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Lunedì, 22 Giugno 2015 06:15

Rappresentazione radiofonica "Storia dell'Islam" (96) (ASCOLTA AUDIO)

Rappresentazione radiofonica "Storia dell'Islam" (96) (ASCOLTA AUDIO)
IRIB-Iniziamo col nome di Dio, il Signore dei mondi. Salve gentili ascoltatori e benvenuti ad un’altra puntata della rappresentazione radiofonica “Dalla culla dell’islam”, dedicata alla storia dell’islam ed alla vita del grande Inviato di Dio, Muhammad(as), colui che fece grossi sacrifici per divulgare il verbo divino fra l’umanità.

Cari amici come ben ricorderete nella puntata precedente vi abbiamo narrato che durante gli anni che seguirono la battaglia di Badr, i Meccani risentirono molto delle conseguenze della loro perdita. Quanto era avvenuto a Badr bruciava ancora all’orgoglio qoreiscita. Abbiamo sentito insieme a voi che Ka'ab bin al-Ashraf, un ricco mercante ebreo della Medina che era anche un poeta disprezzava e odiava molto i musulmani  e li riteneva come una minaccia per l’egemonia degli ebrei quindi lui andò da Quraish della Mecca, al fine di lamentare la perdita a Badr con le sue canzoni oscene e sonetti per incitarli a prendere le armi per riconquistare l'onore perduto. Quindi i capi della Mecca tentarono  una rivincita per poter infine sradicare la Comunità islamica. Loro prepararono un’armata di oltre tremila uomini tra cui duecento cavalieri per combattere i musulmani. a Medina, i clan ebrei avevano firmato un accordo con il Profeta secondo il quale la costituzione dello Stato islamico di Medina garantiva loro libertà di culto e proteggeva tutte le loro proprietà; in cambio loro si impegnavano in un patto di mutua assistenza con i Musulmani in caso di aggressione. Mukhayriq era uno di questi ebrei che rispettava molto il patto firmato con l’Inviato di Dio. Lui era un ricco e dotto rabbino e veniva rispettato molto dai clan ebrei. Un giorno Mukhayriq chiamò suo servo Hamud. Hamud per gestire gli affari che riguardavano i giardini e fruttetti di Mukhayriq viveva nel sobborgo dell’oasi di Medina. La notizia dell’imminente attacco dei meccani alla Media fu arrivata agli abitanti della città e aveva spaventato alcuni medinesi tra cui anche Hamud.

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