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Mauro Manno ci parla delle minacce Usa contro Iran Stampa
Martedì 06 Novembre 2007 19:18
Sample ImageIntervista con il prof.  Mauro Manno, ricercatore, storico ed esperto del Medio Oriente (AUDIO)

Il capo dell'AIEA ha affermato un'altra volta che non c'è nessun prova che l'Iran stia cercando di produrre armi nucleari, mentre il presidente americano George Bush a base di quel "nessun prova" ha citato persino il pericolo di una "terza guerra mondiale" a causa dell'Iran. Ma, secondo Lei, chi sta minacciando veramente la pace mondiale?

L'AIEA è un'organizzazione dell'ONU, tutti paesi che condividono la politica dell'ONU sul nucleare vi aderiscono. Il suo presidente viene eletto con l'accordo di tutti i paesi. Anche gli Stati Uniti hanno contribuito all'elezione dell'attuale capo dell'AIEA, Il Signor El Baradei. Egli riscuote la fiducia del mondo intero. Quando il sig. El Baradei, che deve rendere conto del suo lavoro al mondo intero, dice che non ci sono prove che l'Iran stia arricchendo l'uranio ad una percentuale tale da poter produrre armi nucleari, bisogna credergli. Per l'AIEA quindi e per il suo capo, l'Iran sta arricchendo l'uranio solo per scopi civili e quindi legittimi. Tutti lo possono fare sotto il controllo dell'ONU. Chi critica l'Iran sono sostanzialmente USA, Francia, Gran Bretagna e Israele. Essi hanno già da tempo arricchito l'uranio per scopi militari hanno prodotto armi nucleari di tutti i tipi. Israele poi non ha nucleare civile, ma solo nucleare militare e senza nessun controllo ONU, visto che non aderisce all'AIEA e non ha sottoscritto il suo programma e i suoi protocolli. I paesi che criticano l'Iran fanno investimenti nel settore militare incomparabilmente più grandi in percentuale e in assoluto di quelli dell'Iran. Negli ultimi anni, questi paesi si sono impegnati in varie guerre e invasioni di territori non loro. L'Iran non ha fatto nulla di tutto questo. Perché sarebbe proprio l'Iran la minacciare alla pace? Perché l'Iran dovrebbe scatenare una " terza guerra mondiale"?Lasciamo queste stupidaggini a George Bush, che lui sì se ne intende di guerre. Il mondo capisce molto bene che chi minaccia la pace mondiale sono gli USA, Israele e i loro stretti alleati.

A suo parere le nuove sanzioni americane contro l'Iran sono una dichiarazione di guerra?

Sono convinto che l'Iran, un paese con oltre tre millenni di storia, agirà ancora una volta con saggezza come ha fatto negli ultimi tempi. Le sanzioni americane non sono una dichiarazione di guerra, nel senso che l'Iran può benissimo resistere pacificamente a queste sanzioni. Sono convinto che le sanzioni che gli americani vogliono imporre non saranno mai accettate da tutto il Consiglio di Sicurezza ONU. Vuol forse dire che non contano niente? No. Queste sanzioni sono pericolose perché gli Stati Uniti e Israele possono convincere altri paesi come la Francia e l'Inghilterra ad adottarle. Questo sarebbe solo fumo negli occhi della gente per preparare un'aggressione all'Iran, attraverso un'escalation prima economica e poi militare. Una strategia simile a quella contro l'Iraq, prima sanzioni economiche, poi aggressione militare. Anche se nel caso dell'Iraq le sanzioni economiche furono votate da quasi tutto il Consiglio di Sicurezza dell'ONU.

Creando un caos totale in Medio Oriente, dove soltanto in Iraq, 700mila civili innocenti hanno perso la vita da una guerra cominciata per quelle armi di distruzione di massa mai ritrovate, la scusa è cambiata e ora si mira al presunto potenziale nucleare dell'Iran. Che futuro prevede lei per il caso iraniano? E quale sarebbe la posizione del governo italiano al riguardo?

