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Mercoledì, 31 Dicembre 2014 15:29

L'anno che verrà (dalla Redazione di Radio Italia IRIB)

L'anno che verrà (dalla Redazione di Radio Italia IRIB)
E' arrivato il 2015 e Radio Italia, l'emittente in lingua italiana dell'IRIB inizia ad avere qualche annetto.Era il 9 Agosto 1995 quando l'IRIB o per meglio dire la radiotelevisione iraniana decise di fondare un'emittente radiofonica in lingua italiana chiedendo aiuto ad alcuni giovani che si erano laureati in Italia e che erano ritornati in Iran.
Fu così che Radio Italia venne composta inizialmente non da giornalisti professionisti ma da ingegneri, medici, studiosi di scienze umane e persino casalinghe o giovani di seconda generazione cresciuti in Italia che però nel sistema dell'IRIB e grazie alla presenza di giornalisti italiani, che venivano a dare una mano, hanno imparato un pò "il mestiere".

Partendo da una emittente che veniva trasmessa solo in onde corte, Radio Italia e' passata prima su internet con il suo sito italian.irib.ir e poi anche su vari satelliti, pur conservando sempre le care vecchie onde corte.

Con le sue "forze umane" ed il suo fedele corrispondente a Roma Hamid Masoumi Nejad, Radio Italia ha raccontato i principali sviluppi della politica mondiale di questo ventennio. A cominciare dalla guerra in Jugoslavia, poi l'11 Settembre, poi le aggressioni all'Afghanistan ed all'Iraq, la guerra del 2006 tra Libano ed Israele, Gaza 2009, le primavere arabe in Tunisia, Egitto, Libia, Bahrain e Yemen e le guerre terroriste in Siria e Iraq.
Molti collaboratori di Radio Italia oggi hanno fatto grandi progressi e sono docenti universitari in Iran o all'estero, sono autori di libri, hanno assunto persino incarichi e/o contribuiscono allo sviluppo dell'Iran anche in altri settori.

Molte volte, la piccola e modesta radio dell'Iran che ha fatto solo della visione sincera dei fatti di questo mondo, la sua arma, e' finita sulle prime pagine dei giornali, dei siti ed anche dei tg italiani; il più delle volte e' stata criticata, qualche volta anche elogiata, per diversi mesi e' stata anche oscurata; ma ha proseguito il suo lavoro senza dar peso all'elogio ed al biasimo dei grandi, tenendo invece a cuore le belle parole che ogni giorno, attraverso lettere, email e commenti, le giungono dall'Italia, dall'Iran e dal resto del mondo.
Mentre manca poco al nuovo anno, ci piace guardarlo, riflettere e dirvi, con grande sincerità, che se lasciato ed abbandonato, anche il 2015 sarà un anno brutto.

Gli Stati Uniti, l'unica superpotenza - come a loro piace essere chiamati e come in effetti sono dal punto di vista militare – continueranno a uccidere come mosche la gente di colore nel loro territorio, a torturare la gente nelle prigioni, a uccidere giornalmente donne e bambini con i raid intelligenti dei loro droni in Somalia, Yemen, Pakistan, Afghanistan, Iraq e ... a sostenere sotto sotto gruppi terroristi come l'Isis per fare paura al mondo intero ed avere la scusa per mandare i loro militari di quà e di là, a costruire basi militari nei paesi alleati, compresa l'Italia.
E continueranno a sostenere le ribellioni false di quà e di là nel mondo, come e' accaduto in Ucraina, e prima ancora in Siria.
E nella terra dei profeti, la Palestina, quel regime che si reputa un Paese ma che non lo e' (perchè non si costruiscono i Paesi sulle terre altrui), continuerà ad edificare insediamenti illegali, uccidere povera gente e bombardare case e chiese e moschee.
Certo non saranno gli unici; perchè la crisi economica, ci sarà ancora, perchè l'Ue avrà sempre le stesse politiche, perchè il lavoro sarà sempre più un sogno in Italia, perchè anche da altre parti continueranno ad esserci soprusi ed ingiustizie.

Per carità, avremo i nostri problemi anche in Iran. Perchè siamo ancora una nazione sotto embargo, perchè continuano i negoziati nucleari ed i 6 paesi chiedono sempre più e perchè "i fratellini sauditi" ci hanno tirato il brutto scherzo di far calare il prezzo del barile da 120 a 60 dollari e quindi il governo del presidente Rohani si dovrà far venire tante belle idee per poter provvedere al budget della nazione.

E quindi un anno perso? Non lo e' di certo.
Perchè basterebbe qualche piccolo cambiamento nell'orbita di questo piccolo pianeta collocato in un mare di stelle e pianeti affinchè la vita finisse e se non finisce una ragione ci deve pur essere.
Visto con i nostri occhi, il motivo e' che Dio non ha ancora voluto che tutto finisca. Egli, e ciò fà sempre parte del nostro credo, farà finire a lieto fine l'avventura umana.

E cosa possiamo fare allora perchè il 2015 non sia quello che si presta ad essere?
Non c'e' bisogno di fare i salti mortali. Ognuno sia "migliore" nella sua sfera. Ognuno sia più onesto, più efficiente, più affettuoso, più giusto, più benevolo e dall'unione di questi piccoli sforzi, avremo sicuramente un anno migliore.
Noi come radio, cercheremo di essere più bravi, più sinceri, più imparziali, più giusti, più creativi.
Vedrete che nel 2015, come anche negli anni passati, succederanno tante cose bellissime e straordinarie. Chi e' povero potrebbe divenire ricco, che e' malato potrebbe guarire, chi e' in prigione potrebbe essere liberato, chi e' lontano potrebbe tornare a casa, chi e' ingiusto potrebbe ricevere la punizione che si merita, chi e' solo potrebbe trovare companìa, chi e' schiavo potrebbe tornare libero, chi ha sofferto potrebbe diventare felice.
Noi promettiamoci di essere più buoni ed il resto affidiamolo a Dio.

E vedrete che sarà un anno migliore...
Inshallah
Teheran, Mercoledì 31 Dicembre 2014
Buon Anno (Sale No Mobarak) da tutti gli amici di Radio Italia IRIB

 

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