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Giovedì, 26 Settembre 2013 15:43

Meraviglie dell'Iran (26): regione di Isfahan, Natanz e Abiyaneh+IMMAGINI

Salve signore e signori, anche oggi state viaggiando sul nostro tappeto volante che vi porta nella parte centrale dell'antica Persia, nella regione di Isfahan, nelle localita' turistiche di Natanz ed Abiyaneh.

Cari amici da diverse settimane ci siamo inoltrati nella regione di Isfahan presentandovi le due principali citta' della regione ovvero la stessa Isfahan e Kashan; in seguito ci siamo occupati di alcuni centri minori ma allo stesso modo famosi come Qamsar e Mashad-Ardehal. Oggi iniziamo a parlarvi di un'altra citta' unica di questa regione. La citta' di Natanz.

Natanz e' una perla incastonata tra i pendii del monte Karkas, cima della parte orientale della catena degli Zagros, ed il deserto. La parte occidentale e meridionale della citta' e' elevata e per questo in generale Natanz ha un clima mite e temperato; le parti montagnose della citta' hanno una flora rigogliosa e tantissime sorgenti d'acqua; la mano umana ha usato questo clima favoloso per creare campi, frutteti e giardini dai quali si ricavano prodotti famosi in tutto l'Iran; i prodotti piu' famosi di Natanz sono le pere e i melograni.

I reperti archeologici ritrovati a Natanz fanno risalire le sue origini ad almeno il 4000 a.C.; la tanto tempo fa' infatti, la citta', per via della sua posizione centrale nella Persia, aveva il ruolo di luogo di sosta delle carovane e della grandi spedizioni commerciali; la citta' ha acquisito una importanza elevata nel periodo dei Sasanidi. In essa vi e' anche Rabat Sanghi' (Il castello di Pietra), fortificazione dell'era Arsacide. Nel periodo Safavide, circa 4 secoli fa', vennero costruiti in essa i palazzi reali di Abbas Abad e Taj Abad al nord e quello di Gonbade Baz sulla cima di una delle alture del monte Karkas. La citta' ha pure diversi luoghi 'religiosi' che ospitano i pellegrini, luoghi che avremo modo di presentarvi piu' tardi nel programma di oggi.

Tra i frutteti intricati e rigogliosi del centro della citta' di Natanz vi e' un minareto altissimo ed una sorta di piramide che in realta' e' la cupola di una moschea. Si tratta della meravigliosa moschea Jame o del Venerdi' della citta', quella cioe' principale e del sepolcro dello sceicco Nureddin Abdussamad, asceta di spicco dell'ottavo secolo dell'egira lunare. Il suo sepolcro, costruito nel 707 dell'egira lunare e' composto spettacolarmente da mattoni rossi e piastrelle blu. Accanto al sepolcro e' stata costruita la moschea col suo unico minareto. Un cortile centrale con al centro una fontana collega i due edifici; tutto intorno al cortile vi sono le sale della moschea; la cupola della moschea ha una forma insolita ma il materiale di costruzione e' il mattone semplice usato nel periodo dei Deilamidi.

Tra i luoghi di pellegrinaggio di Natanz dobbiamo citare i sepolcri di "Agha Ali Abbas" e "Shahzade Mohammad", (la pace sìa con loro), entrambi discendenti del profeta dell'Islam. Le loro tombe sono entrambe collocate nella zona di Bad Rud, nella periferia di Natanz e nel bel mezzo di foreste inaccessibili.

Il loro mausoleo ha un cortile di 30 mila metri quadrati ed un edificio di circa 3 mila metri quadrati.

L'edificio e' un vero e proprio museo di arte islamica per via della sua architettura ma anche per le decorazioni delle pareti interne, quelle della cupola, l'uso raffinato delle piastrelle e dei vetri incastonati nelle pareti.

Vicino Natanz, oltre alla natura spettacolare ed intatta del monte Karkas, i boschi, le sorgenti di acqua minerale, i prati, ed i campi fioriti vi sono anche tante botteghe di ceramica tradizionali e botteghe di tessitura di vestiti. In poche parole, Natanz puo' essere una meta turistica "completa" per chi vuole godersi sia la natura che la bellezza dei reperti storici che il fascino dei luoghi religiosi.