Abbiamo visto che la strategia degli USA e dei sionisti contro l'Iran si serve delle stesse menzogne di cui si servì nel caso dell'Iraq. Una strategia che ha provocato disastri immani. Non esiste un potenziale nucleare iraniano. Se esistesse credo che porterebbe solo benefici alla pace della regione e del mondo, perché l'Iran non sarebbe minacciato. USA e Israele minacciano i paesi che non hanno le armi che hanno loro e non i paesi potenti e ben armati. Ma questa è una mia riflessione e abbiamo visto che l'Iran non ha armi nucleari e non ne sta costruendo. La difesa della patria iraniana è affidata alle armi tradizionali, e al valore dei suoi soldati. Le possibilità di una guerra americano sionista contro l'Iran sono reali. Israele e i neoconservatori sionisti, alleati con Bush e i ‘cristiani' sionisti sono capaci di scatenare la guerra. L'America è oggi politicamente debole ed è in gravi difficoltà in Iraq. Israele potrebbe approfittarne per spingerla ad una nuova avventura. D'altra parte una nuova guerra risulterebbe probabilmente catastrofica per gli stessi americani e per i sionisti. Bisogna però battersi per preservare la pace. L'Iran deve proseguire la sua opera politica e diplomatica ma deve anche prepararsi a difendersi da un'aggressione. In caso di guerra cosa farebbe il governo italiano? Il governo italiano è stato costretto a ritirare le truppe dall'Iraq. Al popolo italiano la guerra contro l'Iraq non è mai piaciuta. Una guerra contro l'Iran sarebbe ancora più impopolare. È sicuro però che in caso di guerra l'Italia subirebbe pressioni enormi dagli Stati Uniti e da Israele. Per quanto riguarda le sanzioni, le pressioni americane, israeliane e francesi sull'Italia sono già iniziate. Ma l'Italia ha bisogno di commerciare pacificamente con l'Iran. Se l'Italia interrompesse i rapporti commerciali con l'Iran, il suo posto verrebbe subito preso da altri paesi come la Cina e la Russia o l'India. L'Italia si darebbe la zappa sui piedi e ci sarebbero anche più disoccupati. Gli industriali italiani lo sanno e quindi resistono al coinvolgimento italiano nelle sanzioni USA.

Lei in un suo recente articolo ha analizzato la situazione degli ebrei iraniani, mentre negli ultimi anni si parla molto di un "nuovo olocausto" made in Iran. Quali possono essere obbiettivi di questa
campagna propagandistica?

Sono tutte fantasie, o meglio: è solo sporca propaganda. A me risulta che in Iran tutte le religioni e le minoranze sono rispettate. Fuori dall'Iran e nei confronti di Israele, parlare di ‘nuovo olocausto' è assurdo. Conosco perfettamente la posizione ufficiale iraniana su Israele. L'Iran non è contrario alla permanenza di ebrei in Palestina. Il problema è il sionismo che vuole uno stato per soli ebrei, vuole cacciare i palestinesi, anzi li ha cacciati nel passato e continua a cacciarli. Condivido la posizione ufficiale iraniana. Io personalmente, tuttavia, preferisco parlare della necessità di abolire il regime sionista e costituire uno stato dove ebrei e palestinesi abbiano gli stessi diritti. Uno stato che elimini l'assurda ‘legge del ritorno' dei sionisti e permetta ai palestinesi espulsi nel 1948 di ritornare. Se i palestinesi intraprenderanno questa strada, rifiutando la fallimentare politica dei ‘due stati', allora troveranno molti più sostenitori della loro causa in Occidente e perfino tra gli ebrei. Questo potrebbe portare ad una soluzione di tipo sudafricano anche per la Palestina. Con la campagna vergognosa sul preteso ‘nuovo olocausto' si vuole isolare l'Iran e farlo passare (presso gli sprovveduti) per una nuova Germania nazista.

