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Mercoledì, 12 Agosto 2015 13:03

Parte (15): un paragone tra questa vita e l'aldila'

Parte (15): un paragone tra questa vita e l'aldila'
Nel nome di Dio, il Clemente, il Misericordioso. Amici ed appassionati di religione islamica, anche oggi siamo con voi per parlare di parabole e metafore del Corano. Oggi esamineremo uno dei paragoni coranici che mira a farci conoscere l'essenza di questa vita a paragone con quella dell'aldilà.
La similitudine di cui vi vogliamo parlare oggi viene citata nei versi 45 e 46 della Al Kahf (O della Caverna), nel sacro Corano:

Proponi loro la metafora di questa vita: è simile ad un'acqua che facciamo scendere dal cielo; la vegetazione della terra si mescola ad essa, ma poi diventa secca, stoppia che i venti disperdono. Allah ha potenza su tutte le cose. (18:45)

Ricchezze e figli sono l'ornamento di questa vita. Tuttavia le buone tracce che restano, sono, presso Allah, le migliori quanto a ricompensa e [suscitano] una bella speranza. (18:46)

Dio l'altissimo in questo splendido paragone, aiuta i fedeli a comprendere la realtà di questa vita nel migliore dei modi, paragonandola all'acqua che scende dal cielo.
L'acqua che disseta la terra la rende ricca, fa sbocciare i fiori, fa crescere piante e fiori; crea bellezze indescrivibili ma tutto ciò e' assolutamente provvisorio perchè riguarda solo la primavera e l'estate. In autunno ed inverno, il verde, creato dalla pioggia scompare e la terra muore.
Anche la vita umana, conosce la sua primavera e la sua estate ma prima o poi arriva anche l'autunno e come succede alle foglie caduche, anche le vite terminano.
L'altro aspetto che accomuna la nostra vita mondana alla terra e' che la pioggia, come il nostro spirito, e' venuta dal cielo, dal mondo celeste, per regalare il dono della vita. Per questo l'uomo deve usare al meglio l'occasione datagli durante la sua esistenza e compiere buone azioni nel breve periodo costituito dalla vita; ciò sarà quello che si porterà nell'altra, nell'eterna vita.

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Dal paragone coranico appena letto possiamo concludere che la vita, in pratica, e' come un terreno su cui scende la pioggia e che in essa, tutto e' effimero e fugace come le piante che crescono in primavera e poi appassiscono in autunno; l'unica cosa permanente, il cui effetto positivo cioè, rimane anche dopo la morte, sono le buone azioni.
Un qualcosa che e' realmente "per sempre".
Nella cultura islamica ciò e' indicato come "Baqiat Salihat" ovvero "Beni permanenti" e secondo gli esegeti e teologhi sono costituiti da diverse cose; dalle cinque orazioni giornaliere della religione islamica, per esempio. L'Imam Sadiq (la pace sìa con lui), indica la preghiera come la prima cosa di cui verrà chiesto conto nel Giorno del Giudizio.
E' importante secondo altri studiosi la preghiera della notte, una preghiera supererogatoria che però influisce molto sulla sorte dell'uomo e che viene raccomandata ai fedeli per l'effetto marcato che ha sulla loro vita.
L'amore per gli Ahl ul Bait, la famiglia del profeta, ed accettare la loro guida, e' secondo altri studiosi, l'esatta traduzione di "Beni Permanenti".
Un pensiero generalmente diffuso e' che siano esatti tutti gli aspetti descritti e che più cose o azioni possano costituire "I Beni Permanenti", cioè ciò che ci porteremo come buone azioni nell'altra vita.
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Gentili ascoltatori, vi ringraziamo per essere stati con noi anche oggi. A presto!

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