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Giovedì, 27 Agosto 2015 12:26

Parte (16): il miscredente e' come colui che precipita nel vuoto

Anche questa settimana vi esporremo un altro dei paragoni del Corano che spiega la condizione difficile e dolorosa dei miscredenti in questa vita.Leggiamo subito il verso dove compare il paragone di cui vi vogliamo parlare oggi. Si tratta del versetto 31 della sura al Hajj o del Pellegrinaggio:
« ... وَمَن یُشْرِ‌کْ بِاللَّهِ فَکَأَنَّمَا خَرَّ‌ مِنَ السَّمَاءِ فَتَخْطَفُهُ الطَّیْرُ‌ أَوْ تَهْوِی بِهِ الرِّ‌یحُ فِی مَکَانٍ سَحِیقٍ»

Siate sinceri nei confronti di Allah e non associateGli alcunché. Chi attribuisce consimili ad Allah, è come se fosse precipitato dal cielo, preda di uccelli o del vento che lo scaglia in un luogo lontano. (22:31)

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Il Monoteismo e' il pilastro della religione islamico ed uno degli insegnamenti più basilari e fondamentali di questa religione che implica nel suo concetto numerose conseguenze.
Il concetto del Monoteismo, inteso nell'Islam, e' che Dio e' Unico, Perfetto, la fonte di ogni Bene, a lui e' attribuibile al massimo grado ogni caratteristica positiva, Egli e' senza eguali, non subisce trasformazione ed e' l'Unico Creatore e Gestore di tutto ciò che esiste.
Nel paragone coranico che abbiamo letto all'inizio della puntata, il cielo e' simbolo del Monoteismo. Chi e' miscredente e' come se cascasse giù dal cielo, da quel luogo che e' fonte di luce, e che per i credenti e' un perenne ricordo del loro Signore.
E cosa succede a chi cade dal cielo? E' naturale che la morte dolorosa e' il destino sicuro di questa persona. Ma come muore? O mentre e' ancora in aria diviene preda di un uccello; che cosa vuol dire? L'uccello e' simbolo delle voglie del suo essere. Perciò una persona che e' miscredente, ha la disgrazia come destino. In un primo caso e' probabile che si abbandoni alle sue voglie fisiche e mondane e che questo abbandono lo conduca ad una fine dolorosa.
Nel secondo caso e' possibile che scampi agli uccelli, ma verrà smarrito lo stesso da un vento che lo porterà via. Ciò vuole dire che chi diviene miscredenti e non crede più in Dio, perde di fatto il controllo del suo destino e perciò non e' in grado di impedire la sua rovina.

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Ciò che abbiamo spiegato e' un qualcosa che ammettono persino gli stessi miscredenti. Nel verso 65 della sura del ragno si legge che i miscredenti e gli idolatri, quando sono in mezzo ad una tempesta in mare, invocano Dio con sincerità chiedendo salvezza. Ciò perchè sanno che gli idoli che adorano all'infuori di Dio non daranno loro conforto.
Il Monoteismo e' il tema principale del Corano e delle altre Sacre Scritture. I profeti ed i messaggeri ed i loro successori, hanno sempre invitato la gente al Monoteismo.
Una prova la possiamo esibire leggendo il verso 48 della sura An-Nisà o delle donne:

In verità Allah non perdona che Gli si associ alcunché; ma, all'infuori di ciò, perdona chi vuole. Ma chi attribuisce consimili ad Allah, commette un peccato immenso. (4:48)

In pratica, e' l'unico peccato che non può essere perdonato. Ciò probabilmente anche per gli effetti che il Monoteismo ha nella vita degli uomini. Il primo effetto e' che può svolgere un ruolo di collante tra le comunità umane ed unire i popoli sotto un'unica bandiera. Sotto il profilo della lingua, del colore, della razza, dei pensieri, delle idee, delle tradizioni, della cultura e tutto il resto sono differenti ma ciò che può unirli e' credere in Dio, nella sua unicità. Nel verso 64 della sura della Famiglia di Imran leggiamo:

Di': "O gente della Scrittura, addivenite ad una dichiarazione comune tra noi e voi: [e cioè] che non adoreremo altri che Allah, senza nulla associarGli, e che non prenderemo alcuni di noi come signori all'infuori di Allah". Se poi volgono le spalle, allora dite: "Testimoniate che noi siamo musulmani". (3:64)

Quindi il Corano, invita a creare unità tra tutti i popoli della terra ponendo al centro Dio ed il Monoteismo.
Un esempio di come questo concetto può unire la gente lo si vede ogni anno alla Mecca, al pellegrinaggio che e' la più grande riunione di persone del mondo. Milioni di persone dalle più disparate zone del globo, con una diversità incredibile, si recano alla Mecca per adorare l'unico Signore.
Al contrario la miscredenza e' l'inizio della divisione e della divergenza. Nell'Arabia pre-islamica si adoravano 360 idoli e ciò significava la presenza di eterni conflitti, battaglie, scorrerie, dispetti, tra gruppi e tribù. Quegli stessi arabi, però, dopo aver ricevuto nei propri cuori il messaggio dell'Islam, si riunirono intorno al concetto del Monoteismo e all'adorazione dell'unico Dio.
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E' forse interessante citare quì un fatto storico che può contribuire al nostro discorso.
Agli albori dell'Islam e quando i musulmani erano ancora una minoranza alla Mecca e venivano perseguitati dai ricchi idolatri, un giorno quest'ultimi si recarono da Abu Taleb, zio del profeta e grande capo di tutti i meccani.
I capitribù ed i nobili della città chiesero a lui di convincere il nipote a lasciar stare l'invito al culto del Dio unico e a rispettare il culto degli dèi.
Abu Taleb rispose che se avesse svelato la parola che avrebbe dato loro la possibilità di ottenere la supremazia su tutta l'Arabia l'avrebbero ascoltata ed accettata o meno. Loro risposero che avrebbero accettato anche 10 parole anzicchè una. Abu Taleb disse: "Monoteismo. Aggrappatevi alla corda divina ed abbandonate la miscredenza e l'idolatria. Riunitevi sotto l'ombrello del Monoteismo per divenir forti".
Questo concetto e' la vera salvezza anche per il mondo di oggi, stanco di guerre, morte, distruzione.
E per salvare il mondo dobbiamo iniziare da noi stessi. Ripulire il nostro cuore dagli idoli e dagli dei che vi possono essere e dare spazio solo a Dio.

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