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Domenica, 27 Dicembre 2015 09:06

Parte (34): il cinema iraniano post-rivoluzionario

Parte (34): il cinema iraniano post-rivoluzionario
Salve appassionati di cinema, un cordiale saluto a tutti. Non perdete la puntata di oggi perchè vogliamo entrare in quel periodo della storia del cinema iraniano post-rivoluzionario in cui si parla della donna in modo realistico ed in cui sono stati girati film di grande importanza. A tra poco!

 Considerando che circa la metà della popolazione mondiale e’ composta  da donne questa componente dovrebbe essere attiva nel campo della societa’, della politica e dell’economia in maniera dignitosa.

La vasta presenza delle donne in diversi settori della società iraniana ,da’ loro un ruolo importane nell’Iran di oggi e per questo possono conderarsi come una fattore chiave nella evoluzione sociale.

Dopo la rivoluzione islamica, il cinema iraniano ha iniziato una veloce evoluzione e presto l’Iran si e’ confermato a livello mondiale come uno dei paesi “di grande stile” nel settore cinematografico. Senza dubbio anche le donne hanno avuto un ruolo importante nel raggiungimento di questo traguardo. Oggi vogliamo parlare delle donne che lavorano nel settore cinematografico in Iran.

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Il cinema, iniziò il suo salto di qualità in Iran, quando questa terra era in una situazione precaria sotto il profilo culturale. Prima della rivoluzione c’erano decine di registi che non avevano la possibilità di lavorare ma proprio questi divennero i maggiori protagonisti del cinema dopo la rivoluzione islamica. La presenza di questi registi dopo la rivoluzione ha creato un nuovo pensiero e sguardo rispetto al cinema iraniano e di conseguenza ha cambiato il concetto del cinema stesso in Iran. Tra questi giovani vi erano anche tante donne che proprio dopo la rivoluzione hanno cominciato a lavorare nei diversi settori del cinema come fotografe, cineoperatorici, sceneggiatorici ed ecc. Comunque  oltre al cinema le donne hanno cominciato ad essere attive pure in altri settori. Per esempio le donne che lavoravano, nel 1956 cristiano erano quasi un milione e 700 mila ma oggi le donne che lavorano in Iran sono quasi 5 milioni.

In ambito cinematografico dobbiamo dire che prima della rivoluzione le donne iraniane, se facevano carriera, potevano solo avere il ruolo di artiste e c’era pure qualche doppiatrice. C’erano poche donne con un titolo di studio universitario, e la maggioranza di loro non aveva alcuna specializzazione in questo campo. Soltanto possiamo nominare due o tre registe donne  prima della rivoluzione.

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La signora Ferial Behzad è una regista iraniana che ha realizzato numerosi film sui bambini. Lei ribadisce l’importanza della visione “morale” della donna adottata dal cinema iraniano ed aggiunge: “Ciò mentre in tutto il mondo, la donna e’ usata come un oggetto per abbellire la scena. Anche se pure noi in Iran non abbiamo ancora raggiunto la condizione ideale nel raffigurare la donna, devo dire che pure fino a questo punto abbiamo fatto molto meglio di altri paesi e ciò lo dobbiamo alla nostra rivoluzione che ha spianato la strada alla presenza sana e genuina delle donne nel cinema”.

Zinat Dariyaee, alla quale vita e’ stato dedicato il film “Zinat” per via del suo grande impegno anche nei altri settori nel campo sociale parla così dell’effetto del cinema sulla soluzione dei problemi sociali delle donne: “Un film come Zinat ha potuto togliere molti ostacoli dal percorso di donne e ragazze forti e intelligenti”.

MUSICA

Uno dei fattori da non sottovalutare nel cinema post-rivoluzionario e’ l’introduzione di leggi e normative che hanno favorito il ruolo sempre più attivo delle donne. Nel 2008 il Ministero della Cultura e dell’Orientamento Islamico dell’Iran ha redatto una speciale normativa circa le politiche inerenti alla presenza delle donne nel cinema, mirato a garantire la presenza delle donne nel cinema in conformità all’Islam e rispettando la dignità e la personalità della donna.

L’Iran ha fatto molto anche nel settore dell’educazione e negli ultimi decenni sono aumentati in maniera vertiginosa gli istituti e le accademie per la formazione di giovani aspiranti all’ingresso nel mondo del cinema.

Dal 2002 ad oggi il numero delle donne che hanno ottenuto l’accesso a corsi universitari inerenti all’arte e’ stato il doppio degli uomini mentre tra i laureati i due terzi era composto da donne.

Oggi nella Repubblica Islamica dell’Iran non vi e’ alcun divieto sullo studio o sull’attivita’ delle donne nei diversi settori dell’arte e l’unica cosa e’ il fermo rigetto dell’oscenità e dell’uso strumentale della donna.

La donna, questa e’ la visione islamica accettata in Iran, deve essere presente nei film come essere umano e per le sue qualita’ artistiche e non come uno strumento di divertimento per gli uomini o per incrementare le vendite.

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