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Mercoledì, 20 Maggio 2015 10:25

Parte (12): i passi del Corano sugli occhi e le orecchie

L'occhio sarà pure un membro piccolo del nostro corpo per dimensione ma e' senz'ombra di dubbio uno dei più grandi doni concessi da Dio all'essere umano. Questo autentico segno della potenza divina e' fatto di materiali molto semplici; un pò di carne, del grasso e un pò di liquido, ma ha un ruolo incredibilmente importante nella vita umana.
L'occhio umano ha sette strati ed è davvero un capolavoro ineguagliabile; persino nel 21esimo secolo l'uomo non può nemmeno avvicinarsi, con la sua tecnologia, ad un qualcosa come l'occhio, in grado di adattarsi automaticamente alla vista di cose vicine e lontante, che possa adattarsi alla luce abbondante o alla mancanza di luce, che possa spostarsi in tutte le direzioni. E se anche un qualcosa di simile venisse costruito, non potrebbe avere un qualcosa come le lacrime, che nell'occhio hanno il dovere di depurarlo e nutrirlo.

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Nella struttura del corpo umano, l'orecchio non è da meno ed e' formato da tre parti che svolgono un ruolo importante. Come non pensare alle minuscole ossa dell'orecchio, che mettono in contatto il cervello con i suoni che provengono dall'esterno e come non menzionare il fatto che oltre a sentire il suono, l'orecchio umano e' in grado di dedurre anche la direzione da cui esso proviene.
Nella sura coranica, Balad (Contrada), Dio invita a riflettere su alcuni di questi grandi doni:

Non gli abbiamo dato due occhi,
una lingua e due labbra?
Non gli abbiamo indicato le due vie? (90:8-10)

L'uomo si accorge di quanto sia prezioso il dono della vista o dell'udito solo quando alcune malattie intralciano la normale funzione di questi sensi. Il sesto Imam della confessione sciita, tra i sacri discendenti del profeta dell'Islam, l'Imam Jaafar Sadiq (la pace sìa con lui) rivolgendosi al suo allievo Mofazzal ricordava:

"O Mofazzal! Rifletti sulle parti del tuo corpo dato che ognuna di esse e' stata creata per un determinato motivo. Dio ha creato gli occhi per guidare e le altre parti affinchè siano utili. Rifletti sui problemi che nella vita hanno le persone non-vedenti che non vedono dove mettono i piedi e non distinguono i colori e le bellezze e le bruttezze e che non possono evitare un fosso sul loro cammino e non possono difendersi se un nemico li aggredisce con la spada e rimangono privati delle arti e delle industrie come la scrittura, il commercio e l'artigianato e se non avessero la ragione, sarebbero come delle pietre.
In aggiunta, colui che e' privo del dono dell'udito incontra problemi notevoli nella sua vita: viene privato del piacere del dialogo, non può provare più il piacere di ascoltare i suoni rallegranti, crea problemi alla gente quando comunica, e rimane all'oscuro di ciò che gli accade intorno, ed e' come se pur assistendo ai dialoghi, non fosse presente quando questi avvengono".
 
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Ma ora dopo questa premessa sull'importanza della vista e dell'udito e la differenza tra coloro che hanno e coloro che non hanno questi doni, ci occupiamo di quelle parabole coraniche in cui il Signore usa questi concetti per parlare di fedeli e infedeli.
Coloro cioè che hanno fede in Dio, sono persone coscienti, e secondo il Corano come le persone che vedono; sono invece svantaggiate come le persone che non vedono le persone miscredenti, che si privano della conoscienza del loro Signore.
Il verso 24 della sura di Hud ricorda:

«مَثَلُ الْفَریقَیْنِ کَالاَعْمى وَ الاَصَمِّ وَ الْبَصیرِ وَ السَّمیعِ هَلْ یَسْتَوِیانِ مَثَلاً اَفَلا تَذَکَّرُونَ»

E' come se fossero due gruppi, uno di ciechi e sordi e l'altro che vede e sente. Sono forse simili? Non rifletterete dunque? (11:24)

Paragonando e stabilendo un parallelo tra concetti simili, Dio cerca di far comprendere alla gente comune le questioni spirituali. In questo caso, buoni e cattivi, o fedeli e miscredenti, vengono paragonati a vedenti e non vedenti. Chi vede e' uguale a chi non vede? Un qualcuno che quando la parola divina scende tra gli uomini la ascolta e crede in essa e' davvero paragonabile a chi non vuole nemmeno ascoltarla? Chi si chiude volontariamente l'occhio e le orecchie intende negare ogni verità, non vuole apprendere ciò che Dio ha detto nel Corano sul paradiso e l'inerno, non gli interessano le vie della beatitudine e della felicità. In pratica, per poter vedere meglio e capire meglio, la fede è un grande ausilio mentre al contrario la miscredenza, e' un qualcosa che rende sempre più ottusi.
In altre parole, la miscredenza e la negazione di Dio, e' come una sorta di barriera che si estende dinanzi alle viste ed agli occhi delle persone e diminuisce la loro capacità di comprendere e distinguere il bene dal male, il giusto dall'errato.

L'Imam Sajjad (la pace sia con lui), quarto Imam della tradizione sciita e pro-nipote del profeta dell'Islam, nell'invocazione "Abu Hamze Somalì" ricorda:

"O Dio! Tu non sei nascosto alla vista dei tuoi servi, a meno che siano le azioni della gente a renderti invisibile per loro. Altrimenti, tu sei più palese di ogni altro palese".

La fede, e' come una luce che illumina il cuore, ed aiuta la persona a superare il proprio ego, preparandola per poter apprendere la verità, qualunque essa sia.
Nel versetto 257 della sura della Giovenca leggiamo:

«اَللّهُ وَلِىُّ الَّذینَ آمَنُوا یُخْرِجُهُمْ مِنَ الظُّلُماتِ اِلَى النُّورِ وَ الَّذینَ کَفَرُوا اَوْلِیائُهُمُ الطّاغُوتُ یُخْرِجُونَهُمْ مِنَ النُّورِ اِلَى الظُّلُماتِ اُولئِکَ اَصْحابُ النّارِ فیها خالِدُونَ»
Allah è il patrono di coloro che credono, li trae dalle tenebre verso la luce. Coloro che non credono hanno per patroni gli idoli che dalla luce li traggono alle tenebre. Ecco i compagni del Fuoco in cui rimarranno in eterno. (2:257)

Certo che per vedere e sentire nel vero senso della parola, come abbiamo appreso dal discorso di oggi, dobbiamo avere la fede in noi. Ma la domanda è: "Chi è il vero fedele?".
Secondo il profeta dell'Islam:
"Nessun essere umano diviene fedele a meno che ami per gli altri ciò che ama per se".

Un altro Hadith, dell'Imam Sadiq (la pace sìa con lui), in questo senso e' molto significativo:

"La verità della fede e' volere la giustizia anche quando e' a tuo danno e respingere il male anche quando e' a tuo favore".

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