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Venerdì, 14 Febbraio 2014 07:29

Fiabe persiane (63): il corvo, il topo, la tartaruga e il cervo che sconfissero il cacciatore+proverbio "non si può andare nel pozzo con la vostra corda"

Fiabe persiane (63): il corvo, il topo, la tartaruga e il cervo che sconfissero il cacciatore+proverbio "non si può andare nel pozzo con la vostra corda"
C’era taluno, non c’era qualcuno, oltre al buon Dio non c’era nessuno.

Si narra che un corvo viveva nelle vicinanze della tana di un topo. Nonostante la perenne inimicizia tra le due specie, un giorno il corvo decise di divenire amico del topo. Il corvo ammirava il topo perchè aveva notato che era molto fedele nei confronti dei suoi amici.

Ed allora il corvo si posò un giorno dinanzi al buco della sua tana e lo chiamò per nome. "Cosa vuoi da me?", disse il topo.

"Siamo vicini di casa e possiamo anche essere buoni amici", ribattè il corvo.

"Sulla guerra tra topi e corvi ho sentito tante storie; ma della loro amicizia non avevo mai sentito dire. La prima condizione per l'amicizia tra due persone è che l'affetto di uno dei due non causi la rovina dell'altro".

Il corvo disse: "Sì lo so che i corvi sono nemici dei topi. Ma visto che io voglio ottenere il dono della tua amicizia ti prometto di non tentare di mangiarti".

I due discussero molto sulla questione e così alla fine il topo capì che la richiesta del corvo era sincera e pertanto accettò; uscì dal suo buco e fecero l'amicizia.

Trascorse del tempo. Un giorno il corvo disse al topo: "Noi non possiamo vivere in pace quì dato che di solito i cacciatori passano di quì. Io prima vivevo in un canneto, vicino ad un ruscello, con l'altro mio amico, la tartaruga. È un posto sicuro e tranquillo e c'è cibo per tutti. Se accetterai di venire con me sono sicuro che vivrai meglio di quì. Ci divertiremo un mondo".

Il topo accettò l'invito del corvo. Il topo entrò in una piccola scodella buttata lì dai viandanti. Il corvo prese la scodella col becco e volò nel luogo che aveva descritto. Era proprio come aveva raccontato; lì presentò alla tartaruga il topo e tutti e tre si misero a a parlare.

All'improvviso però videro un cervo che scappava. Intuirono che a inseguirlo ci fosse un cacciatore. Per questo ognuno si nascose dove poteva. Ma quando il cervo arrivò dove stavano loro iniziò a bere acqua dal ruscello e si fermò con calma. I tre furono sicuri del fatto di essersi sbagliato sull'esistenza di un cacciatore. La tartaruga chiese al cervo: "Da dove vieni. Perchè sei così preoccupato?".

Il cervo rispose: "Io vivo quì vicino, in una prateria dalle erbe verdi. Oggi ho visto nella prateria un qualcosa di nero che si muoveva. Ho avuto paura e sono scappato. Secondo me era un nemico".

La tartaruga disse: "Tu sei un animale calmo e non ci sei di disturbo. Se vuoi puoi vivere con noi. Noi siamo tra amici che viviamo insieme".

Il cervo accettò e così i quattro si divertivano ogni giorno chiaccherando e mangiando insieme. I quattro si riunivano ogni giorno in un'ora precisa per parlare insieme.

Un giorno però il cervo non venne. Tutti erano preoccupati. Il corvo venne incaricato di volare e perlustrare i dintorni per cercare di trovare tracce del cervo. In poco tempo il corvo tornò dai suoi amici e disse: "Il cervo è caduto nella trappola di un cacciatore". La tartaruga disse al topo: "È l'ora di dimostrare la tua amicizia. Vai e libera il cervo". Il topo fu dal cervo in un batter d'occhio e masticò la rete che lo avvolgeva liberandolo.

Il topo, il corvo ed il cervo vollero scappare quando giunse da loro la tartaruga. Tutti gli dissero: "Ma ora è il momento di scappare e tu non puoi muoverti veloce come noi. Perchè sei venuto?".

La tartaruga disse: "Volevo dimostrare la mia amicizia al cervo". I quattro amici dunque decisero di scappare ed ognuno prese una strada.

Un minuto dopo il cacciatore che si era allontanato un attimo dopo aver appreso di aver catturato il cervo si accorse che la rete era stata strappata e che il cervo era scappato. Guardò nei dintorni e non vide nulla. Si stava allontanando quando vide una tartaruga. Pensò: "Una tartaruga non vale molto ma è sempre meglio di niente". La prese, la gettò nel suo borsone e si incamminò. Gli amici della tartaruga che si erano accorti di tutto iniziarono a discutere insieme. Il cervo addolorato disse: "È tutta colpa mia. È stato catturato per colpa mia. Ora non c'è più nulla da fare".

