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Sabato, 13 Dicembre 2014 08:42

Parte (10): la buona e la cattiva parola

Parte (10): la buona e la cattiva parola
« أَلَمْ تَرَ کَیْفَ ضَرَبَ اللّهُ مَثَلًا کَلِمَةً طَیِّبَةً کَشَجَرةٍ طَیِّبَةٍ أَصْلُهَا ثَابِتٌ وَ فَرْعُهَا فِی السَّمَاء ، تُؤْتِی أُکُلَهَا کُلَّ حِینٍ بِإِذْنِ رَبِّهَا وَ یَضْرِبُ اللّهُ الأَمْثَالَ لِلنَّاسِ لَعَلَّهُمْ یَتَذَکَّرُونَ ، وَ مَثلُ کَلِمَةٍ خَبِیثَةٍ کَشَجَرَةٍ خَبِیثَةٍ اجْتُثَّتْ مِن فَوْقِ الأَرْضِ مَا لَهَا مِن قَرَارٍ » ،  

Non hai visto a cosa Allah paragona la buona parola? Essa è come un buon albero, la cui radice è salda e i cui rami [sono] nel cielo, (14:24)
e continuamente dà frutti, col permesso di Allah. Allah propone metafore agli uomini, affinché riflettano. (14:25)
La metafora della parola cattiva è invece quella di una mala pianta, sradicata dalla superficie della terra: non ha stabilità alcuna. (14:26)

Cari amici abbiamo iniziato il discorso di oggi con i versi 24, 25 e 26 della sura di Ibrahim o Abramo, perchè come avrete intuito, vogliamo parlarvi della metafora che il Corano usa per indicare la buona parola e la cattiva parola.
Bisogna sapere che la vita mondana è teatro del continuo duello tra bene e male; il Corano però assicura più di una volta che il male verrà sconfitto e se ne andrà, dato che era instabile e caduco sin dall'inizio. Gli interpreti spiegano che il male riesce a ergersi contro il bene solo perchè ingannando la gente riesce a travestirsi con gli abiti della ragione.
Ad ogni modo, nei versetti che abbiamo letto della sura di Abramo, il bene o la parola del bene viene paragonata ad un albero da frutto, che ha solide radici e che perciò e' irremovibile e che offre continuamente i suoi frutti; e' perciò un albero che da' frutto non in una sola stagione ma sempre. Al contrario il male o le cattive azioni o consuetudini sono come un albero senza frutto e con radici instabili; quest'albero verrà sradicato all'arrivo del primo vento.
La fede è quell'albero dalle radici possenti e la miscredenza l'albero dalle radici deboli.
MUSICA
Molti pensatori islamici hanno parlato di questo paragone tra la fede ed un albero. Un albero deve avere radici forti, deve aver il tronco ben eretto e deve avere tante foglie e tanti frutti per essere completo. L'Islam e la fede sono "completi", allo stesso modo, con tre elementi: "Credere con il Cuore", "Ammetterlo con la lingua" ed "agire obbediendo alle sue regole".
Il profeta dell'Islam Mohammad, la pace di Dio sia su di lui e la sua immacolata progenie, affermò: "La metafora dell'Islam e' come un albero ben cresciuto, la fede in Dio e' il tronco, la Zakat (imposta da pagare ai bisognosi) sono i suoi rami, il digiuno sono le sue vene, la fratellanza con il prossimo per amore di Dio è il suo motivo di stabilità, il buon comportamento sono le sue foglie e proprio come un albero non è completo se non ha i frutti, la fede non è completa a meno che non si rinunci ai peccati".
Nasser Khosrò, poeta iraniano, in una delle sue poesìe parla di un dialogo tra l'arbusto di una zucchina ed un albero di trent'anni; la zucchina dopo un mese diviene alta e riesce a superare l'albero; a quel punto la zucchina chiede all'albero di quanti giorni sia e lo denigra, ma l'albero risponde dicendo che presto, quando arriverà l'autunno, si vedrà chi e' più forte. L'autunno poi, sradica l'arbusto della zucchina, ma l'albero riesce a resistere. Questa storia del poeta classico persiano Nasser Khosro è ispirata dal Corano. Invita a non essere superficiali e a non fare attenzione alle apparenze; e' probabile che in un momento particolare della storia una dottrina caduca e fugace superi in estensione la religione divina ma alla fine considerando la profondità degli insegnamenti, si può comprendere che la verità e la giustizia alla fine avrà il sopravvento.
Tenendo conto della metafora dei due alberi, bisogna attendere pazienti l'arrivo dei venti autunnali. Sono trascorsi 14 secoli e molti venti contrari hanno soffiato contro l'Islam ma questa religione è ancora solidamente al suo posto ed attira giornalmente tantissime persone.
Nella metafora coranica di cui abbiamo parlato oggi, "Haq" o "Verità" viene descritta come "Tayebè" o "Pura". La Parola Pura della Verità secondo alcuni interpreti sarebbe la frase "La Ilaha Illallah" (Non c'è dio all'Infuori dell'Unico Dio).
Questa sacra frase e' come un Puro Albero che ha radici forti e profonde e che si estende all'infinito nel cielo coi suoi rami interminabili, ed e' l'albero della felicità umana. Quest'albero, che è la verità del Monoteismo, mantiene vivo il cuore umano, e gli dona sicurezza e serenità al punto che egli non abbia più bisogno di soldi, accettar tangenti, potere ed eccetera.
Altri interpreti ritengono che "Parola Pura" indichi le persone fedeli. Un albero che da frutti in tutte le stagioni, frutti come generosità, affetto, benevolenza, fede e coraggio.
Altri interpreti del Corano ritengono che "Parola Pura" o "Albero della fede" intenda l'albero genealogico della progenie del profeta nella quale figurano i 12 Imam, un albero che come frutto offre la guida ai fedeli.
La parola "Khabitha" o "Maligna", attribuita alle cattive parole o al male, è un qualcosa che riguarda il peccato e lo smarrimento. Come abbiamo visto la metafora in questo caso era quella di un albero senza frutto e dalle radici deboli.

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