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Venerdì, 05 Settembre 2014 18:42

Settima parte: le metafore usate dal Corano per descrivere usura e avarizia

Settima parte: le metafore usate dal Corano per descrivere usura e avarizia
Il dono che il profeta dell'Islam ha portato all'umanità in 23 anni di missione in Terra è il nobile Corano.Un libro che non e' stato certo scritto dal messaggero ma che e' Parola divina.

Una sacra scrittura che rimane sempre giovane e che non perde il suo valore con il passare del tempo e nonostante lo studio della gente e dei saggi.
Chiunque si rivolga a questo libro con sincerità e con l'intento di scoprire la verità, riesce a trovare la strada della felicità e della beatitudine. Il Corano, miracolo del profeta dell'Islam, guida gli esseri umani verso la felicità in diverse maniere. L'uso di racconti, similitudini, giuramenti e ragionamenti sono alcuni esempi.
Dio l'Altissimo utilizzando questi racconti, parabole, similitudini riesce a raggiungere il profondo del cuore umano e lo guida verso la beatitudine grazie a (per mezzo di) svariati termini.
Gli uomini non reagiscono tutti allo stesso modo dinanzi alla verità; alcuni, comprendono la verità con un lieve cenno o una breve spiegazione: basta un richiamo per renderli coscienti e una predica per scatenare un ciclone al loro interno.
Invece, altri, sono indifferenti anche dinanzi alle più intense orazioni, ai più chiari ragionamenti ed ai consigli più convincenti. Indubbiamente, si tratta di una questione complicata.

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Uno dei popoli di cui il Corano parla e che nel corso della storia hanno commesso errori considerevoli è il popolo dei figli di Israele. In parti della loro storia questo popolo si macchia di crimini gravi ai danni dei profeti divini mettendo in mostra la sua ostinazione e la sua ingratitudine nei confronti di Dio. Oggi vi raccontiamo una delle vicende veritiere raccontate dal Corano che mettono in mostra le cattive caratteristiche comportamentali di questo popolo. A tra poco!

 

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Ai tempi del profeta Mosè (la pace sìa con lui), una persona venne uccisa in circostanze dubbie e questo omicidio creò divergenze tra le diverse tribù di Israele. In pratica un giovane aveva assassinato il suo ricco zio, per impossessarsi dei suoi averi, secondo alcuni e per poter sposare sua cugina, secondo altri. Dopo che la notizia dell'omicidio si diffuse tutti cercavano l'assassino ed ognuno pensava che fosse l'altro ad aver dato rifugio a lui e si rischiava addirittura una guerra intestina tra le tribù di Israele.
La gente si rivolse al profeta Mosè (la pace sìa con lui) e chiese a lui di pregare Iddio affinchè rivelasse la verità su quel fatto. Il profeta pregò e Dio esaudì la sua richiesta ed ordinò di scannare una giovenca e di spalmare il suo sangue sul corpo della persona uccisa affinchè tornasse in vita e presentasse a tutti l'assassino. Il popolo ostinato dei figli d'Israele però iniziò a far capricci e disse: "Di che età deve essere questa mucca?". E Dio mandò un messaggio tramite Mosè: "Ne tanto giovane, ne tanto vecchia". Ed ancora chiesero: "Di che colore deve essere?". E Dio fece sapere loro che doveva essere di un colore giallo che rallegrava coloro che la vedevano. Chiesero ancora come veniva impiegata la mucca che Dio voleva venisse sacrificata. E seppero che era una mucca che non veniva impiegata ne per arare i campi e nemmeno per irrigare e che era priva di qualsiasi difetto. La giovenca con queste caratteristiche era di una persona molto povera. La gente acquistò da quella persona l'animale ad un prezzo elevato e poi la scannò. Fece come era stato detto ed il sangue della mucca venne spalmato sul corpo del morto. Lui, per miracolo e volere del Signore, tornò in vita e presentò a tutti colui che lo aveva assassinato.

 

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Indubbiamente domandare e' un qualcosa di positivo, un modo per apprendere ciò che non si conosce. Ma certamente, quando si esagera, anche domandare si trasforma in qualcosa di negativo. In questa storia abbiamo visto che i figli di Israele, ponendo tutte queste domande, resero difficile il loro stesso compito e come il Corano stesso dice, mancò poco al fatto che non sacrificassero la giovenca. Inoltre, il miracolo della giovenca, avrebbe dovuto accrescere in loro la fede ed avvicinarli a Dio, ma purtroppo così non fu ed i loro cuori divennero sempre più duri. Il Corano descrive così la loro situazione nel versetto 74 della sura della Giovenca:
«ثُمَّ قَسَتْ قُلُوبُکُمْ مِنْ بَعْدِ ذلِکَ فَهِىَ کَالْحِجارَةِ اَوْ اَشَدُّ قَسْوَةً وَ اِنَّ مِنَ الْحِجارَةِ لَمَا یَتَفَجَّرُ مِنْهُ الاَْنْهَارُ وَ اِنَّ مِنْهَا لَمَا یَشَّقَّقُ فَیَخْرُجُ مِنْهُ الْمَاءُ وَ اِنَّ مِنْهَا لَمَا یَهْبِطُ مِنْ خَشْیَةِ اللَّهِ وَ مَا اللَّهُ بِغافِل عَمّا تَعْمَلُونَ»؛

Dopo di ciò i vostri cuori si sono induriti ancora una volta, ed essi sono come pietre o ancora più duri. Vi sono, infatti, pietre da cui scaturiscono i ruscelli, che si spaccano perché l'acqua fuoriesca, e altre che franano per il timore di Allah. E Allah non è incurante di quello che fate. (2:74)
Con una bellissima similitudine, il Corano ci spiega che i cuori dei figli di Israele si erano induriti come una roccia ma addirittura più di essa, dato che alcune volte le rocce si spaccano per dare vita ai ruscelli o si smuovono per timore di Dio.
Nel versetto 13 della sura Maedah o della Tavola Imbandita, Dio parla del fattore più importante che rende senza pietà il cuore umano:
Ma essi ruppero l'alleanza e Noi li maledicemmo e indurimmo i loro cuori: stravolgono il senso delle parole e dimenticano gran parte di quello che è stato loro rivelato...(5:13)
Un altro degli elementi che rende senza pietà i cuorie l'ignoranza. L'ignoranza può essere definita come una immagine errata della realtà che impedisce alla luce della fede di penetrare nel cuore e che quindi lo rende indifferente dinanzi alle prediche ed ai consigli ed addirittura le prove ed i miracoli che guidano verso la realtà.
Per spiegare che a gente del genere e' impossibile far capire la verità, il Corano rivolgendosi al profeta ricorda:
Tu non potrai far sì che sentano i morti o far sì che i sordi sentano il richiamo quando ti volgono le spalle. (30:52)
In altre parole, coloro che fingono di non sentire e si ostinano a non voler vedere, quì sono paragonati ai sordi e persino ai morti!

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Abbiamo parlato di quanto sia brutto e negativo il fatto che i cuori umani si induriscano ed abbiamo pure ricordato che il cuore umano può divenire ancor più duro delle rocce. Ma renderlo delicato nuovamente e fare sì che possa ascoltare e percepire la verità non e' difficile.
In questo senso e' molto importante l'uso della mente, del pensiero, la riflessione. La semplice osservazione del mondo intorno a noi, la visione dei segni della potenza di Dio nel Creato, possono riaprire il cuore umano alla verità ed alla giustizia e indurlo a chiedere perdono per i suoi peccati.

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