna ed anche ha la caratterizzazione completamente femminile; cioe’, l'enfasi sulle fragili emozioni , le ossessioni , l’oroscopo ed il parlare alle spalle di altre ed ecc...che secondo la credenza della nostra societa' sono le caratteristiche che vengono attribuite piu' alle donne che agli uomini. Da questa prospettiva un tale romanzo nella nostra narrativa era quasi unico . Nonostante il fatto che le nostre scrittrici sono a volte di gran successo, ma i loro romanzi non sono differenti da quelli che gli uomini scrivono.

" Io spengo le luci " e' un romanzo che parla delle bellezze della vita, di relazioni e di cambiamenti degli uomini. Ma questo tema che a prima vista non sembra notevole contiene concetti piu' chiari e concetti che sono intrecciati solidamente che lo rendono piu' profondo su cui si deve riflettere. In altre parole , Clarice , personaggio principale del romanzo, ha vari aspetti che vengono riassunti nell'essere donna. Aspetti come la sua relazione con i genitori e sua sorella nella sua fanciullezza, il suo rapporto amoroso con suo marito, le emozioni ed i doveri materni , le relazioni amichevoli e sociali ed alla fine la sua situazione nella societa’ e le condizioni sociali esistenti per una donna nello status di minoranza religiosa. Il suo carattere e la sua instabilita' interiore ed il cambiamento che alla fine accade sono le coseguenze di tutte queste relazioni.

Pirzad sottolineando l'importanza di tutti questi aspetti, considera la vittoria finale di Clarice nel fatto di accettare la sua responsabilita' sociale e segue passo per passo questo aspetto fino alla fine del romanzo. Lei con una maestria straordinaria , dalle prime frasi del romanzo esprime il ritmo lento e regolare della vita di Clarice casalinga. Poi mettendo attenzione sulla sua relazione coniugale che e' diventata un'abitudine e le ripetute relazioni sociali di Clarice con sua madre , sua sorella ed i suoi amici dimostra monotonia della sua vita. Pirzad, sin dall'inizio ci fa osservare i conflitti interiori di Clarice. Vari aspetti del carattere di Clarice ed il conflitto permanente con questi aspetti indicano la sua alienazione di se' e la sua sommersione nella quotidianita' e nei bisogni di altri.

La sua preoccupazione mentale ed i suoi conflitti interiori vengono manifestati nella contrapposizione permanente dei suoi due caratteri che nel romanzo vengono descritti con vari aggettivi. Da una parte vediamo un aspetto critico , impaziente e pignolo e dall’altro lato vediamo un aspetto ottimista , gentile , razionale e timido e questi due aspetti creano un'agitazione ed una confusione anche per se stessa.

" Io spengo le luci " non e' un romanzo con una sequenza di vicende , ma con un ritmo lento racconta le giornate normali con degli avvenimenti usuali e riflette le nostalgie e la quotidianita'di una donna semplice in un angolo della citta'. In questo romanzo non accade nessun avvenimento speciale , infatti questa e' una peculiarita' per tutte le opera di Zoya Pirzad. Pirzad mette al centro del suo romanzo gli uomini ordinari con i destini normali, ma con un tono sincero ed è il suo atteggiamento che rende notevole il suo romanzo. Lei non e' alla ricerca della creazione di un super-eroe. La sua preoccupazione e’ raffigurare le preoccupazioni delle donne.

Zoya Pirzad in questo romanzo utilizzando nuove tecniche ha offerto un nuovo esempio di narrativa persiana attraverso la narrazione realistica , semplice , fluente e intressante.

Il romanzo si narra in prima persona. La narratrice e' una casalinga accurata che racconta tutti i dettagli accuratamente ed in ordine e qualche volta si ritira un po' e lascia sua madre e gli altri personaggi del romanzo soli per poter raccontare i loro ricordi finche’ possano aiutare di raffigurare il passato dei personaggi della narrazione.

Il personaggio principale, "Clarice" , che tutte le vicende accadono nel corso della sua vita, cerca il significato della vita nei suoi pensieri ed in questa ricerca ha veramente bisogno di un’idea esatta di se' stessa e del suo carattere. I suoi conflitti con se' ed i suoi monologhi interiori mettono in luce il suo vero carattere per i lettori.

