Notizie http://italian.irib.ir Mon, 22 Dec 2014 06:28:00 +0100 it-it I laboratori di torture Cia per esperimenti brutali su esseri umani http://italian.irib.ir/notizie/mondo/item/176188-i-laboratori-di-torture-cia-per-esperimenti-brutali-su-esseri-umani http://italian.irib.ir/notizie/mondo/item/176188-i-laboratori-di-torture-cia-per-esperimenti-brutali-su-esseri-umani I laboratori di torture Cia per esperimenti brutali su esseri umani
WASHINGTON-Anche se non è un segreto che la CIA sottoponeva a tortura i detenuti durante gli interrogatori, ulteriori analisi rivelano che gli esperimenti umani sono stati al centro del programma di tortura dell'agenzia di spionaggio.

 

Il carattere sperimentale del programma di tortura della CIA è evidente nella relazione di sintesi preparata dalla Commissione Intelligence del Senato degli Stati Uniti, riporta la rivista The Nation. Secondo il documento, la CIA ha utilizzato tecniche brutali come il waterboarding, l'abuso fisico, la privazione del sonno, finte esecuzioni e minacce di abusi sessuali per interrogare i cosiddetti "sospetti terroristi detenuti dopo l'11-S.

La CIA, nella sintesi del controverso progetto provvede a nascondere la posizione dei laboratori, in cui sono state condotte sperimentazioni umane, e l'identità di coloro che le ha eseguite, secondo la pubblicazione.

Secondo il rapporto la CIA ha assunto due psicologi James Mitchell e Bruce Jessen, a guidare il progetto. I due psicologi hanno progettato protocolli di interrogatori e detenzioni che sono stati applicate ai detenuti nei "siti neri" segreti della CIA.

Mitchell e Jessen avevano precedentemente studiato gli effetti delle torture sui prigionieri di guerra americani per scoprire se le teorie di 'impotenza appresa' derivate da esperimenti sui cani potessero funzionare anche sugli esseri umani. Per implementare queste teorie, gli psicologi hanno personalmente supervisionato o partecipato alle tecniche per la produzione di "debolezza, disorientamento e paura" sui detenuti.

 

 

 

 

 

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Mondo Mon, 22 Dec 2014 06:17:58 +0100
Siria, abbatuto drone israeliano vicino la città di Quneitra http://italian.irib.ir/notizie/palestina-news/item/176186-siria,-abbatuto-drone-israeliano-vicino-la-città-di-quneitra http://italian.irib.ir/notizie/palestina-news/item/176186-siria,-abbatuto-drone-israeliano-vicino-la-città-di-quneitra Siria, abbatuto drone israeliano vicino la città di Quneitra
DAMASCO- È stato abbattuto  dalle forze siriane un drone israeliano modello Skylark1 nella zona di Quneitra, al confine fra la Siria e il Golan occupato da Israele.

 

Lo ha riferito la tv statale della Siria citato dall'agenzia iraniana Fars News secondo i quali il drone sarebbe stato colpito mentre era in volo sul villaggio druso di Hadar. Le autorità del regime sionista non hanno diramato alcuna comunicazione e anche fonti governative, interpellate in proposito, si sono trincerate dietro un secco “no comment”.

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Palestina News Mon, 22 Dec 2014 06:11:10 +0100
La Cnn: “ 800 terroristi Isis da Libia verso Italia" http://italian.irib.ir/notizie/mondo/item/176180-la-cnn-“-800-terroristi-isis-da-libia-verso-italia http://italian.irib.ir/notizie/mondo/item/176180-la-cnn-“-800-terroristi-isis-da-libia-verso-italia La Cnn: “ 800 terroristi Isis da Libia verso Italia
ROMA-” E’ appurato che ci siano 800 terroristi takfiri dell'Isis sulle coste libiche, la loro meta è l’Italia e quindi l’Europa. Lo dice la Cnn e i maggiori network internazionali. Qui invece vige il silenzio sia da parte dei media italiani che di Renzi e Alfano.

