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Martedì, 13 Gennaio 2015 08:46

Parte (25): Cinema Iraniano, " Uno sguardo al cinema con lo sfondo sociale" (parte II)

Parte (25): Cinema Iraniano, " Uno sguardo al cinema con lo sfondo sociale" (parte II)
Nel nome di Dio, salve gentili ascoltatori e benvenuti all'appuntamento di questa settimana con la rubric che vi parla del cinema iraniano. Oggi riprendiamo il discorso sul cinema a sfondo sociale rimasto incompleto la settimana precedente. A tra poco! ****** Prima della rivoluzione islamica in Iran, il cinema iraniano fece registrare una crescita sotto il profilo quantitativo ma dal punto di vista della qualità fece decisamente passi indietro. Un critico iraniano spiega: "Il regime dello Sha mirava a contrapporre alla moschea il cinema e cercava di portare i giovani nei cinema con i film sconci; quegli stessi giovani che fino a quel momento non avevano nemmeno ascoltato la radio". Nella storia dei paesi che hanno scritto la storia del cinema mondiale, sono di solito identificabili diversi andamenti artistici che dipendevano dagli sviluppi politici e sociali della loro epoca. Ad esempio in Italia ci fu il fenomeno del neorealismo. In Francia altri fenomeni e cosi via…ma si può dire che il punto in comune tra tutte le correnti cinematografiche, nei diversi periodi, e' la voglia di stravolgere le consuetudini precedenti e rivolgersi in una maniera nuova al pubblico.   Anche in Iran nel 1968 iniziò una nuova pagina nella storia del cinema che passò alla storia come "onda nuova" ed era simile all'omonimo fenomeno venutosi a creare in Francia; certo non sosteniamo che il fenomeno in Iran abbia avuto conseguenze paragonabili a quelle in Francia ma nell'ambito della storia del cinema iraniano, questo fenomeno fu davvero importante. I cambiamenti degli anni '60, lo stravolgimento della vita, e l'ingresso veloce delle cultura occidentale nella vita degli iraniani, l'arrivo dei prodotti occidentali in Iran, in pratica allevò tutta una nuova classe di intellettuali che ponevano al centro del loro pensiero i problemi e la povertà della gente e quindi cambiarono il cinema che ritraeva vite da sogno e solo gente ricca ed agiata. Fu una ondata molto importante soprattutto dal punto di vista dei contenuti ma come abbiamo detto questa ondata non ebbe lunga durata e presto presero il sopravvento i film "commerciali", ovvero quelli facili da costruire, con copioni ripetitivi e la caratteristica principale dell'oscenità. Nei copioni di questi film la storia si verificava nel presente ma in realtà il modo di comportarsi degli attori non era affatto un ritratto della società iraniana del tempo; quindi si può dire che le vite mostrate in questi film avevano poca corrispondenza alla realtà. E così nei copioni dei film iraniani la violenza, il bullismo ed il sesso iniziarono ad occupare un posto principale che rendeva però vuoto di contenuti i film; tutto ciò portò sul lastrico il cinema iraniano nel 1977 che in pratica era sul punto di una colossale bancarotta. Un critico cinematografico del tempo scriveva: "Il cinema nel nostro paese deve adattarsi ai cambiamenti veloci della società. Un operaio o un uomo di campagna, quando va al cinema, cosa deve vedere? Cosa dobbiamo mostrargli? Noi cosa produciamo per queste persone che compongono l'85% delle persone che vanno al cinema?". ****** Il 1978 fu un anno molto difficile per il cinema. Il regime dello Sha era traballante e la gente era fortemente insoddisfatta della politica, dell'economia, della cultura e della struttura della società. Le cattive condizioni economiche indussero i proprietari dei cinema a chiudere le sale e a scioperare; se qualcuno voleva aprire i cinema veniva aggredito dai rivoluzionari dato che nelle sale i film erano quasi tutti all'insegna del sesso e dell'oscenità; un qualcosa che la gente non voleva. In queste circostanze il regime dello Sha ordinò ai suoi agenti in borghese di incendiare alcune sale e addossò la responsabilità ai rivoluzionari per metterli in cattiva luce. Nel 1979 però con la vittoria della rivoluzione islamica pure il cinema osceno, senza contenuti e privo di valore del tempo scomparì una volta per sempre dall'Iran e diede all'arte del cinema la possibilità di rinascere nella terra di Persia. ****** Non è una esagerazione dire che la nascita vera e propria del cinema in Iran corrisponde alla rivoluzione islamica; una rivoluzione che più che politica ha creato modifiche culturali. Il cinema iraniano, negli anni seguenti alla rivoluzione, iniziò a prendere le distanze dal suo passato buio dando inizio ad una nuova stagione. Le richieste della gente del tempo in Iran erano gli slogan della rivoluzione: "Indipendenza, libertà, Repubblica Islamica" e quindi anche il cinema cercò di inserirsi in questa atmosfera. Il cinema nuovo dell'Iran voleva liberare il cinema iraniano dai limiti del cinema occidentale, ricostruire le basi economiche di questa industria e voleva soprattutto dare spazio ai giovani ed ai nuovi intellettuali. Il cinema voleva anche ricostruire le relazioni tra il cinema e la gente e riportare le persone nelle sale. E fu così che i primi film riguardavano questioni come la rivoluzione, la lotta della gente contro il regime dello Sha, ed altre questioni. Alcuni dei film di quel periodo sono "Per la libertà", "Il battito della storia", "La pioggia del sangue", "Insurrezione" e "condannato a morte". Alcuni di questi film non avevano una qualità accettabile ma ebbero un effetto sociale importante. In questi film si criticava aspramente il regime monarchico ed i suoi agenti nelle città e nei villaggi e si raffiguravano i crimini che la dinastia reale aveva compiuto ai danni della gente. In più un altro argomento di questi primi film post-rivoluzionari era la critica dei Khan, grandi feudali e proprietari terrieri che dettavano legge nelle campagne; bisogna ammettere che alcuni di questi film assunsero un aspetto simile a quelli dell'Europa dell'Est e ciò anche per il fatto che nell'Iran di allora erano più o meno diffuse anche le idee del comunismo. La situazione però cambiò velocemente e dopo la stabilizzazione delle condizioni del paese, il cinema raggiunse un nuovo stato. L'aggressione di Saddam al territorio iraniano nel 1980, stravolse questa quiete ma fu l'inizio di un nuovo capitolo per il cinema iraniano. ******

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