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Lunedì, 31 Agosto 2015 05:36

Islam, la mia scelta(101): Abubakr Ruben dall’Australia

L’anima umana è la scena di una lotta di due poteri in competizione. Il potere Divino lo attrae verso sfere celesti e lo ispira ad atti di bontà. Il potere del diavolo lo tenta verso regni di tenebre e vergogna, e lo invita ad atti malvagi. Quando le forze divine sono vittoriose, una persona emerge come un essere virtuoso e benedetto, in compagnia dei profeti, dei santi e dei pii. Quando, invece, dominano le forze sataniche, la persona diviene ribelle e viziosa ed è in compagnia di miscredenti, oppressori, malfattori e quelli che sono maledetti.

 

Jihad al-nafs è la lotta contro le idee malvagie, i desideri e poteri di lussuria, rabbia, ed immaginazione insaziabile, ponendoli tutti sotto i dettami della ragione e della fede in obbedienza ai comandi di Dio, ed infine, l’eliminazione di tutte le idee ed influenze sataniche dall’anima. Questa lotta è considerata come la più grande lotta (al-jihad al-akbar) in quanto è molto più difficile che combattere sul campo di battaglia, perchè nella lotta contro l’ego si deve costantemente combattere i nemici che sono ospitati dentro se stessi. nell’islam viene sempre consigliato che uno deve dedicarsi un po' di tempo ogni giorno per riflettere sui propri doveri verso Dio, Che lo ha portato in questo mondo, gli ha concesso un corpo ed un cervello sano, e lo ha dotato d' intelletto e capacità, che sono tutte fonti di piacere e gioia nella sua vita. Iddio ha inviato anche i profeti ed il Suo Libro Santo come mezzo di guida e di salvezza. L'obiettivo di questa vita e lo scopo di tutte queste benedizioni è più nobile del seguire i desideri mondani e le cattive inclinazioni che sono di breve durata e temporanee. La morte può venire a bussare in qualsiasi momento. Questo mondo è un luogo per fare buone azioni che risultino in gioia permanente e portino in una più alta sfera dell'esistenza. Una persona dovrebbe quindi riflettere sul suo destino e la sua impotenza nei contronti del tempo e degli anni che stanno passando. Uno di queste persone era Abubakr Ruben dall’Australia. Vi invitiamo ad ascoltare la storia del suo ritorno all’islam. non mancate!

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Ruben inizia così la storia della sua conversione all’islam:” per me tutto fu cominciato quando frequentavo il primo anno dell’università. In quel periodo affrontai molte difficoltà nella mia vita. I miei genitori si divorziarono. Ero psichicamente sotto una terribile pressione. Gli amari eventi di quegli anni fecero sollevare molte domande nella mia mente sulla mia esistenza e sullo scopo della vita. Io ero cresciuto in una famiglia non credente. Da bambino loro mi ripetevano sempre che non esisteva Dio e che non c’era la vita dopo la morte. Però io sempre dentro di me provavo  un senso di vuoto e cercavo la verità della vita. Quindi per trovare la risposta delle mie domande cominciai a studiare i libri sul cristianesimo. Quei testi ambigui e non chiari del cattolicesimo non solo non risposero ai miei dubbi ma anche fecero nascere nuove  domande nella mia mente curiosa. Ogni volta che per trovare la verità mi rivolgevo a un parroco mi spiegava solo le proprie interpretazioni personali sul cristianeismo senza riferirsi veramente alla Bibbia. Infatti gli insegnamenti del cristianesimo non potevano rispondere le mie numerose domande sulla vita”.

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“ Mi sentivo molto confuso e deluso. Quindi decisi di cercare le mie domande conoscendo altre religioni del mondo tra cui l’ebraismo, il buddismo e l’induismo. Però ciascua di queste fede riusciva solo a rispondere una parte delle mie domande. inoltre in esse c’erano delle nozioni contradditorie che non mi convicevano. Un giorno uno dei miei compagni di classe vedendomi deluso di trovare la verità mi chiese se avessi studiato anche l’islam. a sentire quella parola rimasi molto scioccato perchè in quel periodo a causa delle campagne anti-islamiche lanciate dai media nel nostro Paese, ritenevo l’islam una religione violenta ed aggressiva. Dopo quel colloquio con il mio amico mi incuriosii molto di conoscere l’islam. Anche se all’inizio per me era molto difficile però per convincere me stesso sulla veridicità di ciò che avevo sentito sull’islam decisi di studiarlo. Quindi andai in una moschea della città e ci entrai senza togliermi le scarpe. Vidi un uomo pregare. Mi diressi verso quell’uomo che si stava prosternando e stetti a guardarlo per qualche minuto. L’imam della moschea vedendo guardare con curiosità la preghiera di quell’uomo si avvicinò a me. A dire il vero avendo un’immagine negativa sulla fede islamica vedendo quell’imam avvicinarsi a me pensai che quel giorno fosse l’ultimo giorno della mia vita.  Però lui che si chiamava Abu Hamza mi accolse simpaticamente e mi guidò verso il suo ufficio. Io approffitando dell’occasione gli feci le mie domande su Dio e sulla fede islamica. Lui. al contrario dei parrochi mi rispondeva riferendosi al corano sacro libro dei musulmani. Le sue parole erano molto logiche e convincenti. Quindi presi una coppia del corano. Ero molto emozionato. Appena arrivari a casa cominciai a leggerlo. Era una notte calma. In quel libro potevo trovare la risposta delle mie domande. Mentre leggevo il corano, lo chiusi all’improvviso e mi rivolsi al Signore dicendogli che decisi di diventare musulmano. Però per rendermi più sicuro il cuore avevo bisogno di qualche prova ed indizio. Chiusi i miei occhi e aspettai qualche segno da pare di Dio . però quando aprii gli occhi non successe niente. Gli supplicai ancora una volta di indicarmi un segno però ancora niente. Aprì per caso il corano. Davanti a me vidi i versetti della sura Al-Jâthiya (La Genuflessa ):”In verità nei cieli e sulla terra ci sono segni per coloro che credono,  nella vostra creazione e negli animali che dissemina [sulla terra], ci sono segni per coloro che credono con fermezza.

Nell'alternarsi della notte e del giorno, nell'acqua che Allah fa scendere dal cielo e per mezzo della quale vivifica la terra dopo che era morta, nel dispiegarsi dei venti, ci sono segni per coloro che ragionano.” Infatti questi versetti erano un indiscutibile segno invaitomi da parte del Signore e così io decisi di diventare musulmano” conclude il neo-musulmano australiano Ruben.

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