 

"A loro si chiede di difendere i cittadini dal rischio concreto di attentati e l’unica soluzione è quella di chiudere subito le frontiere prima che i terroristi si sporchino le mani del nostro sangue”. Così il senatore leghista Sergio Divina, ieri in aula nel corso della discussione che ha fatto  seguito alle comunicazioni di Renzi.

È da ricordare che il cosidetto gruppo terroristico Stato Islamico(Isis) contro il quale oggi sono stati schierati Usa ed i suoi alleati europei  è stato creato e finanziato dagli stessi  americani e europei.

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Mondo Mon, 22 Dec 2014 05:29:29 +0100
Pakistan, altre 4 impiccagioni http://italian.irib.ir/notizie/mondo/item/176170-pakistan,-altre-4-impiccagioni http://italian.irib.ir/notizie/mondo/item/176170-pakistan,-altre-4-impiccagioni Pakistan, altre 4 impiccagioni
ISLAMABAD - Il Pakistan ha impiccato oggi altri quattro condannati a morte dopo che il premier Nawaz Sharif, alla luce del massacro del 17 dicembre in una scuola di Peshawar di 148 persone (quasi tutti bambini), ha revocato la moratoria sulle esecuzioni in vigore dal 2008.
Erano condannati per attentato all'ex presidente Musharraf. Tehrek-e-Taliban Pakistan (Ttp), che ha rivendicato il massacro, ha assicurato che gli attacchi continueranno se i suoi militanti continueranno ad essere giustiziati. Nel frattempo la filiale di Al Qaida in Asia meridionale ha reso noto oggi di avere "il cuore spezzato di dolore" per le notizie della "uccisione di oltre 120 bambini durante un attacco alla Scuola pubblica militare di Peshwar". In un comunicato di quattro pagine firmato dal portavoce del movimento locale Usama Mehmood, di cui l'Ansa ha ricevuto una copia, si ricorda che "l'esercito ha oltrepassato tutti i limiti della barbarie", ma che "le armi che abbiamo imbracciato mai debbono essere rivolte contro donne e bambini".
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Mondo Mon, 22 Dec 2014 00:28:50 +0100
Larijani: i progressi sulla crisi siriana dipendono in gran parte dalla Russia http://italian.irib.ir/notizie/mondo/item/176169-larijani-i-progressi-sulla-crisi-siriana-dipendono-in-gran-parte-dalla-russia http://italian.irib.ir/notizie/mondo/item/176169-larijani-i-progressi-sulla-crisi-siriana-dipendono-in-gran-parte-dalla-russia Larijani: i progressi sulla crisi siriana dipendono in gran parte dalla Russia
DAMASCO - I progressi nel risolvere la crisi siriana dipendono in gran parte dalla posizione di Mosca, ha detto oggi a Damasco il Presidente del Parlamento iraniano Ali Larijani in una conferenza stampa.
Ai primi di dicembre, il vice Ministro degli Esteri russo Mikhail Bogdanov dopo una visita ufficiale a Damasco, ha detto che la Russia è pronta per far svolgere una seduta a Mosca dove le forze coinvolte nel conflitto siriano potrebbero riunirsi e discutere il formato della seconda fase dei negoziati alla conferenza. Bogdanov ha detto che l'incontro a Mosca, potrebbe aver luogo prima della fine di gennaio.

