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Domenica, 14 Aprile 2013 17:02

Meraviglie dell'Iran, parte (20): I ponti storici di Isfahan+IMMAGINI

Salve signore e signori, siete appena saliti sul nostro tappeto volante per raggiungere anche oggi un'altra delle bellezze dell'Iran, il paese delle mille meraviglie. Oggi proseguendo la visita a Isfahan vi parliamo del bellissimo fiume Zayandè Rud che attraversa la città e di alcuni dei suoi famosi ponti.

Tra le bellezze di Isfahan vi sono sicuramente i ponti costruiti sul fiume Zayande' Rud, ponti unici al mondo per lo stile architettonico.

Il nome del fiume Zayande' Rud è strettamente collegato a quello di Isfahan. Da millenni l'acqua di questo fiume, che sgorga dal monte Zard Kuh Bakhtiarì, percorre le valli tortuose dei monti Zagros e divide in due parti, una settentrionale ed una meridionale, la città di Isfahan e dopo aver attraversato la città muore nel pantano di Gav Khunì.

Lo Zayandè Rud è sempre stato il fiume più importante della parte centrale dell'altopiano iranico; il suo nome è citato in abbondanza nei testi storici e nei testi letterari.

Il fiume ha in realtà anche altri nomi come Zende' Rud, Zendak Rud, Zarrin Rud e Rudkhane Esfahan. Lo spessore e l'estrema rigidità delle pietre nel letto del fiume fanno sì che dopo l'uso delle acque del fiume nei campi agricoli, queste acque tornino nel fiume stesso attraverso i passaggi naturali sotterranei. Forse questo è uno dei motivi del nome dato al fiume che significa "rigenerante".

In testi importanti di geografi islamici, come il "Suratol Ardh" di Ibne Hoghul o "Ahsan-ottaghasim fi maarefat-el-aqalim" di Moqaddasì, del quarto secolo, o il "Masalek-al-Mamalek" di Ibne Khordadiye si parla di questo fiume.

Sul Zayandè Rud vi sono costruiti numerosi fiumi, per la maggiorparte costruiti in era Safavide. Uno dei ponti più famosi tra questi è il "Siose' Pol" (Il Ponte dalle 33 arcate) detto anche "Pole Allah Verdi' Khan" (Il ponte di Allah Verdi' Khan); il ponte ha anche altri due nomi, "Pole Jolfa" e "Pole Chahar Bagh".

Il ponte è uno degli eterni capolavori del periodo del re safavide Abbas Primo, venne costruito in tre anni, dal 1008 al 1011 del calendario dell'egira lunare, cioè negli anni seguenti al 1590 d.C.

Il ponte ha 33 arcate e questo è il motivo della sua prima denominazione. La costruzione di esso venne pagata e diretta dal condottiero safavide Allah Verdì Khan, e quindi per questo il ponte ha assunto anche il nome di costui. Il ponte è lungo 300 metri e largo 14 ed è il più lungo ponte costruito sul Zayandè Rud.

Siose' Pol è fatto interamente di pietra, mattoni e gesso ed è in tre piani con la strada principale larga 11 metri, per far passare le carrozze e pure i marciapiedi larghi 2 metri e mezzo. Ai piedi del ponte vi sono 40 aperture per far entrare e uscire l'acqua. Accanto ai marciapiedi ci sono delle stanzine affacciate sull'acqua sovrastate dalle arcate alte 8 metri. I corridoi intricati ai bordi del ponte sono ottimi per fare passeggiate. Sotto il ponte vero e proprio vi sono delle scalinate che portano nel fiume e nei momenti in cui l'acqua e bassa, si può stare in piedi su degli spazi lastricati.

Non è esagerato dire che il ponte è un miscuglio armonioso tra la scienza dell'ingegneria e la bellezza architettonica.

Per salvaguardare il ponte, negli ultimi anni, il passaggio delle automobili su di esso è stato proibito e solo i viandanti posso attraversarlo. Anche le luci collocate su questo ponte, di notte, ed il loro riflesso nell'acqua, creano una immagine indimenticabile nella mente di ogni viaggiatore che è stato ad Isfahan.

Ad est del ponte Siose' Pol, vi è un'altro splendido ponte dell'era Safavide, il Pole Khaju o Ponte Khaju. Così chiamato per via dell'adiacenza al quartiere Khaju di Isfahan, venne costruito nel 1060 del calendario dell'egira, vale a dire nel 1650 cristiano. È lungo 133 metri e largo circa 12. Il ponte è a tre piani: al livello dell'acqua ci sono 21 canali per il passaggio dell'acqua che viene incanalata sotto il ponte e poi fatta uscire dall'altra parte. Il primo piano è di fatto un lungo corridoio poco più alto del livello dell'acqua con posti dove potersi sedere ed osservare da vicino il corso del fiume; vi sono due scalinate che portano al secondo piano. In questo piano vi sono stanze piccole e grandi con affreschi dell'era Safavide e per voi sarà interessante sapere che in passato, in queste stanze, venivano celebrati i matrimoni.

Nel bel mezzo del ponte poi vi è una specie di palazzina e da essa è possibile vedere il panorama circostante.

Chiudendo l'ingresso dei canali che fanno passare l'acqua sotto il ponte, è possibile creare un laghetto sulla parte occidentale del ponte. In molti diari di viaggio occidentali si parla di questo lago. In linea di massima si può dire che il ponte è esito di un lavoro di ingegneria preciso che però non ha trascurato i concetti inrerenti alla bellezza. L'imponenza del ponte e la sua armonia con l'ambiente in cui è inserito è tale da suscitare l'ammirazione di qualsiasi viaggiatore. Il ponte è stato realizzato con tecniche all'avanguardia non solo per quel tempo ma anche per oggi, dato che le sue basi sono solide e elementi come l'erosione, il vento, la pressione idrica, i cicloni e persino le sostanze presenti nell'acqua non lo hanno danneggiato.

Per salvaguardarlo, da qualche anno, è stato proibito il passaggio di automobili sul ponte Khaju. Al piano di sotto del ponte vi sono numerose case del te e del caffè tradizionali ed è molto piacevole sorseggiare te persiano ed assaggiare un dolce guardando le acque del Zayandè Rud.

 

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