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Giovedì, 07 Novembre 2013 15:22

Muharram: canto per Abbas Ibne Ali (as), "son colui che porta acqua agli assetati" (VIDEO)

Muharram: canto per Abbas Ibne Ali (as), "son colui che porta acqua agli assetati" (VIDEO)
a cura di Davood Abbasi. In Iran quest’anno e’ iniziato dal 5 Novembre il sacro mese di Muharram…

Un mese di lutto per gli sciiti di tutto il mondo e quindi anche per quasi tutto l’Iran. In questo mese si commemora soprattutto nel nono e nel decimo giorno il martirio del terzo Imam e sacro discendente del profeta dell’Islam, Hussain Ibne Alì (la pace sìa con lui), assieme a 72 dei suoi compagni.

L’Imam Hussain ed i suoi compagni si oppongono al califfato di Yazid Ibne Muavia, personaggio corrotto e con vizi molto sgradevoli, che li perseguita per estorcere loro un riconoscimento del suo califfato. L’Imam Hossein resiste a questa obbligazione e dichiara che non accetterà il dominio dell’ingiustizia, nemmeno a costo della vita.

Ed e’ così che l’infame califfo Yazid manda migliaia di soldati a sorprendere l’Imam ed i suoi compagni in viaggio nel deserto di Karbala, nell’attuale Iraq. I soldati dopo circa 10 giorni di assedio aggrediscono l’Imam Hussain (la pace sìa con lui), i suoi compagni e le loro famiglie e nel giorno di Ashura (decimo giorno dall’inizio dell’assedio) uccidono tutti gli uomini prendendo in ostaggio donne e bambini che verranno portati dal califfo come prigionieri.

La vicenda lacerante di Karbala e la strage compiuta ai danni della progenie del profeta ed il martirio dell’Imam Hussain, dei suoi figli e dei suoi compagni (la pace sìa con loro) e’ una fase importantissima della storia islamica ed il fulcro del pensiero politico sciita.

Una delle figure molto emblematiche nella battaglia di Karbala e’ il fratello dell’Imam Hussain (la pace sìa con lui), il nobile Abul Fazl detto anche Abbas (la pace sìa con lui).

Nei dieci giorni di assedio all’accampamento di Hussain, dei suoi uomini e delle loro famiglie, l’armata nemica impedisce loro di raggiungere l’acqua del fiume Eufrate.

Nell’ultimo giorno, quello di Ashura, quando i bambini sono ormai stremati dalla sete e dal dolore del martirio dei loro cari, che uno ad uno si battono contro l’armata nemica, si consumano gli ultimi momenti di vita di Abbas.

I bambini dell’accampamento chiedono allo zio Abbas di portar loro almeno un pò di acqua.

Abbas che e’ secondo gli storici l’uomo probabilmente più forte e coraggioso dell’esiguo drappello di uomini di Hussain, (72 persone), cerca allora di raggiungere l’Eufrate mosso dall’amore per i bambini. Lui riesce incredibilmente a rompere l’assedio nemico, riempire dell’acqua dell’Eufrate la sua brocca e rimontare a cavallo.

L’esercito nemico aggredisce allora con tutta la sua forza Abbas e a staccargli la mano destra. Lui passa la brocca alla mano sinistra ma gli viene amputata pure quella. Senza mani trasporta ancora la brocca con la bocca nella speranza di poter esaudire il desidero dei bambini che avevano chiesto acqua allo zio, ma alla fine una lancia lo coglie in mezzo alla fronte. Cade a terra e trascorre gli ultimi istanti della sua vita nelle braccia dell’Imam Hussain (la pace sìa con lui).

La mano di Abbas e’ uno dei simboli molto ricorrenti nelle celebrazioni del mese di Muharram.

Il vocalista iraniano Mohammad Esfahanì ha cantato con grande maestria uno dei canti dedicati ad Abbas (la pace sìa con lui), nella quale si immagina che lui stesso parli a chi lo ascolta e che racconti la sua storia.

Potete visionare la clip della canzone cliccando sul video quì sotto. Segue la traduzione del cantico:

 

Io sono figlio di Ali Murtadha, il falco reale del regno di La Fata

per parlare della mia dignità e del mio onore basta dire

che sono servitor della corte di Hussain,

e per Dio (lo sarei) anche se mi amputassero la mano destra.

(ritornello)

Sono servitore del figlio di Fatima, son giardiniere del roseto del profeta

ma triste per l’appassire del suo roseto

ho un cuore a pezzi e colmo di dolore

e per Dio (lo sarei) anche se mi amputassero la mano destra.

(ritornello)

Son colui che porta acqua agli assetati senza rifugio,

anche se il nemico e’ come una spina sul mio sentiero

io sono capace di sconfiggere da solo questo intero esercito

Io sostengo fermamente la mia religione,

e per Dio (lo sarei) anche se mi amputassero la mano destra.

(ritornello)

Sto in piedi vicino a quest’acqua corrente,

mi avvicino all’acqua ed il mio cuore e’ incandescente

son nell’acqua e nel fuoco come una candela che si consuma,

brucio per memorie addoloranti,

e per Dio (lo sarei) anche se mi amputassero la mano destra.

(ritornello)

O Dio aiutami a spronare questo cavallo,

e a portare quest’acqua all’accampamento

dopodicchè non avrò pena se non vivrò

che la mia vita sia sacrificata per l’amore,

e per Dio (lo farei) anche se mi amputassero la mano destra.

(ritornello)

Caduto nella polvere e nel sangue il mio cuore e’ triste perche’

per la sete rimangono assetate le tue labbra

le mie mani sono lì staccate, giacciono per terra

nella mia fronte una lancia di ferro,

e per Dio (lo rifarei) anche se mi amputassero la mano destra.

(ritornello)

E per Dio se mi amputassero la mano destra,

io sosterrei fermamente la mia religione.

Video

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