|
Spazio: Iran, tutti i dettagli sui satelliti appena lanciati |
|
|
Giovedì 04 Febbraio 2010 10:39 |
|
TEHERAN - Il lancio del satellite Kavoshgar III (Esploratore III) con a bordo una capsula biologica ha aperto nuovi orizzonti dinanzi alla tecnologia spaziale della Repubblica Islamica.
Secondo l’agenzia IRNA, ecco alcune delle missioni affidate al Kavoshgar III: telemetria, invio contemporaneo delle immagini alla stazione mobile, controllo del computer di bordo durante il processamento, controllo delle parti mobili e del distaccamento dal vettore di lancio, trasmissione delle immagini della capsula biologica e degli esseri viventi lanciati e ottenimento dei dati sperimentali per l’acquisizione dei dati sugli strati elevati dell’atmosfera e al di fuori di essa. Inoltre, secondo l’agenzia FARS, il lancio è stato esito di un progetto congiunto svolto dal Ministero della Difesa e dal Ministero della Ricerca universitaria a seguito dei progetti Kavoshgar I e II; la serie dei satelliti Kavoshgar, comprende il programma iraniano per lo studio della situazione degli esseri viventi nello spazio, programma che dovrebbe gettare le basi per l’invio, annunciato per il 2019, del primo astronauta iraniano nello spazio. L’altro satellite è il Tolu’(Alba); ad orbita circolare e a bassa altitudine (500 chilometri) rimarrà attivo per circa 2 anni; l’energia necessaria al funzionamento del satellite è rifornita grazie a pannelli solari fotovoltaici e da pile secondarie. Il terzo satellite presentato mercoledi dall’Iran è per le telecomunicazioni e si chiama Mesbah II(Lanterna II) ed usa la banda UHF per l’invio dei dati. Il suo compito è di salvare, recuperare, raccogliere e diffondere i dati su vaste aree e agevolare la navigazione satellitare. Il quarto satellite è stato realizzato dagli studenti dell’Università Elm-o-San’at di Teheran(ateneo dove insegna lo stesso presidente iraniano). Il satellite studentesco porta il nome di Navid-e-Elm-o-San`at(Promessa di Elm-o-San`at) ed è il primo del suo genere, nel senso che è il primo ad essere stato messo a punto da studenti iraniani; la sua missione consente il processamento delle immagini terrestri scattate dallo spazio con una risoluzione di 750 metri.
|