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Giovedì, 23 Gennaio 2014 09:05

Fiabe persiane (61): "striscia bianca"+proverbio "ora che è tempo di scorrerie, 100 toman stanno sotto la sella"

Nel nome di Allah che con Saggezza infinita, scrisse la fiaba che noi chiamiamo vita. Anche questa settimana è giunto il momento dell'appuntamento con la narrativa persiana e come sempre ci sono per voi prima un'antica fiaba persiana e poi la storia che ha dato vita ad un proverbio popolare persiano.

 

C'era taluno, non c'era qualcuno, oltre al buon Dio non c'era nessuno.

Un giorno un corvo si posò sul ramo di un albero per riposarsi un pò. Il corvo si era posato nel bel mezzo di una splendida e verde campagna. Guardò di qua' e di la' e si accorse che un cacciatore si stava avvicinando. Il corvo ebbe paura ma poi pensò: "Fino a quando ci sono le colombe, i cervi, i conigli, e gli altri animali, nessuno darà caccia a me".

Ed infatti il cacciatore non aveva neanche visto il corvo. Stese per terra la sua rete e la cosparse di semi e si nascose. Poco dopo attraversò il cielo un gruppo di colombe che veniva da lontano. Da lì sopra le colombe videro i semi e vollero scendere e iniziare a mangiare. Il capo delle colombe, che aveva una striscia bianca sul collo e si chiamava per questo "striscia bianca" ed aveva molta esperienza disse: "Aspettate un attimo e fatemi vedere se c'è pericolo". Le altre colombe iniziarono a brontolare e dissero: "Noi siamo molto affamate e vogliamo mangiare prima che gli altri uccelli prendano i semi. E poi qui siamo in campagna e non ci sono pericoli".

E così scesero per mangiare ed anche il loro capo le seguì. Ma caddero tutte insieme nella rete del cacciatore. Cercarono di scappare ma non ci riuscirono. Il cacciatore che era felice di aver preso tutte quelle colombe balzò fuori dal suo nascondiglio e si diresse verso la rete.

Striscia bianca disse: "Amiche, abbiamo fatto fretta e siamo cadute in trappola. Ma non dobbiamo rassegnarci. C'è un modo per scappare. Dobbiamo solo unirci ed aiutarci a vicenda. Se una sola di noi vuole scappare non ci riuscirà ma possiamo scappare tutte insieme".

Le colombe chiesero: "Ed in quale maniera?".

Striscia bianca continuò: "Prima che arrivi il cacciatore dobbiamo volare con tutta la nostra forza e portare con noi la rete. Dopo vi dirò cosa fare".

E così le colombe si librarono in volo tutte insieme mentre seguivano il loro capo. Prima che arrivasse il cacciatore volarono via portando con se la rete.

Il cacciatore iniziò ad inseguire le colombe sperando che si stancassero cadendo per terra. Le colombe però volavano veloci. Il corvo che non aveva mai visto una scena simile era affascinato dall'intelligenza di quegli uccelli e seguì le colombe per vedere cosa sarebbe successo.

Striscia bianca allora disse alle colombe: "Fino a quando il cacciatore ci vede ha la speranza di prenderci e non c'è dubbio che presto ci stancheremo. Dobbiamo nasconderci per seminarlo e poi pensare alla nostra liberazione".

Striscia bianca guidò il suo gruppo sopra un villaggio affollato e poi le colombe si posero tutte dietro ad un muro. Il cacciatore perse di vista le colombe e non le trovò più e quindi se ne andò a casa.

A quel punto le colombe dissero: "Ora dobbiamo liberarci di questa rete".

Striscia bianca disse: "Noi non lo sappiamo fare e dobbiamo farci aiutare dagli altri. Io conosco un topo che vive quì nelle vicinanze. È un mio vecchio amico. Si chiama "astuto". Lui può strappare la rete con i denti. Sono in momenti come questi che l'amicizia serve". E così le colombe volarono e si posarono per terra dinanzi alla tana del topo e striscia bianca lo chiamò e gli chiese aiuto.

Ma vi leggeremo la prossima settimana il resto di questa bellissima storia del Kalilè o Demnè.

***

Amici nella seconda parte del programma di oggi vi presentiamo come sempre un modo di dire persiano e vi narriamo la storiella che secondo l'immaginario popolare lo ha originato.

Il proverbio è questo: "Ora che è tempo di scorrerie, 100 toman stanno sotto la sella".

Intanto bisogna spiegare che il toman è la moneta che si usa, ancora oggi in Iran.

Ma vediamo cosa intende dire questo modo di dire.

In altri tempi i viaggi tra le città duravano molto, alle volte interi mesi o anni. In questi lunghi viaggi non erano poche le avversità che i viaggiatori dovevano affrontare. Per questo chi viaggiava imparava un sacco di cose e diventava esperto nella vita. Un giorno, un uomo ingenuo decise di fare un lungo viaggio. Sua moglie gli disse: "Viaggiare non è adatto per te. Viaggiare va bene per i commercianti pieni di esperienza". L'uomo disse: "Perchè cosa hanno loro più di me? Loro hanno una testa e due orecchie proprio come me. Lascia che vada così potrai vantarti con tutti del fatto che tuo marito è in viaggio".

La moglie disse: "E cosa porterai con te?". L'uomo rispose: "Delle merci da vendere e 100 toman". La moglie disse: "Ti vuoi portare anche tutti quei soldi. E se te li rubano i ladri?". L'uomo disse: "Ma quale ladro? E poi perchè il ladro deve rubare proprio a me. E poi io nasconderò i soldi sotto la sella del mio asino".

La povera moglie allora pregò Dio che suo marito tornasse da lui sano e salvo e gli disse di andare. Due o tre giorni dopo l'uomo partì e per non perdere la strada si unì ad una carovana. La carovana andò avanti per alcuni giorni quando una sera, al tramonto, quando si trovava in una zona montuosa, venne assalita dai briganti. La guida della carovana gridò: "Scappate, mettete in salvo la vostra vita e i vostri averi". I briganti però circondarono velocemente tutti ed anche l'uomo ingenuo. Loro prendevano tutto quello che trovavano e non davano ascolto alle suppliche dei commercianti.

Alla fine arrivarono dall'uomo ingenuo e gli presero le sue merci ed il suo asino. L'uomo disse: "Ora che state portando tutto, almeno sappiate che sotto la sella dell'asino ci sono anche 100 toman di soldi".

Ed allora da quel momento in poi, quando qualcuno dice qualcosa che aiuta il suo nemico, in Iran, la sua situazione viene descritta con questo modo di dire.

"Ora che è tempo di scorrerie, 100 toman stanno sotto la sella".

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a cura di Davood Abbasi

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