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Sabato, 12 Settembre 2015 06:17

Fanatismo: il falso volto dell’Islam (2)

Amici nella puntata precedente vi abbiamo parlato di Ibn Taymiyya di Harran colui che ispiro' quella che sarebbe stata la setta del Wahabbismo. Ibn Taymiyya  credeva nel ritorno all'Islam degli antenati, in un Islam puro, quello riferibile ai primi anni dopo la morte del Profeta e identifica le prime tre generazioni di musulmani i Ṣaḥabi che venivano tutti considerati come dei modelli esemplari di virtù religiosa.

 

Egli presentandosi come un salafita riconosceva come fonte inderogabile del credo islamico solo il Kitab (ossia il Libro del Corano) e la tradizione (Sunna) regolarmente trasmessa dai cosiddetti ‘pii predecessori’ ossia la generazione dei Compagni del Profeta. I suoi pensieri e le sue considerazioni radicali sulla dottrina islamica provocarono dure polemiche e tensioni nel mondo islamico però grazie agli sforzi compiuti dagli ulema e studiosi islamici per dare risposte logiche e ragionoveli ai dubbi nati dalle sue idee nella mente dei musulmani, i falsi pensieri di Ibn Taymiyyah furono man mano scordati. Però cinque secoli dopo un teologo arabo dal nome Abd al-Wahhab al-Najdī influenzato notevolmente dai pensieri di Ibn Taymiyya fondò la setta del “Wahabismo”.

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Muḥammad ibn Abd al-Wahhab al-Najdi nacque nel 1703 ad al-‘Uyainah, nel centro della regione del Najd, considerata da sempre tra le più inospitali d’Arabia. Qui, il ragazzo approfondì le scienze religiose; poi completò il suo percorso di studi nei centri d’insegnamento più prestigiosi, tra cui la Mecca, Medina e Basra (Bassora), dove approfondì la dottrina di Ibn Taymiyya. Anche Ibn Wahab come il suo ispiratore Ibn Taymmya credevano in un ritorno all’Islam delle origini e quindi criticava e derideva sempre molte credenze dei musulmani definendole innovative e ben lontane dalle origini dell’Islam. A Medina, per esempio, lui si opponeva duramente al tawassul in particolare al Profeta Muhammad(as) (fare ricorso al Messaggero di Dio e gli awuli ullah per intercessione presso Allah) e alle visite alle tombe dei santi. Ibn Wahab proprio per queste sue idee radicali fu espulso da Medina. Poi si trasferì a Bassora dove fu ancora allontanato dalla gente per la stessa ragione.

Si dice che Ibn Wahab da giovane si interessava molto allo studio della vita dei personaggi come Musaylima Kazab, Sajjaj, Aswad Anasi... i bugiardi che si proclamarono falsamente i profeti divini.

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Le idee di Ibn Wahab sull’Islam ormai furono più radicali e fondamentaliste del suo ispiratore Ibn Taymmya; egli si allontano' complettametne dalla retta via. Ibn Wahab era così in preda al delirio che applicò versi del Corano, rivelati riguardo a coloro che non accettavano Dio, a tutti i musulmani che non credevano in lui. In breve, secondo la sua scuola chiunque non credesse nella sua interpretazione dell’Islam era un miscredente. Abdul-Wahab malato di pensieri squilibrati chiamava la Mecca e Medina come "Dar-al-Kufr" (Casa dei pagani) e "Dar-al-Harb" (Casa della Guerra) e lui aveva reso obbligatorio per i suoi seguaci la distruzione e l’occupazione di questi luoghi sacri. Abdul Wahab ed i suoi seguaci erano ben noti per la loro tendenza al comportamento aggressivo ed alla violenza. Suo padre che era un uomo pio e giusto e così pure suo fratello Sulaiman, entrambi seguaci della scuola Hanbalita, respinsero fortemente le idee fondamentaliste di ibn Wahab e finchè era vivo suo padre  non permetteva a suo figlio di diffondere apertamente le sue idee radicali e false. Dopo la morte di padre, Ibn Wahab trovò la possibilità di dichiarare e divulgare apertamente le sue tendenze estramiste  contro le quali un gran numero degli studiosi musulmani si schierarono. Sheikh Suleiman per contrastare le innovazioni introdotte da suo fratello scrisse subito un libro dal titolo "Illuminazione divina nel rifiutare gli insegnamenti wahhabiti" stampato in Iraq contro il Wahabismo. Egli scrisse numerose lettere mettendolo in guardia suo fratello dall’eresia. Muhammad ibn Abd ul Wahhab ed i suoi seguaci iniziarono ad ottenere influenza su tribu' dopo tribu' in particolare nella regione di Najd. Infatti Ibn Wahab approffittò della povertà culturale ed economica del popolo di quella regione che era composto da semplici beduini analfabeti e di poca conoscenza religiosa, per fargli credere nella sua nuova interpretazione fondamentalista dell’Islam.  Però è da notare che ibn Wahab per sviluppare e divulgare le sue idee false in quella regione dell’Arabia godette del sostengo di Muhammad bin Saud, principe di un’oasi della regione del Najd e delle potenze coloniali come la Gran Bretagna.

 

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