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Martedì, 15 Marzo 2016 04:39

I dollari americani per Israele

I dollari americani per Israele
La popolazione israeliana è di 7,8 milioni, il suo reddito pro capite è simile a quello europeo, il tasso di disoccupazione è del 5,6% ed è al 48esimo posto in classifica mondiale per commercio netto. Nonostante questo ogni anno riceve il 10% del denaro statunitense per gli aiuti esteri, ricevendo più fondi di tutta l’Africa sub-sahariana, l’America Latina e i Caraibi messi insieme.

 

Gli aiuti ufficiali degli Stati Uniti per Israele, a partire dalla sua fondazione nel 1948, sono superiori ai 112 miliardi di dollari, diminuiti fino allo scorso anno a 3 miliardi annui. L’Israele inoltre è l’unico Paese che riceve questi aiuti in valuta all’inizio dell’anno e non in tranches trimestrali, un particolare da non sottovalutare poiché significa che può iniziare a maturare interessi finanziari fin da subito, senza aver bisogno di rendicontare le proprie spese. In aggiunta, gli Usa versano ogni anno 2 miliardi di dollari circa ad Egitto e Giordania per compensare i trattati di pace con Israele. Ogni anno versano anche mezzo miliardo di dollari all’Autorità Palestinese per ricostruire le infrastrutture distrutte da Israele e per risollevare l’economia locale. Un aiuto che non avrebbe motivo di esistere se solo Israele cessasse l’occupazione dei territori. Le trattative per gli aiuti da stanziare nei prossimi anni sono ancora da stabilire ma si parla al momento di una cifra tra i 3 e i 5 miliardi di dollari annui per un piano decennale.

Ma perché questo sostegno?

Lo scrittore Edward Tivnan, nel suo libro “The lobby” parla della potentissima lobby ebraica in Usa, in grado di influenzare l’esecutivo del Paese e il Congresso: nel 1996 le organizzazioni ebraiche hanno contribuito per più del 50% alla campagna elettorale di Bill Clinton. Un altro possibile motivo alla base di questa alleanza è l’importanza per gli Stati Uniti di avere un alleato in Medio Oriente, terreno da sempre ostile agli americani, sebbene probabilmente proprio l’alleanza con Israele ha acuito i conflitti tra Usa e popolazioni mediorientali.

Cosa accadrebbe se i finanziamenti si interrompessero?

Qualora gli Stati Uniti interrompessero i finanziamenti in Israele avrebbero evidentemente meno influenza sulle decisioni politiche del Paese. Molto spesso il governo israeliano minaccia la costruzione di nuove case oltre la Green Line e molto spesso ciò viene impedito dall’intervento statunitense, ma senza un ascendente politico questo non sarebbe possibile. Una scintilla pericolosa in un terreno instabile come quello mediorientale. Israele diventerebbe una potenza meno “prevedibile” e quindi più pericolosa allargando le proprie mire ovviamente sulla Striscia di Gaza, in Libano e in Iran.

di Federica Albano

Il Faro Sul Mondo

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