Il tempo in questo romanzo non e' stato precisato , ma secondo il modo di vestirsi dei personaggi ed anche dai problemi politici trattati , si puo' dire che il tempo del romanzo torna agli anni ‘60. Questo romanzo parla della vita della minoranza cristiana dell'Iran nella citta' di Abadan. In questo romanzo ci sono tante donne. Una e' differente dall'altra ed hanno atteggiamenti ed opinioni diverse , ed ognuna di loro rappresenta un simbolo per stereotipi convenzionali delle donne nella societa' orientale.

Per Clarice la vita comincia dalla cucina, continua nella pulizia di casa e dei vestiti e si conclude nel cucinare piatti squisiti per la sua famiglia. Ma e' in questa quotidianita' che Clarice sente una mancanza e tenta di conoscersi di piu'. Quando va a cercare nella sua anima, nonostante la sua felicita' superficiale, si trova delusa e quando vuole specificare la sua situazione tra i suoi figli ed il suo marito indifferente, si accorge che e' diventata come un oggetto o uno strumento per i suoi cari che possono sfruttarla nella loro vita e che quando non serve piu’ a loro la possono mettere da parte.

Nel mondo di questo romanzo non esiste ne l’arrendersi completamente ne un ruolo determinate delle donne nel loro destino. La narratrice va avanti sul confine di queste questioni (arrendersi e violare le regole).

Clarice si interessa all'uomo vicino ma esattamente nel momento in cui apetta che quell'uomo le esprima il suo interesse, capisce che Emil e' innamorato di un'altra persona e rimane sola.

In questa situazione abbiamo nel romanzo l’attacco delle cavallette che, come accennato, elimina la freschezza da tutta la citta’ ed anche dal piccolo giardino di Clarice e quando lei osserva nel giardino vede tante cavallette morte e quest’immagine intensifica la sua crisi sentimentale.

Il sistema delle relazioni delle persone ed i modi di narrazione della loro vita a causa della mente sistematica e accurata di Clarice vengono manifestate molto precisamente. La sequenza delle vicende disegna una linea che il suo inizio e' l'ingresso di famiglia Simonian a quella zona residenziale e la sua fine e' la sua uscita da quella zona.

La scrittura della scrittrice e il modo di narrazione di Clarice delle vicende e le analisi personali di Clarice dalle sue circostante, creano un'atmosfera interessante per il lettore.

La semplicita' e' l'elemento principale di questo romanzo, sia nell'incontro delle persone sia nel raccontare le vicende. Ma questa semplicita' puo' condurre il lettore a livelli profondi della vita delle persone e le relazioni che si formano nella loro vita e costringe il lettore a pensare a cose non dette e a cose che la memoria di Clarice narratrice non le permette di raccontare.

I personaggi di questo romanzo che hanno un ruolo per avanzare le vicende, vengono narrate mediante la mente di Clarice e noi vediamo la situazione in cui ci si trovano e le loro reazioni nella narrazione mentale di Clarice.

Clarice e' una donna sentimentale e fragile che soffre dall'indifferenza degli altri. Il mondo di Clarice e' diverso dal mondo delle altre donne del romanzo. Lei ha un'anima ferita. Nella vita personale e sociale si vede delusa. Non sopporta l'umiliazione ed e' una madre che vuole allevare i suoi figli con amore ed affetto e tenta di avere un'atmosfera serena nella sua casa.

Clarice e' una donna solitaria che e' preoccupata per la sua famiglia ed i suoi figli. Si vede di piu' nella cucina e di solito si trascura ed e' completamente come sua madre. Lei ha un' individualita' concreta, nel senso che vuole fare tutto anche da sola per la sua famiglia.

Diventa inquieta e confusa nella sua relazione con le persone intorno a lei.

Dal momento che durante gli anni della sua vita arriva alle conclusioni amare, comincia a fuggire da se’.

Emil che è un personaggio nuovo ed è il suo vicino di casa, è l'unica persona che può guidare Clarice alla verita' della sua esistenza. Clarice reprime il suo inconscio che le ammonisce il desiderio per Emil e durante il romanzo succedono alcune vicende per mezzo delle quali Clarice capisce che Emil non la ama e la considera solamente come una buona amica.

