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Lunedì, 02 Novembre 2015 07:17

Il fanatismo, falso volto dell’islam(3)

Amici esaminado le radici della nascita della falsa retta del wahabismo nel cuore dell’islam sunnita nella Penisola araba, vi abbiamo detto che storicamente questo movimento deve il suo nome al teologo arabo  Ibn Taymiyya che era sostanzialmente avverso ad ogni innovazione che esultasse dall’interpretazione del Corano e propugnava una rigida applicazione della sharia ed il ritorno all’ortodossia delle origini, all’islam, a suo dire, praticato dai ‘pii predecessori’ ossia la generazione dei Compagni del Profeta.

Qualche secolo dopo i pensieri radicali di Ibn Taymiyya influenzarono profondamente Muhammad ibn Abd al-Wahab che era un chierico hanbalita a Najd. Le idee di Ibn Wahab sull’Islam ormai furono più radicali e fondamentaliste del suo ispiratore Ibn Taymmya; Secondo la scuola di Ibn Wahab chiunque non credesse nella sua interpretazione dell’Islam era un miscredente. In quel periodo, all’inizio del 1900,  il mondo islamico fu sotto attacco dei coloni occidentali e circondata dalle truppe coloniali che avevano ambizioni territoriali verso l’Impero ottomano e lo volevano smantellare e spartirsi.  Gli inglesi procedevano da est dove avevano conquistato una vasta parte dell’India e tentavano inoltre  di invadere anche le coste del Golfo Persico. Napoleone invece avendo occupato l'Egitto, la Siria e la Palestina pensava di aumentare e rafforzzare sempre di più la presenza dei francesi in India. I russi zarista attaccando continuamente l'Iran ed i territori ottomani miravano a estendere il  loro territorio fino ai confini della Palestine ed al Golfo Persico. Anche gli americani aggredendo la Libia e l’Algeria desideravano con avidità portare sotto il loro controllo i paesi islamici del Nord Africa. Proprio in quei momenti difficili che il mondo islamico aveva essenzialmente bisogno di essere uniti tra di loro  per poter affrontare i piani ostili dei propri nemici, Ibn Wahab con le sue idee radicali e controverse minavano la solidarietà del mondo musulmano creando divisioni tra i credenti.

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Alla fine del XVIII.mo secolo gli imperialisti britannici crearono due forze distruttive apparentemente antagoniste, il sionismo da una parte, il Wahabismo o salafismo dall’altra. In quel periodo gli inglesi applicando il motto “divide et impera“ cercavano di espandere le loro ambizioni colonialistiche e controllare e saccheggiare il popolo. Il dipartimento della Difesa degli Stati Uniti ha pubblicatole traduzioni di alcuni documenti dei servizi segreti iracheni risalenti al regime di Saddam. La relazione si basa sulle memorie di Hempher, che descrivono in dettaglio come questa spia britannica in Medio Oriente fosse in contatto con Abdul Wahab, per creare una versione sovversiva dell’Islam, il Wahabismo, divenendo il culto fondativo del regime saudita. La prima comparsa delle "Memorie" di Hempher in Oriente avvenne in Turchia, Paese nel quale furono rinvenuti cinque volumi detti Mir'at al-Haramayn ed attribuiti allo scrittore Ayyub Sabri Pasha. Opera che godrebbe ancora di notevole credito presso molti studiosi arabi e mediorientali.  Il libro-raccolta autobiografico di confessioni racconta la storia della spia di Sua Maestà, che agli inizi del 1700, si finse musulmano infiltrandosi nell'Impero Ottomano con l'obiettivo di indebolire e sovvertire l'Islam rendendolo funzionale agli interessi dell'impero anglofono.

Nella metà del XVIII secolo, Hempher prese contatto con Wahab a Bassora al fine di istituire la setta wahabita.

Hempher nelle sue memorie riferendosi a questo incontro con Ibn Wahab scrisse: " Mohammad Ibn Abdul Wahab fu proprio la persona giusta che da tanto tempo cercavo. Lui fu arrogante e egoista. Detestava gli ulema del suo tempo e non dava alcun peso alle loro idee.  Ibn Wahab non riconosceva perfino la legittimità dei primi quattro califfi, “ben guidati”( cioè i primi quattro dopo Maometto (Abu Bakr, Omar, Othman e Ali) e per emettere le sue fatwa si fidava unicamente della sua interpretazione del corano. Riconoscendo queste sue debolezze riuscii a influenzzarlo facilmente.”

Però come vi abbiamo anche già detto in quel periodo le interpretazioni fondametaliste e false di Ibn Wahab furono contestate e respinte fortemente dagli ulema islamici e dai musulmani; perfino suo padre e suo fratello Sulaiman ammonirono la Nazione islamica (Umma) circa Muhammad ibn Abd ul Wahab e le sue innovazioni. E fu solo dopo la morte di padre che Ibn Wahab trovò la possibilità di dichiarare e divulgare apertamente le sue idee radicali.

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