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Lunedì, 30 Settembre 2013 05:57

La giovane Italia che s’inventa il lavoro

La giovane Italia che s’inventa il lavoro
Ai tempi della recessione economica senza precedenti, dei nuovi record della disoccupazione e della perdita del potere d’acquisto, c’è un’Italia tenace e creativa che tenta con ogni sforzo di sfuggire all’incubo del reddito zero. A tentare l’impresa sono soprattutto i giovani, la fascia di popolazione più colpita dalla crisi. Sono infatti in gran parte gli under 35 a crearsi un lavoro trasformandosi piccoli imprenditori. Lo rivela oggi l’Osservatorio Confesercenti citando le ultime statistiche su aperture e chiusura delle attività. LA VOGLIA DI IMPRESA DEGLI UNDER 35 – Nel primo semestre del 2013, rileva l’associazione dei commercianti, 4 nuove attività su 10 di commercio e turismo sono state avviate da coraggiosi under 35, e i settori del commercio, del turismo, dell’alloggio e della ristorazione, insieme, si confermano nel ruolo di shock observer della disoccupazione, in particolare di quella giovanile e femminile. Un segnale positivo di vitalità, insomma, in un mare di dati tutt’altro che incoraggianti. Già, perchè nonostante l’operosità dei giovani resta negativo il saldo tra chi ha avviuato una nuova attività e chi è stato costretto a chiudere i battenti. Secondo l’Osservatorio, nei primi 8 mesi dell’anno sono state registrate 32mila chiusure nel settore del commercio e 32mila nel turismo. «Se continua così – fa sapere Confesercenti – a fine anno il saldo sarà negativo per quasi 30mila imprese». Da gennaio ad agosto nel campo del commercio al dettaglio viene registrato un saldo negativo di 14.246 imprese, a fronte di 18.208 nuove aperture e 32.454 chiusure. Nel settore delle attività di alloggio e di ristorazione, invece, viene calcolata una perdita di 5.111 attività, dovuta all’avvio di 12.623 nuove imprese e 17.734 cessazioni. Cifre drammatiche vengono, infine, attribuite al settore della moda, che secondo COnfesercenti ha perso 4.762 attività, a fronte di 3.400 aperture e 8.162 chiusure. In pratica, al comparto della moda viene attribuita una cessazione su 4 nell’intero settore commercio. I LAVORETTI LOW COST – La vitalità di disoccupati e precari italiani emerge anche nella sempre più frequente disponibilità ad offrire le proprie competenze a basso costo. Non a caso sul web sono spuntati, e continuano ad arricchirsi di annunci, i siti per i piccoli lavori.   Fonte: giornalettismo.it    

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