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Giovedì, 10 Aprile 2014 11:18

Meraviglie dell'Iran (36): regione dell'Azerbaijan Orientale, altri monumenti di Tabriz+IMMAGINI

Meraviglie dell'Iran (36): regione dell'Azerbaijan Orientale, altri monumenti di Tabriz+IMMAGINI
La città di Tabriz è una delle grandi e antiche città dell'Iran e racchiude in se capolavori unici dell'architettura e soprattutto dell'arte iraniana delle piastrelle.

In generale, le opere artistiche ed architettoniche di Tabriz testimoniano, alla pari di quelle di altre città, che l'industria, l'arte e la cultura nell'Iran è stata grandiosa. Purtroppo sismi, alluvioni, guerre e conquiste, aggiunti alla dabbenaggine di alcuni governatori del passato, hanno fatto sì che molte delle opere importanti della città andassero distrutte ed in alcuni casi, non esistono nemmeno tracce degli antichi palazzi. Ciò che oggi rimane a Tabriz è in prevalenza ricordo del periodo dei sultani Ilkanidi e di quelli Safavidi. Una delle attrazioni della città è sicuramente il Bazaar tradizionale, questo edificio con le arcate e le cupole uniche, che andremo a conoscere...

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Situata a nord-ovest dell'Iran, da molto tempo fà Tabriz è stata il punto di collegamento tra Asia ed Europa. Sin dai tempi antichi, la città produceva frutta e prodotti soprattutto d'artigianato che veniva esportati in Europa. Per questo il mercato, doveva essere strutturato in modo da rispondere alle necessità esistenti e pertanto venne costruito su un'area molto vasta ed ancora oggi, dopo secoli, ha conservato il suo ruolo di cuore economico della città.

Il Bazaar di Tabriz ricopre una superficie di 1 milione di metri quatri ed è la più estesa opera antica dell'Iran e la più grande costruzione in mattoni del mondo. Non si sa, anche in questo caso, quando sia stato costruito di preciso; alcuni studiosi lo ritengono un edificio pre-islamico, e cioè dell'era Sasanide mentre altri lo fanno risalire all'era post-islamica ed al dominio del turchi Selgiuchidi. Diverse parti del Bazaar sono crollate a seguito dei diversi terremoti ma per via della sua importanza ogni volta questo edificio è stato ricostruito. L'ultima ricostruzione del Bazaar risale a tre secoli fà ovvero alla fine del potere della dinastia Zand ed all'inizio del potere Qajaride. Il Bazaar è un centro di vita ineguagliabile ed oltre al ruolo economico, riveste anche un ruolo sociale, religioso e politico di rilievo. Nel 1975 è stato registrato nella lista del Patrimonio Culturale Nazionale dell'Iran e nel 2010 è stato il primo Bazaar del mondo ad entrare nella lista dell'UNESCO, l'ente Onu per la Cultura.

In questo Bazaar si trovano la meraviglia di 160 elementi caratteristici dei Bazaar antichi persiani come i caravanserragli, i corridoi, le stanzette, le moschee, le Madrasa, le terme, le sale per lo sport ed i piccoli centri vendita detti Bazarchè.

Il Bazaar di Tabriz, come gli altri mercati antichi dell'Iran, è suddiviso in diversi Bazaar minori, come Bazaar Amir, Bazaar Kafashan (dei calzolai), Bazaar Talaforushan (dei gioiellieri), Bazaar Kolahduzan (dei cucitori di cappelli), Bazaar Mesgaran (dei lavoratori del rame) e da altre parti. In questo programma sarebbe impossibile presentarne tutte le parti ma ci limitiamo alla presentazione di Bazaar Amir e Timchè Mozaffariyeh, in pratica le due zone più famose di questo mercato.

Il Bazaar Amir, che comprende un centro vendite ed un caravanserraglio è tra i punti più splendidi dell'intero complesso ed oggi è centro del commercio di tappeti, gioielli e vestiti. Il suo costruttore, da cui il Bazaar prende nome, fu Mirza Mohammad Khan Amir Nezam Zangenè che lo edificò nel 1839.

Timchè Mozaffariyeh, invece, venne costruita nel 1887, durante il regno del principe qajaro Mozaffareddin Mirza per mano del commerciante Haj Shaikh Mohammad Jaafar Qazvinì . Timchè di fatto è il nome di una sorta di centro commerciale. Il Timchè Mozaffariyeh oggi è il più famoso centro di esportazione di tappeti pregiati dell'Iran ed è conosciuto in tutto il mondo; comprende due piani ed in ogni piano vi sono 26 negozi di venditori di tappeti.

In generale si può dire che il Bazaar di Tabriz è uno dei capolavori dell'architettura iraniana e questa costruzione è talmente grandiosa da aver conservato fino ad oggi la sua importanza centrale nella città di Tabriz. Tra i grandi e famosi viaggiatori che hanno visto e scritto approposito di questo Bazaar possiamo nominare Moqaddasì, Yaqut Hamavì, Marco Polo, Ibne Batutè e Hamdollah Mostofì.

Jean Chardin, viaggiatore francese che si recò in Iran nel 17esimo secolo per due volte ed ogni volta visse in Iran per 6 anni, approposito della città di Tabriz e del suo Bazaar scrive:

"Tabriz è una città grande e piena di occasioni e per estensione è la seconda città del paese. A Tabriz non ho visto regie e palazzi reali, ma ho trovato il più grande ed il più imponente Bazaar dell'Asia. I negozi sono divisi uno dall'altro, e sono collocati in fila in viuzze lunghe ed ampie con tetti alti 5 piedi. Il mercato è il cuore della città e la folla ed il numero elevato di merci commerciate mette in mostra l'imponenza di questo mercato".

Ibne Batutè, famoso viaggiatore marocchino scrive: "Il gran Bazaar di Tabriz viene detto Ghazan e quello fu il miglior mercato che io vidi in tutte le città del mondo. Ogni ceto ed ogni gruppo di artigiani, in questo bazaar, aveva il suo quartiere specifico...".

Nel periodo Qajaride, quando Tabriz era la dimora permanente del principe erede al trono, il Bazaar divenne ancora più importante e fiorente e merci da tutto il paese si dirigevano lì per essere vendute. Fu da quel periodo che il mercato assunse il ruolo di un centro commerciale importante anche sotto il profilo internazionale.

Dorothy Hunt Smith nel suo libro "Ricordi d'Oriente" descrive così la sua visita a Tabriz nel 1961: "Nel Bazaar vi sono vie secondarie numerose e vie principali ampie che si intrecciano continuamente. Ogni negozio ha una entrata larga 10 piedi ed al suo interno le merci erano posto dal pavimento fino al tetto, dove per arrivare ci voleva una scala. Il tetto del Bazaar è ricoperto di mattoni con aspetto regolare tra i quali vi sono ad intervalli uguali finestrelle che riescono ad illuminare l'interno del mercato anche nei giorni nuvolosi".

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