Il corvo disse: "Perchè non possiamo più fare niente? Fino a quando il nostro gruppo rimarrà unito saremo in grado di fare ogni cosa. Io conosco la soluzione".

Il cervo disse: "Cosa possiamo fare?".

Il corvo rispose: "Dobbiamo ingannare il cacciatore. Tu cervo stenditi per terra sulla via del cacciatore e fingiti moribondo. Io farò finta di voler mangiarti gli occhi. Quando il cacciatore si avvicinerà io scapperò. Tu zoppica per far credere che non puoi scappare. Quando il cacciatore si avvicinerà scappa più veloce. Il cacciatore allora butterà per terra il suo borsone. A quel punto il topo forerà la borsa e farà scappare la tartaruga".

Tutti erano d'accordo. Ed allora poco dopo il cacciatore vede sulla via un cervo che era in conflitto con un corvo. Si avvicinò ed il corvo si levò in volo ma ebbe la sensazione che il cervo non fosse in grado di scappare. Corse velocemente ma il cervo iniziò ad allontanarsi ed allora lasciò per terra la borsa con dentro le sue cose e cercò di prenderlo. Il cervo correva ma non troppo velocemente per tenersi dietro il cacciatore. Intanto il topo riuscì a far uscire la tartaruga. Insieme scapparono e quindi il corvo, che controllava da su tutta l'operazione, informò il cervo che ormai poteva seminare il cacciatore.

Il cacciatore tornò sui suoi passi ma vide che pure la sua borsa era bucata e che la tartaruga non c'era più. Se ne andò brontolante mentre il topo, il corvo, la tartaruga ed il cervo vissero lì felici per tanto tanto tempo.

Con la loro stabile amicizia e la loro ottima cooperazione, si salvarono tante volte dai guai. (Kalilè o Demnè).

***

Ed ora è il momento del proverbio persiano di questa settimana. Il proverbio dice: "Non si può andare nel pozzo con la vostra corda". Ma cosa significa questo bislacco proverbio. Ascoltate la storiella che lo ha originato e capirete.

Si narra che un giorno una volpe vide per strada un pozzo. Era assetata e si avvicinò. Guardò in fondo al pozzo e vide l'acqua. Il livello dell'acqua era molto basso. C'erano anche una carrucola ed un secchio ma la volpe che aveva molto caldo saltò nel pozzo e si tuffò nell'acqua. Si mise a bere per bene e si rinfrescò ma si accorse di essere caduta in trappola. Non poteva salvarsi. Trascorse un'ora e la volpe era lì senza fare niente. Alle volte guardava sopra e gridava: "aiuto, sono quì, aiutatemi!". Ma non sentiva alcuna risposta. Fino a quando passò di lì un lupo. Vide le orme della volpe che si concludevano vicino al pozzo. Chiamò: "Volpe, dove sei? Sei nel pozzo?". La volpe disse: "Io sono quì giù. Mi vuoi aiutare?".

"Ma certo che voglio aiutare", disse il lupo e chiese: "Ma perchè non esci da sola?". E la volpe rispose con astuzia: "Perchè ho la gamba rotta".

Il lupo chiese: "Ma non hai paura di salire vicino a me con una gamba rotta?".

La volpe disse: "Star vicino ad un lupo è meglio che morire in fondo a questo pozzo".

Il lupo era felice perchè voleva far salire la volpe proprio per mangiarla. Allora chiese: "Come ti devo aiutare?". La volpe disse: "C'è un secchio. Tu siediti in quel secchio ed io prenderò la corde che c'è quì. Quando tu ti siederai in quel secchio la corda salirà ed io mi libererò".

Il lupo che era impaziente di mangiare la volpe saltò nel secchio senza pensarci e così il secchio in cui stava scese e l'altro, in cui si era messa la volpe salì, perchè il lupo era più pesante della volpe.

E così il lupo si ritrovò in fondo al pozzo e vide salire la volpe. Si accorse tardi di essere stato ingannato ed iniziò a gridare e chiedere aiuto.

La volpe tornata in superfice disse: "Non posso salvarti, non mi fido di te".

E il lupo disse: "Io ti ho salvato, ti voglio bene".

La volpe disse: "Mi vuoi bene, ma solo per mangiarmi".

Il lupo disse: "Salvami con questa corda".

"Non si può", diceva la volpe.

"Perchè non si può, non è la stessa corda con cui ti ho salvato io?".

E la volpe rispose: "Non si può andare nel pozzo con la vostra corda".

Da allora, in Iran, quando qualcuno promette qualcosa e non mantiene la sua promessa e quindi perde la sua credibilita, per dirgli che non ci si può fidare di lui gli si dice: "Non si può andare nel pozzo con la vostra corda".

***

"Siamo scesi e c'era l'acqua, siamo saliti e c'era il cielo, fino alle prossime fiabe, che Dio vi protegga!".

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