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Giovedì, 26 Dicembre 2013 14:29

Meraviglie dell'Iran (31): regione di Chaharmahal e Bakhtiarì, l'incanto della natura + IMMAGINI

Meraviglie dell'Iran (31): regione di Chaharmahal e Bakhtiarì, l'incanto della natura + IMMAGINI
Salve signore e signori, salite subito sul nostro tappeto volante perchè anche oggi vogliamo iniziare il nostro viaggio nell'Iran e come la settimana scorsa in un'altra zona della regione Chahar Mahal Bakhtiarì.

Il viaggiatore francese Henry Rene Dallemagne descrive così la natura della regione iraniana di Chahar Mahal Bakhtiarì: "Questa terra bella e rigogliosa è irrorata da fiumi con acqua abbondante ed è ricoperta di fitte foreste; ha pianure e prati fioriti, monti elevati e burroni profondi; passaggi montagnosi stretti, ghiacciai eterni, panorami davvero suggestivi e variegati. In primavera i pendii dei monti si vestono di distese di fiori rossi ed il colore scuro delle pietre assume il colore vivace del fuoco...".

Anche il viaggiatore francese ha visitato questa regione quasi un secolo fà la natura che lui descrive è ancora pressocchè la stessa.

Per conoscere la natura della regione di Chaharmahal e Bakhtiarì il primo passo è conoscere le zone elevate. La regione è attraversata da nord-ovest a sud-est dalla catena dei Zagros, che si estendono per 1600 chilometri. Il tratto di questi monti che si trova nel Chaharmahal è il più elevato, Zard Kuh (che in Farsi vorrebbe dire Monte Giallo), alto 4221 metri, si trova proprio in questa regione. Altre vette importanti degli Zagros sono il Dena, con 4409 metri e Oshtorankuh (Il monte dei cammelli), con 4150 metri.

La zona del Zard Kuh fino al 19esimo secolo è rimasta irraggiungibile per gli estranei ed ancora oggi, anche se non ci sono limiti per entrare nella zona montagnosa, sono pochi coloro che si inoltrano in essa e chi si reca in questa zona dice di aver visto natura incontaminata e paesaggi incredibili. Nella zona, tra ghiacciai eterni, sorgenti e piccoli e grandi laghi si trovano anche reperti archeologici, tra i quali alcuni castelli risalenti all'era Achemenide e Sasanide. Sono presenti, in alcuni ripidi pendii, i tipici leoni di pietra, simbolo della civiltà persiana.

Una località davvero unica per la sua bellezza è il paesino di montagna di Chalgerd, proprio a ridosso del monte Zard Kuh, una delle mete degli appassionati dello sci e degli altri sport invernali.

La neve pesante inizia a cadere in questa regione dalla seconda settimana di novembre e prosegue per cinque mesi consecutivi. La zona, per questo motivo, è stata considerata nei piani di sviluppo della regione come un centro turistico-sportivo; il paesino è già stato dotato di una pista sciistica lunga 800 metri e con un pendio del 20%; la pista ha tre corsie differenti: una per le famiglie, una esclusiva per le donne ed un'altra esclusiva per gli uomini. La pista può essere usata per buona parte dell'anno.

La zona del Zard Kuh è molto bella ed è soprattutto sconosciuta per gli stranieri. Un'altra delle prime persone non iraniane a visitare la regione, nel 1890, fu l'inglese Isabel Bishop che per tre mesi risiedette in questa zona paradisiaca.

Continuando a parlare della natura di questa regione, è bene sapere che dal Zard Kuh hanno origine circa 20 fiumi; nella zona del Zard Kuh le vette sono molto frammentate e ve ne sono 16 con una elevazione superiore ai 3500 metri; insomma uno scenario che è ottimo per lo sport dell'alpinismo.

In primavera, poi, la natura del Chaharmahal e Bakhtiarì è davvero incantevole. Le zone fresche e verdeggianti ospitano i nomadi Bakhtiarì e le loro tende nere, i tulipani che sono dappertutto e che formano proprio "la pianura dei tulipani". Questa zona è una delle 20 zone naturali "registrate" nel patrimonio turistico iraniano ed ha una estensione di 3600 ettari; si trova nelle vicinanze della località di Kuh Rang ed è piena di fiori rossi e gialli, una distesa fiorita che in primavera riesce a stregare ogni viaggiatore con la sua bellezza. I tulipani nel linguaggio locale vengono detti "Ashk-e-Maryam" (Lacrima di Maria) e sbocciano di solito dagli inizi di Aprile.

Un'altra delle bellezze della regione è la sorgente di "Dimeh", con l'acqua che secondo gli studiosi è una delle migliori di tutto il mondo e che ha numerose caratteristiche terapeutiche e medicinali; previene infatti la carie e la formazione di masse calcaree nei reni.

La sorgente si trova all'inizio del fiume Zayande Rud, di cui abbiamo a lungo parlato in occasione della presentazione di Isfahan.

Tornando alla sorgente, accanto ad essa vi è una fabbrica di acqua minerale, e presto ne verranno costruite altre, tra cui la più grande dell'intera regione Mediorientale.

I dintorni della sorgente sono stati popolati da molto tempo fà, almeno da era Arsacide, lo dimostrano i vasi di terraccotta e gli utensili ritrovati nelle sue vicinanze.

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