 

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Mondo Mon, 22 Dec 2014 00:19:43 +0100
Sony: hacker prendono in giro l’Fbi, Obama: un atto di cybervandalismo, non guerra http://italian.irib.ir/notizie/mondo/item/176168-sony-hacker-prendono-in-giro-l’fbi,-obama-un-atto-di-cybervandalismo,-non-guerra http://italian.irib.ir/notizie/mondo/item/176168-sony-hacker-prendono-in-giro-l’fbi,-obama-un-atto-di-cybervandalismo,-non-guerra Sony: hacker prendono in giro l’Fbi, Obama: un atto di cybervandalismo, non guerra
WASHINGTON - «Risponderemo in modo proporzionato, ma si è trattato di un atto di vandalismo cibernetico, non di un atto guerra». Barack Obama cerca di moderare i toni sull’attacco hacker alla Sony Pictures.
Eppure, dopo averlo negato nei giorni scorsi, avverte che gli Stati Uniti stanno considerando l’ipotesi di rimettere la Corea del Nord nella lista dei Paesi sponsor del terrorismo, da dove Pyongyang era stata tolta sei anni fa. L’Fbi ha puntato il dito contro il regime nordcoreano, il quale però a sua volta nega ogni responsabilità e, dopo aver insolitamente offerto di collaborare con Washington per «individuare i veri responsabili», oggi ha minacciato rappresaglie contro la Casa Bianca e altri obiettivi se gli Stati Uniti prenderanno misure nei suoi confronti. «L’esercito e il popolo della Corea del Nord sono pienamente preparati per un confronto con gli Usa, in tutte le zone di conflitto, compresi gli spazi di cyber-guerra, per far esplodere queste cittadelle», si legge in un comunicato della Commissione nazionale di difesa di Pyongyang, diffuso dall’agenzia di stampa ufficiale. Come se non bastasse, gli stessi hacker responsabili dell’attacco alla Sony sono tornati alla carica e con un messaggio-video diffuso su YouTube deridono l’Fbi: «Il risultato delle indagini è così eccellente che potreste aver visto cosa stavamo facendo con i vostri occhi. Ci congratuliamo. L’Fbi è la migliore al mondo. Siete degli idioti», scrivono i “Guardiani della pace”.  Il cyber attacco ha “costretto” la Sony Pictures a bloccare l’uscita di `The Interview´, il film satira sul leader Kim Jong un, dopo le minacce ai cinema che lo avessero proiettato. Un fatto che rappresenta un precedente pericoloso, e che ha suscitato polemiche negli Usa e le critiche dello stesso presidente. «Dovevano consultarmi, avrei parlato con le catene di cinema», ha insistito Obama in un’intervista concessa alla Cnn prima di partire per le festività natalizie alle Hawaii. «Se stabiliamo un precedente dove il dittatore di un altro Paese può interferire attraverso un cyber attacco sulla catena di distribuzione di una società e dei suoi prodotti, e di conseguenza iniziamo ad autocensurarci, questo diventa un problema», ha detto il presidente, aggiungendo che «non ci faremo intimidire dagli hacker. È un’azione che prendiamo sul serio e per questo motivo il Congresso e i privati devono collaborare per adottare leggi più forti contro i cyber attacchi». Ma non tutti sono d’accordo. Secondo il senatore repubblicano dell’Arizona, John McCain, spesso critico nei confronti della politica estera di Obama, l’attacco alla Sony «è una nuova forma di guerra e dobbiamo contrastarla con una forma migliore di guerra». Il senatore Lindsey Graham, della Carolina del Sud, lo ha definito «un atto di terrorismo» e ha sostenuto il ripristino delle sanzioni contro la Corea del Nord, incluso l’inserimento nella lista dei Paesi sponsor del terrorismo. «Gli Usa devono rispondere in maniera così dura contro i nordcoreani da indurli a non rifarlo nel futuro», ha ammonito. Pur valutando quali misure intraprendere, gli Usa hanno cercato l’aiuto della Cina, il più stretto alleato della Corea del Nord. Un alto funzionario dell’amministrazione Obama ha detto che Washington e Pechino hanno condiviso informazioni sull’attacco e ha aggiunto sotto anonimato che la Cina e gli Usa sono d’accordo sul fatto che i cyber attacchi distruttivi violano le norme di comportamento nel cyber spazio. Il coinvolgimento della Cina potrebbe comportare complicazioni. Pechino detiene una notevole influenza sulla Corea del Nord. Ma Obama ha spesso accusato proprio la Cina di sferrare attacchi informatici contro interessi americani. 

