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Mercoledì, 28 Ottobre 2015 09:10

Parte (32): i film iraniani a sfondo sociale realizzati sulle donne

Parte (32): i film iraniani a sfondo sociale realizzati sulle donne
Salve appassionati di Cinema, un cordiale saluto a tutti. Durante le puntate precedenti abbiamo presentato alcuni famosi registi iraniani che realizzano film a sfondo sociale. Oggi vogliamo  parlare dei film a sfondo sociale realizzati sulle donne nella società iraniana. ****** Se esaminiamo la situazione delle donne iraniane dal punto di vista sociale, culturale, politico e scientifico, possiamo dire un pò in tutti sensi che la donna iraniana ha avuto molto successo nella sua società divenendo un modello anche per le donne di altri paesi. Indubbiamente il merito di questo successo e’ dovuto in parte anche alla rivoluzione islamica del 1979 in Iran. Se facciamo un confronto fra la situazione delle donne in Iran prima e dopo la rivoluzione islamica notiamo che le donne dopo la rivoluzione islamica la presenza delle donne in tutti i settori della società ha avuto una crescita esponenziale. Il cinema naturalmente non e’ stato un’eccezione e per questo oggi le donne iraniane hanno un ruolo importante  pure in questo settore. Se diamo uno sguardo alla storia di 112 anni di eta’ del cinema iraniano, vediamo che in molti film le protagoniste  sono donne. La presenza delle donne nel cinema e’ cominciato con il film “Haji Aga Aktor-e-Sinema” ( Haji Aga, attore di cinema) realizzato nel 1932. La storia del film parla di una ragazza che vuole sposarsi con un giovane che lavora nel settore del cinema ed il padre della ragazza cioe’ Haji Aga non e’ d’accordo. Pero’ il futuro sposo, segretemente riprende scene della vita di Haji Agha e così tende a far conoscere Haji Aga attraverso il cinema. La prima attrice iraniana, quindi, e’ stata Asia Ghestanian, una donna cristiana, che in questo film avevo il ruolo della ragazza. ****** Nel periodo dello Sha’ in Iran, la struttura della società e la cultura e’ stata vittima di una violenta occidentalizzazione. L’introduzione di misure culturalmente estranee al contesto iraniano e la politica apparente di emancipazione della donna, che era invece solo uno sforzo per renderla sempre più un oggetto, ha influenzato la vita delle donne nella società imponendo cambiamenti fondamentali nel loro modo di vivere. Il governo dello Sha’ aveva interesse a contrapporre quella sub-cultura apparentemente progressista sul conto delle donne a ciò che era la tradizione religiosa e cultura dell’Iran; in ciò naturalmente i media erano lo strumento principale usato dalla monarchia. Molti film prima del 1979, quindi, sposavano volentieri le politiche governative e sfruttando le donne nel peggiore dei modi tendevano ad attirare piu’ spettatori. Le donne, in questi film, non avevano una identita’ specifica e tecnicamente parlando, non importava tanto che sapessero recitare o meno. Dovevano o svolgere il ruolo di bamboline chiuse in casa o bamboline della vita mondana e del divertimento maschile. Per poter avvicinarsi al cinema mondiale, i registi degli anni ’60 in Iran puntarono sempre più sull’introduzione del ballo, del canto e delle relazioni illecite nella trama dei propri film per poter attirare spettatori.  In questa atmosfera la donna che scappava dalla tradizioni, per così dire “moderna”, che non era religiosa e che si esponeva a piacimento degli altri, veniva presentata come una eroina ed un personaggio positivo. Purtroppo in quel periodo, l’immagine della donna venne abbassata molto nel cinema e questa veniva sempre rappresentata come un essere debole e condizionato dal suo sesso e bisognoso di un salvatore che fosse uomo.  Nacque così il “Filmfarsì”, un genere cinematografico che era privo di contenuto, ma pieno di storie d’amore sdolcinate, scene talvolta osè e con trama molto scadente che veniva fatto solo per attirare persone nelle sale. Fortunatamente questo genere morì molto presto dato che non aveva un seguito ed era assolutamente privo di valore artistico. Nel 1973 il cinema iraniano, anche se sull’orlo della bancarotta, continuò a parlare di donne che questa volta iniziarono ad assumere ruoli mai visti come quello di ladre, criminali ed ecc…Purtroppo nei film di quel periodo la maggiorparte delle donne impiegate nei diversi ruoli erano cantanti, ballerine e prostitute. A stravolgere questa situazione ci pensò la rivoluzione coraggiosa del popolo musulmano dell’Iran che nel 1979 cancellò lo Sha’ ed il suo regime corrotto dalla storia dell’Iran liberando così il paese anche dalla supremazia delle nazioni straniere. ****** Nel cinema, come un pò in tutto il mondo dell’arte, le indicazioni dell’Imam Khomeini furono brillanti e ridarono identità e dignità alla donna; e così oggi la donna media iraniana e’ una delle più acculturate di tutto il mondo. Dopo il fondatore della Repubblica Islamica anche l’attuale guida suprema, l’Ayatollah Khamenei ha proseguito il suo sostegno incondizionato alla donna ed al suo ruolo nella società. Con questa forza alle spalle, nel cinema post-rivoluzionario la donna iraniana è riuscita a riscattarsi e a mostrare il suo vero volto. Dopo una involuzione iniziale, che limitò la presenza delle donne, la donna tornò ad essere l’argomento principale dei film, ma questa volta in maniera davvero proverbiale. “Golhaye Davoodi”, “I crisantemi” del regista Rasul-e-Sadr-e-Amelì fu un nuovo inizio e poi poco alla volta ci furono dei grandi successi proprio incentrati sul ruolo e la personalità delle donna.  

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