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Sabato, 17 Ottobre 2015 07:16

Dalla culla dell’islam. Storia dell'Islam" (106) (ASCOLTA AUDIO)

Dalla culla dell’islam. Storia dell'Islam" (106) (ASCOLTA AUDIO)
IRIB-In nome di Dio, il Clemente ed il Misericordioso. Benvenuti ad un’altra puntata della rappresetnazione radiofonica dalla “Dulla dell’islam” dedicata alla storia dell’islam ed alla vita del grande Profeta Muhammad che fece grossi sacrifici per divulgare il messaggio di Dio tra i popoli.

Come ben ricorderete nelle puntate precedenti vi abbiamo raccontato che gli ebrei di Banu Nadir, per il mancato rispetto dell'accordo preso con i musulmani ed il tentato omicidio nei confronti del Profeta Muhammad, furono espulsi da Medina. Qualche tempo dopo l’espulsione dei Banu Nadir, una delegazione degli Ebrei dell’oasi di Khaybar, dove si erano rifugiati molti dei Banu Nadir espulsi due anni prima, si recò alla Mecca per sollecitare i Quraysh a guidare una coalizione militare tra politeisti, ipocriti ed Ebrei con il comune scopo di sconfiggere i Musulmani, sradicare l’Islàm e, possibilmente, uccidere il profeta Muhammad. Durante il loro incontro segreto con Abu Sufyan erano state gettate le basi per mettere in campo una poderosa armata, che avrebbe marciato sulla città del Profeta. In quell’occasione, ad una precisa domanda del capo coreiscita a proposito della fondatezza della loro ostilità contro Muhammad, gli Ebrei non ebbero alcuno scrupolo a dichiarare che il politeismo era certamente migliore e più vero della religione da lui predicata. Senza risparmiare oro e lusinghe, i clan ebrei erano riusciti a mettere insieme i guerrieri delle più famose e feroci tribù beduine tra i quali i Kinana, i Ghatafan, gli Asad. In tutto oltre diecimila uomini ben armati posti sotto il comando di Abu Sufyn, più che mai risoluto a cancellare dalla storia degli Arabi quella pericolosa anomalia che era ai suoi occhi l’Islàm. Di fronte a tanta forza e determinazione, i credenti potevano raccogliere non più di tremila combattenti, ma Dio venne in aiuto dei Suoi fedeli con la strategia suggerita dal fedele compagno di Profeta Salman al Farsi. Lui propose al Profeta lo scavo di un ampio e profondo fossato.Questo stratagemma difensivo, sconosciuto agli Arabi, impediva infatti le cariche della cavalleria beduina, difeso da un terrapieno e dietro il quale anche le truppe musulmane riparavano. In pochi giorni il progetto fu messo in atto con il concorso di tutti quanti gli uomini validi e sotto la guida dell’Inviato di Allah che con il suo esempio e la sua presenza rincuorava i credenti. Quando i confederati si presentarono per la battaglia, furono sorpresi da quella diavoleria che impediva alla loro cavalleria di precipitarsi sul nemico e si bloccarono senza sapere cosa fare. Si accamparono quindi fuori Medina cercando il modo di superare il fossato.

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