Se all'Iran non deve essere consentito di acquisire la tecnologia utile a costruire (in ipotesi) testate nucleari, perché mai, a sua volta, Israele non dovrebbe essere "denuclearizzato"? E con quale definizione si può dividere le nazioni tra i "buoni", e i "cattivi" mettendo l'Iran nell'asse del male...e Israele?

Tutti i paesi dovrebbero essere trattati con la stessa misura. L'ONU è nata con questo obiettivo. Ma bisogna vedere, nella realtà di oggi, chi decide come trattare i vari paesi. Oggi l'ONU è fuori gioco. Le decisioni le prendono gli Stati Uniti e Israele, con il compiacente servilismo di altri paesi, oggi soprattutto la Gran Bretagna e la Francia di Sarkozy. Quest'ultimo è un sionista di lunga data come lo sono anche i suoi ministri della difesa e degli esteri. Essi decidono chi sono i ‘buoni' e chi i ‘cattivi'. Per i ‘buoni' c'è una misura (favorevole) per i ‘cattivi' una misura (molto sfavorevole). È una questione di forza non di giustizia. Io sono favorevole alla denuclearizzazione del Medio Oriente. Sarebbe giusto. Ma USA e Israele non lo vogliono. Io sono favorevole alla denuclearizzazione del mondo intero. Ma credo che l'unico modo di arrivarci non è quello di impedire a qualcuno di fabbricarsi le armi nucleari mentre chi le ha, conserva le proprie. Se si giungerà alla denuclearizzazione del mondo ciò avverrà quando tutti i paesi avranno armi nucleari. Allora ci sarà la possibilità di sedersi intorno allo stesso tavolo e discutere seriamente del destino dell'umanità.

Lei vede in Iran una minaccia per gli ebrei del mondo?

L'Iran non solo non è una minaccia per nessuno, tanto meno per gli ebrei, ma è semmai un paese che darà il suo contributo alla liberazione degli ebrei dal loro peggiore nemico, il sionismo.

Professore Manno, dietro le quinte del teatro mediorientale, possiamo forse trovare le ombre delle lobby israeliane e "cristiani sionisti"?

Molto più delle ‘ombre' come dice lei. La politica mediorientale americana dovrebbe essere decisa a Washington e non a Tel Aviv. Oggi invece succede pressappoco così: Israele invia una proposta di politica mediorientale al governo americano e al Congresso. Se l'America fosse veramente libera e il Congresso non fosse in mano all'AIPAC, questa proposta verrebbe rispedita indietro con le seguenti parole: No, grazie. Ma a Washington domina la lobby pro-israeliana e i suoi alleati ‘cristiani' sionisti. Essi sono riusciti a dare posti chiave nell'Amministrazione a loro accoliti, i neoconservatori sionisti. Il loro covo si trova nella vicepresidenza di Dick Cheney. Sono costoro che si occupano di far diventare realtà la politica proposta da Tel Aviv. E Bush sembra ascoltare solo loro. Recentemente un libro di due studiosi, John Mearsheimer e Stephen Walt, ha smascherato il peso della lobby ebraica nella determinazione della politica estera americana in Medio Oriente e quindi sta diventando chiaro che dietro le quinte non troviamo solo le ombre della lobby ebraica e dei cosiddetti ‘cristiani' sionisti. Troviamo soprattutto le loro mani e i loro intrighi. L'aspetto positivo è che questo libro è in testa alle vendite negli Stati Uniti, in Germania e in Italia. Per quanto riguarda i cosiddetti ‘cristiani' sionisti, credo che gli iraniani hanno capito bene che costoro non hanno nulla a che fare con il cristianesimo. Sono invece dei fanatici guerrafondai, dei sostenitori dell'imperialismo, dei fondamentalisti senza altra qualificazione, e soprattutto dei sostenitori del sionismo. La chiesa cattolica e quella ortodossa sono invece stati tradizionalmente contrari al sionismo.


A cura di Soroor
 

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