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Domenica, 28 Settembre 2014 12:48

Fiabe persiane (71): il giovane pugile (2) + proverbio “scappare montagna per montagna”

C'era taluno, non c'era qualcuno, oltre al buon Dio non c'era nessuno.La puntata precedente abbiamo iniziato il racconto della storia del giovane pugile, che senza soldi iniziò il suo viaggio alla ricerca di fortuna, e che diede prima i suoi vestiti per imbarcarsi su una nave, ma poi facendo a pugni con il capitano si riprese i vestiti. Il capitano e la ciurma decisero di dargli una lezione, ma non battendosi direttamente con lui dato che era troppo forte. Ma ora il resto della storia!

La nave viaggiò a lungo in mare fino a che arrivò nel mar Egeo; lì videro una colonna gigante costruita dai greci in mezzo al mare. Il capitano della nave disse: "Attraversare questo tratto è molto difficile. Il più forte e coraggioso di voi deve salire sulla colonna e portare con se una funa per far passare sana e salva la nave". Il giovane pugile che era molto sicuro di sè dimenticò la lite di prima con il capitano e la ciurma e non capì che si trattava di un inganno. Per questo si offrì come volontario. Il giovane salì sulla colonna e da lì, tenendo forte la fune permise alla nave di passare senza sbattere contro la colonna. La nave però passò e lui rimase lì; quando la nave si allontanò il giovane capì di essere stato ingannato.
Il povero giovane, lì, sopra la colonna, non sapeva davvero cosa fare. Era circondato dalle onde del mare ed aveva molta paura. Alla fine perse l'equilibrio per la stanchezza e cadde in mare e dopo un'intero giorno di nuoto riuscì a raggiungere la deriva. Era così stanco che non poteva camminare ed era assetato ed affamato. Camminò con difficoltà e raggiunse un pozzo ma non poteva bere. Il pozzo era di proprietà di un tizio che chiedeva alla gente di pagare per bere. Lui non aveva soldi ed era sfinito. Supplicò e chiese un pò di acqua ma non ebbe niente. Alla fine cercò di prendere acqua facendo a pugni ma il proprietario del pozzo aveva degli uomini ed il giovane pugile, che era stanchissimo, non riuscì a batterli e così, stanco morto e ferito, proseguì il suo cammino.
Poco dopo raggiunse una carovana di commercianti. Si faceva notte ed il gruppo temeva l'aggressione di ladroni e furfanti. Il giovane allora si fece avanti e disse: "Io sono grande e forte. Se mi darete da bere e da mangiare farò la guardia e vi difenderò dagli attacchi dei ladri".
La carovana si rallegrò per l'arrivo del giovane e gli diedero cibo ed acqua in abbondanza. Il giovane mangiò quanto poteva e bevette in abbondanza e visto che era molto stanco si addormentò e s'immerse in un sonno profondo.
La carovana che aveva contato sulla sua guardia capì che se fossero giunti dei ladri, il giovane non sarebbe stato in grado di contrastarli. Perciò preferì muoversi e viaggiare di notte e lasciò solo il giovane.
L'indomani il ragazzo si svegliò ma vide che la carovana non c'era più. Allora riprese il suo cammino quando vide passare da quelle parti un giovane cavaliere. Il cavaliere era in realtà il principe di quella terra e si fermò a parlare con il ragazzo; quando apprese la storia della sua vita e delle avversità che aveva superato decise di premiarlo. Lo portò con se a corte e gli diede vestiti ed una grande quantità di soldi mandandolo poi nella sua città d'origine.
Il padre del ragazzo, quando vide tornare suo figlio con vestiti lussuosi e con tanti soldi fu molto felice e ringraziò Dio.
Dopodicchè suo figlio gli raccontò le sue avventure ed infine disse: "Hai visto papà? Se non viaggi e non rischi non puoi ottenere la ricchezza".
Il padre rispose: "Figliuolo mio! Questa volta sei stato fortunato ma il destino non è sempre così magnanimo. Dimentica questo viaggio e non lo raccontare a nessuno. È possibile che qualcun altro, si metta a girovagare in un deserto nella speranza di incontrare un principe".

***


E dopo questa fiaba del Golestan (Roseto), di Saadì, è la volta del proverbio persiano di questa settimana. Il proverbio è questo: "Se tu fossi stato al mio posto, saresti scappato montagna per montagna".
Ma vediamo qual'è l'origine di questo proverbio e la storiella, che secondo l'immaginario degli iraniani l'ha creato.
Si narra che un cacciatore comprò dal mercato un falco da caccia e lo portò a casa sua. Il falco non era l'unico volatile a casa del cacciatore. L'uomo aveva anche una gallina. Il falco divenne amico della gallina e quando era in casa parlavano del più e del meno.
Un giorno il falco le disse: "Sai, il mio dovere è prendere gli animali che il padrone riesce a cacciare".
La gallina disse: "Ed il mio dovere è deporre uova ed allevare pulcini".
Il falco disse: "Ma da quanto tempo vivi quì?".
"Qualche anno. Perchè?", disse la gallina.
"Ma allora perchè sei così ingrata. Noi falchi siamo volatili selvatici ma quando vediamo che gli uomini ci trattano bene diveniamo mansueti e diamo ascolto a loro e ci posiamo sul loro braccio. Tu invece scappi ogni volta che arriva il padrone".
La gallina si offese e disse: "Sì, io ho visto che voi falchi vi posate sul braccio o sulle spalle degli uomini. Ma il fatto è che tu non sai e non hai visto una cosa sulle galline".
"Che cosa?", disse il falco.
"Tu hai visto galline vive, ma non le hai viste morire", disse la gallina.
Il falco disse: "Ma che discorsi? Perchè come muoiono le galline".
La gallina disse: "Tu non hai mai sentito l'odore dello spiedino di un falco. Non hai visto un falco che viene ucciso mentre implora aiuto e tu non lo puoi aiutare. Non hai mai visto un falco che viene spellato".
Il falco disse: "No, non ho mai visto qualcosa di simile".
La gallina disse: "E infatti, non avendo visto queste cose ti siedi tranquillo vicino agli uomini. Ma io ho visto molte volte i miei amici sgozzati e spellati dagli uomini ed ho sentito le loro grida. Se tu fossi stato al mio posto, alla vista degli uomini, saresti scappato montagna per montagna".
E così, da allora, in Iran, quando qualcuno giudica un'altra persona senza conoscere davvero i suoi problemi, la persona giudicata gli dice:
"Se tu fossi stato al mio posto, saresti scappato montagna per montagna".
 

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