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Lunedì, 15 Giugno 2015 05:55

Islam, la mia scelta(98):Kawari Nakata

L’essere umano desidera insitamente la religione. Egli durante tutta la sua vita si dà costantemente da fare per realizzare la propria felicità, ricerca i mezzi piú efficaci a consentirgli di soddisfare i propri bisogni e raggiungere cosí i propri scopi; egli, senza dubbio, aspira a un mezzo invincibile e sempre efficace per realizzare i suoi desideri.

 

In natura non esiste alcuna causa il cui effetto sia perpetuo,. Da ciò si deduce che questa naturale tendenza dell’uomo a ricercare un invincibile mezzo per raggiungere la felicità e la reale pace interiore, è in realtà desiderio d’Islam, perché soltanto Dio l’Altissimo è invincibile, insoggiogabile nella sua volontà, immune da qualsiasi difetto e mancanza, e il solo metodo di vita avente una reale e totale relazione con Dio l’Altissimo è quello indicato dalla religione islamica.

È possibile quindi affermare che tale desiderio istintivo dell’uomo è una delle migliori prove in favore dei tre princípi della religione (l’Unicità di Dio, la Profezia e la Risurrezione), poiché la comprensione innata dell’uomo, necessaria conseguenza della sua particolare natura, non sbaglia mai. Cosí egli non confonde mai il concetto di amicizia con quello di inimicizia, come non confonde la sensazione di sete che prova dentro di sé, con quella che avrebbe nel caso in cui fosse dissetato.

 

È poi vero che talvolta l’uomo desidera cose che apparentemente non hanno nulla a che vedere con quanto abbiamo sinora detto; desidera ad esempio, avere, al pari di un uccello, ali e piume per volare, o addirittura essere, al pari di un astro, nell’alto dei cieli. Tuttavia nel fondo del cuore egli desidera seriamente una reale causa che lo conduca alla beatitudine, desidera raggiungere la pace assoluta, aspira a una vita realmente umana e finché vivrà, questo desiderio non si estinguerà mai.

 

Insomma, se nell’universo non fosse esistita una causa invincibile {Dio}, l’uomo, con l’essenza incontaminata che ha, non l’avrebbe pensata; se non fosse esistita una pace assoluta {propria della vita oltremondana}, se il metodo religioso {trasmessoci da Dio attraverso l’invio di profeti} non fosse stato vero, il loro desiderio non avrebbe mai trovato spazio nell’animo umano. Amici oggi vi presenteremo Kawari Nakata, la neo-musulmana giapponese che ci racconterà la storia della sua conversione all’islam. restate con noi!

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Nakata prima di abbracciare l’islam non credeva molto in Dio e non lo riteneva nemmeno necessario. Lei parlando al riguardo ci racconta:”Io avevo una vita felice e mi sentivo soddisfatta di ciò che avevo e facevo. E non ritenevo necessario la presenza di un Dio nella mia vita. Però a un certo punto, tutto fu cambiato. La vita non mi offriva più nessuna novità. Il terribile trantran della vita quotidiana mi dava ormai molto fastidio e la vita non aveva più senso per me. Quindi per scappare da questa terribile sensazione del nichilismo decisi di rifugiarmi nella spritualità e di conoscere di più le diverse religioni del mondo. Quando studiavo all’università una signora che  propagava la fede cristiana frequentava molto la nostra casa. Lei mi parlava degli insegnamenti del cristianesimo. All’inizio la seguivo con molta emozione e curiosità. Però approfondendo la mia conoscenza sulla fede cristiana, rimasi delusa. Perchè in questa fede non trovai la verità che cercavo. Poi decisi di praticare il buddismo. A Kyoto, dove io abitavo c’erano molti templi buddisti. Vicino a casa nostra c’era un antico templo dove io, ogni giorno e per tre mesi, andavo a pregare. Concentrarmi durante la preghiera era difficile e nello stesso tempo molto dolce. Dopo un certo periodo, però, mi resi conto che c’era ormai molta distanza tra quella mia vita sprituale e la vita reale che scorreva nel mondo esteriore. Non mi sentivo più motivata e attiva. Ed il sogno di avere una vita vivace e felice ormai fu allontanata da me”

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Nakata per continuare lo studio decise di trasferirsi in Francia. Un viaggio che cambiò radicalmente la sua vita:” in Francia mi capitò una cosa interessente. Là conobbi un musulmano. Lui credeva profondamente nella sua religione e sempre nelle discussioni la difendeva in modo logico e deciso. Questo suo carattere mi piaceva molto. Desideravo essere tanto tranquilla quanto  lui. quindi per conoscere la religione che lui seguiva decisi di condurre delle ricerche sull’islam. fino a quel tempo non conoscevo molto la fede islamica e non avevo neppure alcun interesse a conoscerlo. Quindi presi una copia del corano in francese e cominciai a leggerla. Però per me era un po’ difficile capirla quindi decisi di chiedere aiuto ai musulmani. Ed un giorno andai alla moschea più vicina a casa mia. Era la prima volta che visitavo dal vicino una moschea. Ero uno spazio strano, mi sentivo estranea a quello spazio e nello stesso tempo mi sentivo tranquilla. Là regnava una atmosfera molto sprituale. Qualche voce dentro di me, mi diceva che avrei trovato al più presto quella verità che cercavo da tanto tempo. Nel giardino della moschea c’era una piccola libreria. Ci entrai e chiesi al commesso come potessi trovare qualcuno per presentarmi l’islam ed il corano. Lui mi portò alla biblioteca della moschea. Là vidi un gruppo delle donne musulmane con l’hijab che ascoltavano il discorso di una altra musulmana che le spiegava i principi dell’islam. loro vedendomi, mi accolsero a braccia aperte. Esse erano molto attive e vivaci. Da quell’ora. Io insieme a loro partecipavo a quelle riunioni che si tenevano a Parigi. Conoscendo di più i musulmani e leggendo i loro testi sacri, mi accorsi subito che l’islam non era affatto una religione aggressiva e violenta anzì era la religione di pace e amicizia. L’islam offriva un piano molto logico e ragionevole per la vita. Nell’islam trovai quella tranquillità che cercavo da tanto tempo e quindi decisi di diventare musulmana” conclude la neo-musulmana giapponese

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