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Lunedì, 10 Agosto 2015 05:39

Islam, la mia scelta(100): Abu Hadi

Islam, la mia scelta(100): Abu Hadi
L'Islam è molto più di una religione formale: è un modo di vita integrale. Per molti versi è un fattore più determinante, per l'esperienza dei suoi seguaci, di qualsiasi altra religione. Il musulmano ("colui che si sottomette") vive faccia a faccia con Dio in ogni momento e non introduce alcuna separazione tra la sua vita e la religione, la sua politica e la sua fede.

Con il suo forte accento sulla fratellanza degli uomini, che cooperano per compiere la volontà di Dio, l'Islam è diventato una delle religioni più influenti nel mondo di oggi.
Le qualità di serenità, pace, armonia,  equilibrio, semplicità e profondità caratterizzano gli insegnamenti islamici. Infatti la conoscenza del nostro Creatore si raggiunge con uno stato di serenità, di giustificazione, di comprensione e di amore che trascende la stessa dottrina.
Nel mondo di oggi la causa del malessere e dei più grandi problemi contemporanei è infatti la mancanza di pace interiore, di serenità, di felicità. Tutto mentre chi crede di cuore in un Creatore onnipotente ed onnisciente affrontando le difficoltà della vita non si sente facilmente deluso e agitato; il Ricordo del Signore gli porta una forza e pace interiore. E questa tranquillità dell’anima si raggiunge infatti per questi motivi:
Perché affidandosi al suo Signore il credente risponde alla sua natura più intima connaturata la «fitra» che lo invita al puro monoteismo (tawhid), come dice Allàh l’Altissimo:
 
«Rivolgi il tuo volto alla religione come puro monoteista (hanif), natura originaria (fitra) che Allah ha connaturato agli uomini; non c’è cambiamento nella creazione di Allah. Ecco la vera religione, ma la maggior parte degli uomini non sa».
Ancora, perché il credente risponde alla sua domanda esistenziale interiore: «Chi sono, perché sono qui? Chi ha creato quest’Universo?»
Chi non crede in alcuna religione divina, durante la sua vita ha davanti tante strade, ma non sa quale scegliere, non sa quale sia quella giusta, e perciò procede a caso, alla cieca, ma la Vera Guida, la Buona Guida (Hudà) è Allàh. Amici in questa puntata Abu Hadi dall’America ci racconterà la storia della sua conversione all’Islam. Non mancate!
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Abu Hadi inizia così il suo racconto:“Io mi chiamo Abu Hadi. Quando avevo 4 anni i miei genitori divorziarono e mio padre si trasferì in un’altra città e ci abbandonò per sempre. Io avevo un fratello e una sorella più piccoli di me. Quindi mia madre per poter mantenere la nostra famiglia lavorava duramente. Però da sola non riusciva a guadagnare in misura sufficiente per vivere. E alla fine fu costretta a portarci tutti a vivere a casa dei miei nonni. A quei tempi, per dimenticare quella difficile vita che vivevamo, mi rifugiai nella musica e nella poesia. A 12 anni comprai la mia prima chitarra elettronica. Suonavo così freneticamente la chitarra che mi facevano male le mani. Mio nonno vedendomi così inquieto decise, per così dire, di salvarmi. Ed ogni domenica mi portava con se in chiesa. Frequentando di più la chiesa mi piacque tanto questa abitudine religiosa. Là incontravo diversa gente e discutevo con i parrochi su Gesù, sulla religione e la filosofia. Il parroco aveva conseguito il master in teologia. Durante le nostre discussioni io mi resi subito conto che il Cristianesimo non poteva rispondere ragionevolmente a tutte le mie domande. Malgrado questa delusione ed insoddisfazione continuai ancora a frequentare la chiesa. Nel frattempo continuavo a imparare e suonare la musica ed alla fine insieme ad un gruppo di amici creammo un gruppo musicale.”
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“Dedicandomi sempre più alla musica, mi allontanavo dalla religione e dalla spiritualità. Suonavo nelle feste e là bevevo molto bevande alcoliche e a volte consumavo perfino droga. Però quando stavo da solo pensavo molto ai miei comportamenti. Pur raggiungendo il mio sogno di fare parte di un gruppo musicale non mi sentivo affatto felice. C’era qualcosa che non andava bene. Pian pian mi sentivo lontano dai miei amici e dai loro pensieri. Non sapevo verso quale destinazione mi stava guidando la mia anima.
In quel periodo, da una parte, ero del tutto immerso nel divertimento e nei piaceri ed  dall’altra dentro di me non ero soddisfatto di ciò che avevo e di ciò che facevo. Per liberarmi da questi pensieri spiacevoli decisi di divertirmi più freneticamente , di bere di più e di dedicarmi del tutto alla musica. Però nemmeno tutto questo fu utile. Il mio cuore continuava  a soffrire di solitudine e di insoddisfazione. Per me la vita non aveva più senso. Alla fine un giorno feci ciò che da quasi 2  anni non avevo fatto cioè pregai.
Chiesi al Signore di aiutarmi a trovare la via giusta e a liberarmi da quella terribile depressione che mi torturava terribilmente.  Era proprio in quel periodo che mia madre abbracciò l’Islam e divenne musulmana. Lei mi parlava delle volte dell’Islam. Il suo comportamento dopo la conversione alla fede islamica era cambiato in meglio. Io vedendo mia mamma diventare più forte, decisa e paziente decisi di conoscere quella fonte che le aveva dato tutta quella forza, cioè l’Islam. In questo percorso di studio e di ricerca mia madre mi aiutò molto e mi fece conoscere alcuni musulmani con i quali io discussi molte ore sulla filosofia della religione e sugli insegnamenti islamici. Ed alla fine dopo qualche mese di ricerca decisi di fare la shahada(testimonianza islamica). Lasciai per sempre quel gruppo musicale ed oggi sono contento di questa mia scelta.

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