Clarice neanche nella sua solitudine può essere sincera con sè. Lei non confessa il suo desiderio per Emil neanche al suo “io” interiore. Anche se si rimprovera che in una scena del romanzo vuole truccarsi appena Emil è entrato in casa loro. Un segno di questo rimprovero è l’asciugare il rossetto dalle sue labbra.

Clarice è triste per l'indifferenza che suo marito Artoush mostra verso di lei. Questa tristezza è radicata nella sua anima. Artoush è coinvolto nelle questioni politiche o almeno ne parla, ma Clarice nou può sopportare questo. Per lei tutto il mondo è la sua cucina ed in generale la sua casa.

In realtà, Zoya Pirzad vuole dire che se Artoush prendesse sua moglie sul serio e condividesse i suoi pensieri con lei, anche Clarice si permetterebbe di parlare con lui e di aiutarlo, ma questo fatto che Artoush ignora Clarice nelle questioni sociali e politiche perché è una donna, la fa arrabbiare.

La frase allegorica "Io spengo le luci" è ripetuta due volte nel testo del romanzo ed è un simbolo che dimostra che le donne devono svolgere i loro doveri coniugali durante il buio della notte per coprire il loro corpo e la loro mente e per nascondere le loro emozioni.

Da un altro lato dimostra l'enfasi che Clarice fa sulla sua esistenza. Dicendo questa frase vuole finire il giorno e vuole diventare sicura della sua esistenza, che questo si riferisce alla sua individualita’ concreta.

Lei pensa ad Artoush e che ha cominciato la vita con lui con l'amore. Clarice non si è accorta neanche quando quest'amore si è spento in lei. Dal punto di vista di Clarice, l'unica donna felice e perfetta è la signora Nurollahi. Dopo Clarice, la signora Nurollahi ombreggia con il suo carattere sul romanzo. Lei e’ una donna eccezionale che si sforza per migliorare la vita delle donne e per farle contribuire alla soluzione dei problemi quotidiani. Lei parla per le donne, sopratutto quelle che sono coinvolte nella quotidianità, parla per loro di altre cose per estendere la loro visibilita’ senza nessuna richiesta.

Ci sono gli incentivi che Clarice tenta di capire per allontanarsi dalla quotidianità.

Elmira Simonian, madre di Emil, che prima era ricca ed adesso ha perso la sua ricchezza e’ un altro personaggio principale del romanzo.

Il legame della sua vita con l’India potrebbe essere un altro simbolo per questa persona superba ed egoista che vive nei suoi sogni. L’India nelle opere di altri romanzieri è il simbolo della ricchezza.

Elmira vive nel suo mondo vecchio e non può avere un rapporto con la nuova generazione, completamente al contrario di Clarice che vuole veramente avere un rapporto d'amicizia e intesa con la nuova generazione, cioè, con i suoi figli Armen, Arsine e Armine e i loro amici Emily e gli altri.

È per questo che quando Elmira dice a Clarice che in lei vede la sua giovinezza le fa stupire.

Elmira Simonian, tuttavia, è un esempio delle donne astute che si conoscono bene. Ha uno sguardo filosofico riguardo alla vita ed è annoiata dalla vuotezza della vita ed è per questo che ha conflitti con tutti. Clarice è annoiata dalle bugie che sente da sua madre e sua sorella. Alice, sorella di Clarice, è una donna che cerca marito, golosa, arrogante, egoista e goffa che colpisce Clarice con le sue parole. Alice considera la sua vita senza marito una vita vuota. Il suo sforzo per trovare un marito è inutile. Trova sempre da malignare su tutto e su tutti. Lei cosi' rispetta l'esistenza di un uomo (marito) nella sua vita che dopo che sarà sposata con Yub Hansen olandese comincia a pensare in modo positivo ed a comportarsi con il prossimo con gentilezza.

Alice è il simbolo di una donna priva di scopo che vive negligentemente.

La madre di Clarice è una vecchia vedova che capisce semplicemente le preoccupazioni di Alice, ma è lontana dal mondo di Clarice.

