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Giovedì, 21 Gennaio 2016 13:14

Parte (20): la responsabilita' dei sapienti della comunita'

Parte (20): la responsabilita' dei sapienti della comunita'
Il Corano, come massimo testo di riferimento della religione islamica, da' una importanza senza eguali alla scienza ed al sapere e incoraggia i fedeli ad apprendere sempre più; ma certo una persona che apprendere e diviene sapiente ha un dovere ancor più pesante nella società. Il peccato di chi sa', dice l'Islam, e' differente da quello di chi non sa' ; per esempio, chi conosce le conseguenze negative che comporta un suo peccato nella società, verra' punito più severamente rispetto a chi non crede di fare del male agli altri peccando.

 

Del resto, se uno scienziato o un sapiente indica una via, un modo di vivere, un comportamento sbagliato, allora potrebbero essere in tanti a seguirlo. Questo e' un male quindi che si moltiplica; al contrario, se un sapiente riesce a diffondere una buona abitudine in una società, verra' premiato per tutti coloro che lo seguiranno.

Insomma, chi sa' ha una responsabilità maggiore rispetto a chi ignora.

Il concetto che vi vogliamo presentare oggi e' riportato nei versi numero 175 e 176 della sura Al-A'raf, la settima del Corano.

Racconta loro la storia di colui cui avevamo dato Nostri segni e che li trascurò. Satana lo seguì e fu uno dei traviati.

Se avessimo voluto, lo avremmo elevato grazie a questi segni; ma si aggrappò alla terra e seguì le sue passioni. Fu come il cane che ansima se lo attacchi e ansima se lo lasci stare. Ecco a chi è simile il popolo che taccia di menzogna i Nostri segni. Racconta loro le storie, affinché riflettano!

Questi versi parlano di una persona che inizialmente faceva parte della schiera dei fedeli e che era saggia e sapiente. Dopo però, come si apprende, soccombette alle tentazioni sataniche ed ebbe un brutto destino. Secondo gli interpreti la vicenda e' quella di uno dei sapienti israeliti dal nome Bal'am Baura che viveva al tempo del profeta Mosè (la pace sìa con lui) ed era uno dei dotti e religiosi più famosi. Egli aveva raggiunto vette così alte che quando pregava il Signore la sua preghiera veniva esaudita.

In seguito però Bal'am Baura mise la sua scienza ed il suo sapere a disposizione del Faraone ed al servizio di obbiettivi terreni e non divini e per questo arrivò persino a maledire Mosè e gli israeliti.

Dio però gli sottrasse i poteri che di fatto aveva ottenuto con la preghiera ed ecco che della sua storia parla anche nel Corano affinchè tutti possano prendere lezione dal sua destino.

Il Corano sottolinea che se Dio avesse voluto Bal'am Baura sarebbe rimasto pio ma quì si enfatizza il fatto che Dio non vuole mai la fede come una costrizione o una imposizione dato che questa e' valorosa e degna del suo nome solo quando e' spontanea. Nel terzo verso della sura dell'Uomo questo concetto viene ribadito in questo modo:

e gli abbiamo indicato la Retta Via, sia esso riconoscente o ingrato.

Nella vicenda di Bal'am Baura, il religioso e sapiente che divenne ingrato al Signore e si mise contro Mosè e gli altri fedeli per ottenere ricchezza e potere, il Corano usa un termine particolare e lo paragona ad un cane rabbioso. I cani rabbiosi, per via del calore causato dalla malattia all'interno del loro corpo, hanno sempre sete ed hanno sempre la bocca aperta e la lingua appesa fuori; per questo attaccano gli altri, che vengano aiutati o meno.

Allo stesso modo uno scienziato deviato e' pericoloso perchè sempre ed in ogni caso e' avido di ricchezza e potere e per raggiungere il proprio scopo non rinuncia a nulla.

Nella vicenda letta dal Corano, insomma, un sapiente ed un grande religioso, che era così vicino a Dio da aver esaudite tutte le sue preghiere, calò di grado al punto da venire paragonato ad un cane rabbioso. E tutto questo perchè si lasciò ingannare da Satana e si lasciò tentare dalle mercedi mondane.

Nella tradizione religiosa sciita troviamo un Hadith o detto dell'undicesimo Imam, l'Imam Hassan Asgarì (la pace sìa con lui) che ricorda: "Bisogna seguire gli scienziati della nostra società qualora abbiano queste quattro caratteristiche: si preservino dinanzi alle tentazioni della vita e siano dotati di autocontrollo, siano difensori della religione e non vendano la loro fede alla vita mondana degli altri, siano in lotta con le loro passioni ed ancor più importante, siano sempre alla ricerca della soddisfazione del Signore e gli siano completamente sottomessi.

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