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Lunedì, 16 Novembre 2015 12:52

Il martire Mahdi [Edoardo] Agnelli

Edoardo Agnelli  9/6/1954 - 15/11/2000 La mattina del 15 novembre 2000 il suo corpo senza vita venne trovato ai piedi di un viadotto autostradale della Torino-Savona, nei pressi di Fossano.

La sua auto, con il motore ancora acceso, era parcheggiata a lato della carreggiata del viadotto. Venne ipotizzato un presunto suicidio, ma molti aspetti della vicenda restano oscuri e controversi. Le indagini sulla sua morte furono archiviate in modo frettoloso e, inspiegabilmente, si provvide alla tumulazione senza eseguire l’autopsia. E’ sepolto a Villar Perosa, in provincia di Torino, nella tomba di famiglia.

Con la sua morte, l’ingente patrimonio, costituito dalla Fiat e da aziende e società multinazionali collegate, che spettava a lui amministrare in quanto primogenito, è finito nella disponibilità degli Elkann, la famiglia del primo marito della sorella. Su questa tragica vicenda venne realizzato un film-documentario dal titolo Edoardo, la cui visione in Italia è ancora oggi impedita. La troupe iraniana che filmava alcune scene in Italia venne fermata, maltrattata ed espulsa senza spiegazioni. Il 15 novembre 2005, una piazza della città di Khomein in Iran, luogo di nascita dell’Imam Khomeini, veniva intitolata a Edoardo Agnelli, in qualità di martire dell’Islam, dal consiglio comunale. Edoardo Agnelli è una personalità conosciuta e rispettata in Iran, dove è stata stampata anche una sua biografia, e dove la versione ufficiale della sua morte è stata seriamente messa in discussione soprattutto grazie agli sforzi dall’amico Ghadiri (attualmente ambasciatore della Repubblica Islamica dell’Iran in Messico), mentre in Italia è calata una pesante censura su lui , la sua fede musulmana e la sua inspiegabile morte.

Disse Edoardo: "Uno dipende da Dio: quindi essere ricco è assolutamente secondario, se si vogliono mettere in pratica valori morali. Anzi, credo che ci sarà un giorno in cui mi libererò di quello che io avrò personalmente, per andare in un paese lontano, e poi fare ritorno. Lo dico seriamente. Questo potrà creare ulteriori dubbi a mio padre, ma pazienza. Quello a cui mi oppongo ora non è tanto la voglia di potere, perché il potere è una bella cosa, ma il pericolo che il potere finisca in mani sbagliate. Le cose della mia famiglia entrerebbero in un'ottica di prevaricazione. Non ci sarebbe la stessa lungimiranza. Io combatterò questa tendenza. Non per un interesse di potere personale, ma per un interesse più generale". "Se il potere della nostra famiglia casca nelle mani sbagliate, è una cosa estremamente pericolosa per questa nazione…. Mio padre ha una grossissima responsabilità di fronte alla sua coscienza e lo sa benissimo. E, io credo, si è comportato benissimo fino a oggi. Ma se non imposta la propria successione in maniera corretta, anche lui dovrà rispondere delle sue responsabilità e dar le sue spiegazioni davanti a Dio. Questo se lo deve mettere in testa".

Da: Associazione islamica Imam Mahdi (AS)

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