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Gli europei non hanno ancora digerito la mancata partecipazione del presidente Barack Obama al vertice UE-USA, che era in agenda per fine maggio.
E già si trovano ad affrontare una nuova grana diplomatica che rischia di minare le relazioni transatlantiche, e che ha già visto l’entrata in campo del segretario di Stato Hillary Clinton. Motivo: il rischio reale che il parlamento europeo, forte dei nuovi poteri conferitegli dal Trattato di Lisbona, possa bocciare un accordo ponte di nove mesi per il mantenimento del trasferimento di dati bancari di cittadini della UE agli USA, gestito dal sistema Swift, nell’ambito della lotta al terrorismo. L’accordo ponte consentirebbe di far partire una nuova trattativa bilaterale per giungere ad un’intesa di più lungo periodo, senza vuoti di sicurezza. Il sistema Swift, avviato dopo gli attentati alle Torri gemelle dell’11 settembre 2001, tratta il flusso finanziario di circa 8.000 banche nel mondo. L’obiettivo è scovare operazioni finanziarie a favore di attività terroristiche. L’accordo temporaneo è stato approvato dai ministri competenti dei 27 Stati membri della UE, che lo hanno definito “positivo ed equilibrato”, il 30 novembre scorso, un giorno prima dell’entrata in vigore del nuovo Trattato. La Commissione libertà civili dell’Europarlamento (Libe) giovedì lo ha però bocciato, accogliendo le riserve della maggioranza dei gruppi parlamentari, che chiede più garanzie di salvaguardia per la privacy dei cittadini europei. Il voto in plenaria è previsto per giovedì prossimo e le dichiarazioni dei gruppi non fanno presagire nulla di buono. Per ora, a poco sono servite le telefonate che il segretario di Stato USA Hillary Clinton ha fatto nelle ultime ore al presidente dell’Europarlamento Jerzy Buzek e al capo della diplomazia UE Catherine Asthon per perorare il via libera all’accordo. Se non hanno modificato la posizione della Libe, le telefonate della Clinton hanno almeno tranquillizzato gli europei sul fatto che Washington sa trovare il numero giusto di telefono da chiamare, nonostante la sovrapposizione dei ruoli ai vertici UE spesso lamentata dagli americani. A dare mano forte al segretario di Stato, è sceso in campo anche l’ambasciatore USA presso la UE, William Kennard. In una lettera inviata a Buzek e ai gruppi dell’Europarlamento, il diplomatico scrive che la bocciatura sarebbe un’enorme delusione per Washington e potrebbe mettere in pericolo il partenariato UE-USA nell’azione di contrasto delle reti terroristiche nel prossimo avvenire. Mi appello al parlamento europeo perché usi la propria autorità per concludere questo accordo con gli USA, dice Kennard senza aver molta spranza che ciò potesse accadere in tempi brevi.
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