Nina, amica negligente di Clarice, non dà importanza alle apparenze della vita e crede che la comprensione e l' accettazione reciproca di marito e moglie è più importante del cucinare piatti squisiti e pulire la casa. Lei è al contrario di Clarice e Clarice in tanti casi è annoiata anche per lei. Tuttavia sono amiche buone.

Per Nina le credenze politiche di suo marito non sono importanti e secondo lei nonostante il fatto che gli uomini tentino di fare qualcosa non possono creare un cambiamento nella società e neanche possono essere utili per sè.

Per lei la vita è un momento di felicità mentre è ridicola e non vale la pena prenderla sul serio, opposto a cio' che Clarice pensa.

Clarice scappa dalla politica e non vuole che Artoush si occupa di essa, ma Artoush non fa attenzione alla volontà di Clarice e questo comportamento di Artoush la annoia. Certamente se Artoush prende sul serio l'esistenza di Clarice, ma lei pensa in un modo diverso. Intendersi di politica è un simbolo di essere uomo che Clarice non può accettare.

Questo romanzo ha una narrazione che facilita tenere il raporto con il testo per il lettore. L' argomento del romanzo in primo grado non è importante e infatti la scrittrice non vuole esprimere un argomento speciale. Questo tipo di romanzo ha alcune caratteristiche perculiari che nel romanzo "Io spengo le luci" sono:

-Le descrizioni precise e dettagliate:

L’uso della prima persona da parte della narratrice facilita la comprensione per il lettore. Questa narrazione e' piu' concreta di quella in terza persona ed il lettore pensa che qualcuno sta raccontando i suoi ricordi, percio' le vicende sono piu' credibili.

- Uso dei tempi vicini al tempo presente:

Questo aiuta il lettore a riempire l'intervallo tra il tempo presente ed il tempo del romanzo in tale modo che pensi che le vicende stanno succedendo nel momento presente.

-Uso di ironia:

Aiuta che il lettore presuma la narratrice davanti a se' che tenta di farlo ridere.

Comicizzare nelle opere di Pirzad e' un esempio interessante nella nostra narrativa. Attenzione alle situazioni che possono essere comiche e' una causa per cui Pirzad e' considerevole nella nostra letteratura in questi giorni.

-Far contribuire il lettore nella comprensione del romanzo:

Le domande che narratrice fa sono per questo motivo. Queste domande non hanno un pubblico speciale, quindi il lettore capisce che lui se stesso e' il pubblico di queste domande ed e' qui che si forma massimo avvicinamento tra il lettore e il romanzo.

-Narrazione drammatica invece di quella breve e dialogica.

Leggendo questo romanzo mi viene in mente un altro grande romanzo. I caratteri dei personaggi principali di questo romanzo, i loro pensieri e l'ottimismo degli intellettuali iraniani prima della rivoluzione riguardo alla politica nel romanzo di Zoya Pirzad segue il romanzo "Suvashun", opera preziosa di Simin Daneshvar.

Le similitudini tra Zari, eroina del romanzo "Suvashun" e Clarice, Artoush e Giuseppe, eroe di quel romanzo, Armen e Khosro, gemelle di Zari e gemelle di Clarice, le preoccupazioni di Zari e quelle di Clarice quando vogliono conoscere la loro individualita', la loro paura di perdere la felicita delle loro famiglie ed alla fine le loro ideologie sono i segni dell'influenza consapevole o inconsapevole di Simin Daneshvar su Zoya Pirzad. Le similitudini tra le caratteristiche ed i pensieri in entrambi romanzi creano questa imagine.

La linea della storia principale arriva alla fine senza nessun vero cambiamento nella vita di Clarice, ma la linea della storia secondaria finisce con una vicenda: Clarice accetta di aiutare la signora Nurollahi negli affari dell’associazione. Questa e' un'apertura verso le questioni piu' grandi e piu' importanti della societa' ed e' in linea con il liberarsi dalla gabbia stretta che Clarice ha creato dalla sua vita familiare. Se la felicita' al livello di vita familiare e sessuale rimane come un'illusione romantica, nella societa' diventa un passo concreto. Questa e' la massima capacita' che la societa' e la stessa Clarice ha.

 

 

 

 

 

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