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Domenica, 28 Settembre 2014 12:38

Parte (8): il biasimo dell'imitazione ceca delle tradizioni degli avi

Uno dei maggiori ostacoli incontrati dai profeti nel loro invito rivolto alla gente, e' stata l'ostinazione di questa ad imitare cecamente i propri avi.

Quando i messaggeri del Signore invitavano i popoli al Monoteismo, alla Giustizia ed alla religione divina, loro rispondevano arrabbiati dicendo che avrebbero seguito solo la religione dei loro avi. Senza pensare naturalmente se questa religione degli avi fosse giusta, sbagliata, basata sulla verità o sulle superstizioni.
Nel verso 170 della sura della Giovenca, Dio l'Altissimo ricorda:
«وَ اِذا قیلَ لَهُمُ اتَّبِعُوا ما اَنْزَلَ اللّهُ قالُوا بَلْ نَتَّبِعُ ما اَلْفَیْنا عَلَیْهِ آبائَنا اَوَلَوْ کانَ آباءُهُمْ لایَعْقِلُونَ شَیْئاً وَ لا یَهْتَدُونَ»
E quando si dice loro: "Seguite quello che Allah ha fatto scendere", essi dicono: "Seguiremo piuttosto quello che seguivano i nostri antenati! E ciò anche se i loro antenati non comprendevano e non erano ben guidati. (2:170)
Anche per quanto riguarda il venerato profeta dell'Islam, Mohammad (s), la gente gli rispondeva che voleva proseguire con la religione dei propri avi; non solo, quando il profeta divulgava il messaggio divino alcuni protestavano ed anzi si dicevano esterefatti dalla mancanza di rispetto del profeta nei confronti delle tradizioni. Gli idolatri della Mecca adoravano idoli che costruivano con le proprie mani. Certe volte gli idoli erano fatti con i datteri e per questo in caso di carestìa, venivano mangiati anche gli dei! Nel verso 5 della sura Sad, si apprende ciò che dicevano gli idolatri contemporanei del profeta dell'Islam:
"Ridurrà forse gli dèi ad un Dio unico? Questa è davvero una cosa strana". (38:5)
MUSICA
Il Corano condanna con una frase ferma e concisa l'abitudine di seguire cecamente le tradizioni del passato come abbiamo visto nel verso 170 della sura della Giovenca. Lì si ricorda che le tradizioni dei loro padri erano sbagliate e che pertanto non vanno imitate. Purtroppo la questione della nazionalità, dell'appartenenza alla stessa razza, stirpe o tribù e' un qualcosa che viene erroneamente sentito tra alcune popolazioni dalla notte dei tempi fino ad oggi.
Le persone fedeli e credenti, però, non accettano le tradizioni del passato cecamente e senza ben riflettere su queste. Di solito col passare del tempo si trovano nuove soluzioni per una vita migliore e quindi un nuovo stato di civiltà. Pertanto l'andamento normale e' che le tradizioni del passato vengano messe da parte, a meno che siano particolarmente utili e valorose.
Nel verso 171 della sura della Giovenca Dio paragona coloro che imitano i loro avi senza voler sentir ragioni prima a delle bestie che non comprendono il verbo umano e poi a persone cieche, orbe e mute.
I miscredenti sono come bestiame di fronte al quale si urla, ma che non ode che un indistinto richiamo. Sordi, muti, ciechi, non comprendono nulla. (2:171)
In questa similitudine le persone che imitano cecamente gli avi vengono paragonate alle bestie di una mandria che si muove lentamente e che non da' peso alle parole del suo pastore perchè non le comprende. Questo si addice precisamente a coloro che adoravano gli idoli. Gli idoli infatti, come le bestie, non sono in grado di capire ciò che viene detto loro. Sono i pagani che insistono chiamandoli propri dèi.
MUSICA
Bisogna fare attenzione al fatto che il Corano e l'Islam non ritengono negativo prendere il buon esempio o considerare come punto di riferimento personaggi modello o seguire tradizioni che siano concorde con la ragione e la fede. Al contrario, respinge quelle tradizioni che non hanno alcun motivo di esistere se non quello di essere arrivate dal passato.

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