 

 
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Mondo Mon, 22 Dec 2014 00:05:53 +0100
Grecia, Samaras gioca la carta del voto anticipato http://italian.irib.ir/notizie/politica5/item/176167-grecia,-samaras-gioca-la-carta-del-voto-anticipato http://italian.irib.ir/notizie/politica5/item/176167-grecia,-samaras-gioca-la-carta-del-voto-anticipato Grecia, Samaras gioca la carta del voto anticipato
ATENE - Mossa della disperazione del premier greco Antonis Samaras. In un discorso televisivo, il capo del Governo ha tentato di convincere i deputati a votare il suo candidato alla presidenza della Repubblica ed evitare le elezioni immediate a inizio 2015 che rimetterebbero in gioco la permanenza del Paese nell'euro e rilancerebbero il rischio di contagio nell'Eurozona.
Pur di riuscire ad eleggere entro il 29 dicembre il nuovo presidente, Samaras ha offerto agli indipendenti pro-Unione europea l'ingresso nel governo di grande coalizione formato dal centro-destra di Nea Dimokratia e dal centro-sinistra del Pasok . Samaras ha anche promesso elezioni politiche anticipate nel 2015 ma solo dopo che saranno conclusi i negoziati, per ora in stallo, con la troika (Ue-Bce-Fmi) sul salvataggio del Paese. Atene ha ottenuto due mesi di proproga tecnica fino a febbraio del piano di salvataggio. Questo il duplice messaggio inviato da Samaras in un discorso televisivo alla nazione a 48 ore dal nuovo voto in Parlamento per l'elezione del presidente. Martedì è atteso il secondo scrutinio, il cui esito negativo è scontato perché serve una maggioranza qualificata di 200 deputati su 300.Il voto chiave è quello del 29 dicembre, quando la maggioranza si abbasserà a 180 parlamentari. Al primo scrutinio Stavros Dimas, l’ex commissario europeo candidato alla presidenza dalla maggioranza, ha ottenuto solo 160 voti. L'area da cui potrebbero provenirei voti mancanti è quella di Vassilis Economou, independente pro-Ue. Un deciso no è giunto dall'estrema sinistra di Syriza - nei sondaggi il primo partito greco - di Alexis Tsipras, che vuole rinegoziare gli accordi con la troika, chiedere una riduzione del debito pubblico greco oggi a 330 miliardi di euro, mettere fine alle politiche di austerità della Grecia. Più possibilista la «Sinistra democratica», che aveva lasciato la coalizione lo scorso anno: una riunione del partito che conta su 17 deputati è convocata per lunedì per decidere se accettare la proposta di Samaras. La proposta di Samaras arriva dopo le accuse di corruzione per 3 milioni di euro in cambio del voto a favore del candidato presidenziale che un parlamentare appartenente ai “Greci indipendenti” ha lanciato in tv verso l'esecutivo. Una brutta storia che avvantaggiato nei sondaggi proprio Syriza, la sinistra radicale che chiede il voto anticipato da mesi. Samaras spera anche in un aiuto dal piccolo partito di Sinistra democratica (Dimar), oggi all'opposizione, ma che in precedenza aveva appoggiato la maggioranza fino alla brutale chiusura in una notte della tv pubblica greca. Tutti movimenti e concessioni politiche che però sembrano arrivare troppo tardi e soprattutto sull'onda delle aspre polemiche suscitate sul presunto tentativo di corruzione di un parlamentare dei Greci indipendenti.
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Politica Sun, 21 Dec 2014 23:56:18 +0100
Russia-Grecia: firmato contratto militare nonostante le sanzioni Ue http://italian.irib.ir/notizie/mondo/item/176166-russia-grecia-firmato-contratto-militare-nonostante-le-sanzioni-ue http://italian.irib.ir/notizie/mondo/item/176166-russia-grecia-firmato-contratto-militare-nonostante-le-sanzioni-ue Russia-Grecia: firmato contratto militare nonostante le sanzioni Ue
ATENE - La Grecia ha considerato più importante la propria capacità di difesa delle sanzioni e ha firmato un contratto con la Russia per la fornitura di pezzi di ricambio per i sistemi di difesa aerea "TOR-M1" e "OSA-AKM,", ha detto una fonte militare di Atene.
L'importo del contratto non è stato reso noto. "Per la Grecia questo contratto è molto importante perché consente di mantenere il corretto livello di difesa aerea" ha detto la fonte. Nonostante il fatto che la Grecia non stia acquistando nuove armi russe, tuttavia acquisisce ricambi al sistema russo, concentrandosi sulla propria disponibilità e il mantenimento ad un livello adeguato.