Cari amici nella seconda parte ci spostiamo 40 km piu' in la' verso i monti Zagros, rispetto a Natanz, per raggiungere il villaggio di Abiyaneh, anch'esso molto antico e tra i centri che attrae annualmente tanti turisti. Il villaggio sorge ad un'altura di 2500 metri sopra il livello del mare ed e' costruito sulla pendice ripida del versante nord-occidentale del monte Karkas, della catena degli Zagros. Il fiume "borzurd" che sgorga appunto dal monte Karkas e' la principale fonte di approviggionamento di acqua per gli abitanti del villaggio che si occupano di agricoltura con grande zelo.

Gli abitanti di Abiyaneh sono stati per secoli lontani dalle vie di collegamento ed in contatto molto limitato con le altre zone dell'Iran; per questo la loro cultura e le loro tradizioni risalgono a tempi piu' antichi a confronto dei centri circostanti.

Secondo molti ricercatori il dialetto che si parla ad Abiyaneh derivi dall'Avesta, il testo sacro che venne portato da Zoroastro in Iran; in questo dialetto sono state identificate parole di altre antichissime lingue come il Pahlavi', l'Arsacide e l'Achemenide. In generale la gente in questo villaggio parla ancora il persiano antico Pahlavi'. I loro vestiti  tradizionali sono piu' o meno simili a quelli dei nomadi Bakhtiari' e si pensa che risalgano al periodo Sasanide. Il vestito degli uomini e' composto da una camicia normale e dei pantaloni neri lunghi e larghi. Il vestito delle donne e' fatto da un foulard a fiori colorati con sfondo bianco, camicia anch'essa decorata con fiori e lunghe gonne. Le donne di Abiyaneh oltre ad aiutare gli uomini in attivita' come l'agricoltura e l'allevamento del bestiame sono attive nella produzione di articoli di artigianato molto pregiati come i tappeti, le scarpe ed i gioielli di argento; le donne realizzano con i semi di Esfand, semi vegetali che vengono bruciati per allontanare il malocchio, dei bei suppellettili che vengono usati per decorare le case ed hanno, si pensa, la stessa funzione di allontanare il malocchio.

Tra le tradizioni particolari del villaggio si possono citare le particolare tradizioni del mese di Moharram, un mese di lutto per i musulmani soprattutto di confessione sciita, dato che in questo mese venne portato al martirio in maniera disumana il nipote del profeta dell'Islam e terzo Imam degli sciiti, Hussain (la pace sìa con lui). Molte persone da tutto l'Iran si recano ad Abiyaneh in occasione del mese di Muharram.

L'architettura tradizionale ed antica di Abiyaneh ha reso il villaggio uno dei piu' bei villaggi del mondo. In esso vi sono edifici antichissimi come il Tempio del Fuoco dell'era Sasanide, il Tempio della Dea Anahita, i castelli, le moschee, i luoghi di pellegrinaggio, le case del periodo Safavide, l'alloggio antico dei Sufi e la riserva di acqua. Le case che oggi sorgono nel villaggio sono di era Selgiuchide, Safavide e Qajaride.

Le case sono fatte con terra rossiccia color rame, hanno più piani ed alle volte hanno persino 4 piani, un qualcosa di insolito nelle case iraniane antiche. La terra rossiccia per fare le case proveniva da una miniera nelle vicinanze del villaggio e la caratteristica prodigiosa di questa terra rossiccia e' che si indurisce sempre piu' con l'acqua della pioggia.

Il villaggio e' interessante anche perche' e' costruito in un pendio molto ripido e percio' le case sono state costruite in modo che il tetto di una casa coincide al cortile della case che sta nella via superiore. Il villaggio e' quindi come una grande scala.

Tra gli edifici di Abiyaneh dobbiamo citare indubbiamente anche la moschea Jame' o del Venerdi', ricostruita in diversi periodi. Il Mihrab di legno di noce della moschea ha incisi su di se versetti del sacro Corano. Il Mihrab e' stato costruito nel 477 dell'egira lunare.

Vi sono anche le moschee Porzele' del periodo Ilkanide e quella di Hajatgah del periodo Safavide.

Nel centro della citta' sorge anche un'altro edificio antichissimo, il tempo del Fuoco di Harpak, dell'era Sasanide. In poche parole, Abiyaneh, e' un grande museo vivente; i suoi edifici, i suoi templi, le sue case, le sue moschee, persino la lingua ed i vestiti della sua gente, riportano ogni visitatore nel gloriosa passato della terra d'Iran.

a cura di Davood Abbasi

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