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Giovedì, 30 Luglio 2015 15:19

Parte (14): la metafora della "casa del ragno"

Parte (14): la metafora della "casa del ragno"
La fede e la miscredenza e ciò che comportano e’ uno degli argomenti ampliamente trattati nei diversi brani o sure del Corano.

 

Una delle metafore molto famose del testo sacro dei musulmani che usano un’immagine molto bella per descrivere la natura effimera della miscredenza e’ quella della casa del ragno. Troviamo questa metafore al versetto 41 della sura del Ragno o Ankabut:

« مَثَلُ الَّذینَ اتَّخَذُوا مِنْ دُونِ اللّهِ اَوْلِیاءَ کَمَثَلِ الْعَنْکَبُوتِ اتَّخَذَتْ بَیْتاً وَ اِنَّ اَوْهَنَ الْبُیُوتِ لَبَیْتُ الْعَنْکَبُوتِ لَوْ کانُوا یَعْلَمُونَ » ،

Coloro che si sono presi patroni all'infuori di Allah assomigliano al ragno che si è dato una casa. Ma la casa del ragno è la più fragile delle case. Se lo sapessero! (29:41)

In questo verso ricco di contenuto, coloro che adorano gli idoli e qualsiasi cosa all’infuori di Dio, vengono paragonati ad un ragno che si e’ costruito una casa con la sua tela e che si e’ rifugiato in essa. La ragnatela e’ davvero molto fragile e delicata; basta una pioggia decisa o un po` di calore per distruggerla; persino una folata di vento la può spazzare via. Perciò Dio la usa come icona di instabilità ed indica come sia effimera l’adorazione degli idoli; qui comunque la miscredenza e’ intesa come credere in qualsiasi cosa tranne il Signore e perciò, non bisogna adorare le statue di pietra o di marmo; ai giorni nostri anche chi adora come un dio i soldi, il potere, il piacere di ogni genere o chicchessia ha la stessa condizione del ragno e della ragnatela.

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Nella penisola araba, quando il profeta dell’Islam comunicò alla gente questo messaggio del Signore, i pagani si ribellarono e chiesero perchè Dio, se era veramente così forte, grande e potente, li aveva paragonati ad un essere piccolo come il ragno assimilando tra l’altro i loro idoli ad una ragnatela.

La risposta arrivò da parte del Signore stesso in seguito, nel verso 43 di questa stessa sura:

“Queste metafore Noi le proponiamo agli uomini, ma non le capiscono se non i sapienti.” (29:43)

Considerado questa risposta possiamo concludere che l’importanza di una metafora non sta nella grandezza dell’animale o dell’oggetto che vi e’ in essa ma nel contenuto che essa racchiude e nel successo che questa ha nel comunicare un messaggio. Alle volte le cose piccole possono aiutarci a spiegare le cose grandi. E per dimostrare che qualcosa e’ effimero ed instabile, cosa vi e’ meglio di una ragnatela per dare l’idea? Certo non tutti, come ricorda lo stesso Corano, possono comprendere queste parole.

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Abbia parlato del carattere effimero delle divinità che possono essere adorate dall’uomo all’infuori di Dio.

Quì e’ interessante ricordare la vicenda del popolo di Saba, narrata nello spazio tra i versetti 15 e 21 della sura di Saba.

Nell’omonima terra vi erano tanti monti ed annualmente erano tante le fiumane ed i torrenti che scorrevano verse valle e creavano frane e straripamenti che rovinavano i terreni agricoli.

La gente decise così di costruire una diga, quella che forse sarà stata una delle prime della storia. L’acqua così veniva raccolta e poi con essa irrigati i campi. L’acqua abbondante creò in quella terra un tale progresso che la totalità del regno di Saba si trasformò in distesa verdeggiante; c’erano solo campi, orti, giardini, alberi da frutto.

La terra era così generosa che chi viaggiava nella terra di Saba veniva protetta sempre dal sole perchè ovunque, ai bordi delle strade, c’erano gli alberi, e tanto erano abbondanti i frutti che nessuno aveva bisogno di portar con se dei viveri. Purtroppo quella situazione incredibilmente felice rese superbi ed ingrati gli abitanti di Saba che furono ingrati nei confronti del Signore; dissero che quella abbondanza era merito loro e non un dono divino e si comportarono male con i bisognosi. Questo comportamento fece scattare l’ira divina che li punì con un castigo.

Ma in cosa consisteva il castigo?

Dio mandò a quel popolo schiere di topi selvatici che rosicarono la diga; alla fine la diga cedette e l’acqua invase quella terra che venne distrutta completamente e dopo l’allagamento non era più nemmeno un luogo adatto per la vita e quindi nessun altro popolo andò a viverci.

Ecco un esempio reale in cui si e’ visto come e’ simile ad una ragnatela per la sua debolezza la casa di coloro non credono nel Signore o si affidano ad altri tranne che a lui.

 

 

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