 

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Mondo Sun, 21 Dec 2014 23:48:33 +0100
Tunisia: exit poll, Essebsi al 53,8% http://italian.irib.ir/notizie/mondo/item/176165-tunisia-exit-poll,-essebsi-al-53,8 http://italian.irib.ir/notizie/mondo/item/176165-tunisia-exit-poll,-essebsi-al-53,8 Tunisia: exit poll, Essebsi al 53,8%
TUNISI - Secondo i dati pubblicati dalla società 3C etudes e resi pubblici dalla tv di Stato Conseil Beji Caid Essebsi è primo con il 53,8% delle preferenze e Moncef Marzouki segue al 46,2%.
Dati simili nell'exit poll della società Sigma: Essebsi è in testa alle preferenze degli elettori con il 55,5% contro il 45,5% di Marzouki.
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Mondo Sun, 21 Dec 2014 23:46:55 +0100
Isil: Iraq, dopo Sinjar i curdi puntano a Mosul http://italian.irib.ir/notizie/mondo/item/176164-isil-iraq,-dopo-sinjar-i-curdi-puntano-a-mosul http://italian.irib.ir/notizie/mondo/item/176164-isil-iraq,-dopo-sinjar-i-curdi-puntano-a-mosul Isil: Iraq, dopo Sinjar i curdi puntano a Mosul
ERBIL - Va avanti con successo l'avanzata dei peshmerga nel Nord dell'Iraq.
Dopo aver ripreso il controllo della città di Sinjar gli 8000 combattenti curdo iracheni proseguono nella loro battaglia di liberazione dalle milizie dell'Isil. Al loro fianco i droni della coalizione internazionale che li guidano verso le basi e gli accampamenti dei terroristi. Centinaia gli ostaggi yazidi, rapiti ad agosto dall'Isil, liberati. Obiettivo dei peshmerga, che sarebbero ormai giunti nei pressi del villaggio Tel Afar é Mosul. Roccaforte dell'Isil in Iraq e seconda città del Paese. Violenti i combattimenti delle ultime ore tra le due fazioni. I combattenti curdo iracheni denunciano alcuni feriti tra le loro file, ma l'avanzata non si arresta. "La battaglia si concentra per ora nei dintorni di Sinjar" spiega Kamran Kochar, combattente tra le file dei peshmerga"La maggior parte della città è sotto il nostro controllo. La scorsa notte, l'Isil ha provato ad attaccarci due volte, ma li abbiamo respinti. Sono fuggiti verso Siria e Giordania". A congratularsi con i peshmerga per i successi ottenuti è arrivato Sinjar anche il Presidente della Regione autonoma del Kurdistan Massoud Barzani, che ha annunciato di non voler lasciare neanche un centimetro del Paese ai terroristi. Sono 7000 i chilometri di territorio strappato in pochi giorni all'autoproclamato Califfato.
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Mondo Sun, 21 Dec 2014 23:36:28 +0100