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Sabato, 21 Febbraio 2015 05:39

Parte (27): Cinema Iraniano, " Uno sguardo al cinema a sfondo sociale "

Pouran Derakhshandeh e’ una regista, produttrice, sceneggiatrice e ricercatrice iraniana, nata il 27 marzo 1951 a Kermanshah, citta’ occidentale dell’Iran. Laureatasi prima della rivoluzione islamica in regia cinematografica  e televisiva a Teheran, inizia la sua carriera professionale realizzando documentari per l'allora televisione di Stato. Un suo primo lavoro di valore e' il documentario  Taun(Peste) che parla di questa malattia pericolosa. Un altro documentario capolavoro di Derakhshandeh riguarda la musica tradizionale e le cerimonie folkloristiche in alcune zone dell’Iran. Altro lavoro e' quello riguardante la lavorazione e l'artigianato nella regione del Kurdistan iraniano. Lo sguardo di Derakshandeh e’ rivolto sin dall'inizio ai problemi sociali e nei primi anni di vita della Repubblica Islamica, questa regista riesce ad esprimere al massimo questa sua volontà in documentari come: "le ruote ruotano"  che esamina il problema della crisi economica di alcune fabbriche automobilistiche in Iran. ”Shokaran” e' il documentario di 17 episodi, realizzato per la tv, in cui si parla delle difficolta’ di donne, uomini e bambini, dello spaccio della droga e delle vie esistente per lottare contro questo fenomeno cupo. ****** Derakshandeh fino ad oggi ha prodotto 9 film: "Relationship", ”Un piccolo uccello della felicita’”, “Sogno senza fine", "Passando per la polvere", "Lost Time", "Un amore senza frontiere, "Candel in the Wind", "Wet Dream" ed "Eternal Children". Lei fino ad oggi ha ottenuto tanti premi proprio al Giffoni Film festival in Italia, al Festival internazionale del cinema delle donne in Argentina ed al Festival della Corea del Nord. L’attivita’ cinematografica di Derakshandeh è cominciato nel 1986, con il melodramma "Relazione". La storia parla di un giovane sordo e delle difficoltà e dei prolemi di questo giovane nei suoi rapporti di tutti i giorni con gli altri. La presenza della personalità forte e cordiale del maestro del ragazzo rientra tra i punti importanti del film. ****** Un altro film di questa regista è ”Un piccolo uccello della felicita’”,; la storia parla di una giovane ragazza che per un trauma perde la capacita’ di parlare e grazie agli sforzi di una sua insegnante, torna poi alla vita normale. Il successo del film e' proprio in quello che sembrava inizialmente il suo punto debole; la protagonista principale, la ragazza, era alla sua prima esperienza ma riuscì in una interpretazione magistrale. In due film: "Lost Time" e “Passando per la polvere” la regista si appoggia in maniera molto forte sull'elemento sentimentale. Lei ha volute produrre il film "L’amore senza frontier" in America per rispondere al film anti-iraniano uscito in quegli anni e intitolato "Senza mia figlia mai". Nel film "Lost Time", lei parla di una famiglia arrivata in città dalla campagna che per differenza culturale comincia ad aver problemi e che alla fine viene coinvolta in un giro di traffico di droga. Lei parla dei problemi della società in tutti i suoi film, soprattutto dei problemi dei giovani. Lei in due film “Candel in the wind” e "Wet Dream” parla dei problemi dei giovani e soprattutto dell'incubo della droga. Il suo ultimo film, ”Ragazze non urlate”, ha ricevuto una grande attenzione da parte degli amanti del cinema. Il film racconta la storia di bambini maltrattati e famiglie ignoranti che non hanno abbastanza tempo nel giorno per ascoltare e risolvere i problemi dei loro figli.  

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