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Martedì, 06 Gennaio 2015 14:25

Tredici miliardi per gli F-35

A un giorno di distanza, nes­suna rea­zione vera e forte all’annuncio della mini­stra della difesa Roberta Pinotti.
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Quattro caccia Eurofighter Typhoon italiani sono in corso di trasferimento in Lituania per dare il cambio a quattro F-16 polacchi; dalla base di Siaulai, dal 1° gennaio pattuglieranno lo spazio aereo dei Paesi Baltici nell’ambito della Nato Air Policing Mission. Il controllo dei cieli di quei Paesi (privi di forze aeree), da anni viene svolto a rotazione dalle aviazioni di altri Paesi membri della Nato; nella primavera scorsa, in concomitanza della crisi ucraina, la consistenza della missione è stata triplicata, portandola a 12 caccia. Con questo impegno nel Baltico, l’Italia diviene il primo Paese dell’Alleanza a pattugliare i cieli di quattro Stati: Islanda, Slovenia, Albania e ora anche Lituania: un impegno massiccio e dispendioso per l’Italia, ma che non si ferma a questo, perché l’Aviazione Militare, con un contingente di base in Kuwait, è impegnata a sostenere le operazioni farsa contro l’Isil con quattro Tornado attrezzati per la ricognizione, due Predator e un’aviocisterna per il rifornimento in volo KC-767. Inoltre, come abbiamo sottolineato in un recente articolo, è presente con due Predator a Gibuti, ufficialmente per il supporto alle operazioni contro la pirateria, nella sostanza per monitorare l’area del Corno d’Africa, in ovvio collegamento con i comandi Usa. Ma non basta, perché presto, come abbiamo preannunciato, altri Predator saranno rischierati in Africa Centrale per il controllo di Nigeria, Mali e il sud della Libia, in sostituzione di un Predator Usa basato in Ciad.   È un dispiego di mezzi ingente quanto costoso, che non è finalizzato alla tutela di precisi interessi del Sistema Italia, ma all’obbedienza pronta a ogni esigenza espressa dal Pentagono. Lo stesso record di pattugliamenti in ambito Nato, non è certo dettato dalle dimensioni delle nostre forze aeree, ma dal fatto che, quanto a sudditanza e assoggettamento agli interessi di Washington, siamo primi in Europa.   È uno spregevole primato che dimostriamo in ogni occasione, anche e soprattutto andando sistematicamente contro gli interessi del Paese pur di obbedire.    Di Salvo Ardizzone Fonte: ilfarosulmondo.it
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ROMA - Giulietto Chiesa, giornalista ed ex parlamentare europeo, in merito all’attuale situazione geopolitica, sottolinea che:
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La fusoliera dei caccia operanti in tutta l’Europa sarà affidata alle “cure” del polo di Cameri di Finmeccanica. La manutenzione dei motori invece assegnata alla Turchia Il Pentagono ha comunicato oggi di avere scelto l’Italia per la manutenzione della fusoliera dei caccia F35 costruiti da Lockheed Martin, con la Gran Bretagna come paese di sostegno. Contemporaneamente all’annuncio del Pentagono, una conferenza stampa sullo stesso tema è stata convocata presso l’ambasciata Usa in Italia. Il ministro della Difesa Roberta Pinotti e l’ambasciatore americano a Roma John Philips hanno annunciato che sarà lo stabilimento italiano di Cameri (Novara) il polo di manutenzione prescelto, per tutti gli F35 operanti in Europa (sia di quelli che saranno acquistati dai Paesi europei, sia di quelli americani). Il ministro e l’ambasciatore hanno sottolineato le ricadute economiche positive per l’occupazione e per l’indotto. La manutenzione dei motori sarà invece fatta, sempre a partire dal 2018, dalla Turchia con Norvegia e Olanda che fungeranno da sostegno più avanti nel tempo.
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TEHERAN (RADIO ITALIA IRIB) - Marinella Correggia, membro della Rete No War e anche della campagna del Comitato italiano Usciamo dalla Nato, e' stata intervistata dalla nostra Redazione per rispondere alla domanda: Perche' l'Italia dovrebbe uscire dalla Nato?
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Martedì, 09 Dicembre 2014 08:19

Perché dobbiamo uscire dalla Nato

Campagna per l'uscita dell'Italia dalla nato
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La Commissione esteri del Senato, in una risoluzione sulla Siria (Doc. XXIV, n. 43), ha impegnato il governo a «sostenere in tutti i modi, incluso quello militare, l’azione della coalizione internazionale».
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Sembra che non tutto stia funzionando secondo i piani della Nato. Gli sforzi per rafforzare i propri confini in Europa orientale, e quindi in Ucraina, sono inciampati nella mancanza di attrezzature e finanziamenti.
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L’Italia ha deciso di inviare quattro Tornado in Kuwait, con al seguito alcune centinaia di specialisti, nell’ambito delle operazioni contro l’Isil.
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