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Mercoledì, 11 Febbraio 2015 08:05

Islam, la mia scelta(88): Karima Ranzi

Islam, la mia scelta(88): Karima Ranzi
Oggi in Occidente gli appelli a mobilitarsi contro l'Islam che a loro dire  "invade" e "disgrega" la " società occidentale" si moltiplicano, al punto da dare vita a vere e proprie campagne anti-islamiche, che chiamano anzitutto i lavoratori a difendere la "loro" civiltà dalla contaminazione di un tal pericoloso virus. Gli appelli non finiscono nell'indifferenza.
Sarebbe da ciechi non vederlo, e sarebbe da perfetti ignoranti pensare che attecchiscono solo per merito del bombardamento mediatico che ne viene fatto allo scopo di deviare l'attenzione dai problemi veri e dai veri responsabili. Esse offrono soluzioni false e pericolose a contraddizioni reali.
Gli argomenti principali di queste campagne risiedono sul fatto che i musulmani sono irriducibilmente diversi "da noi", che non potranno mai integrarsi davvero nella "nostra" società, che la loro fede va a una religione aggressiva e violenta, che postula non una semplice testimonianza ma una vera e propria milizia votata alla conversione degli infedeli o, in alternativa al loro sterminio; una religione, per di più, che impone pratiche arcaiche e disumane agli adepti, soprattutto alle donne .
Questi argomenti però sono totalmente falsi e alcuni giudizi sono interessatamente ingenerosi, ma si uniscono a prese d'atto incontestabili sull'impossibilità di integrazione, salvo che ne riversano, mistificatoriamente, la responsabilità sull'Islam.
Il risultato di queste campagne è di mettere cristiani contro musulmani, occidentali contro orientali, e così via in una Babilonia di conflitti che ottiene un decisivo effetto: evitare qualunque saldatura di lotta tra gli sfruttati di tutto il mondo contro il sistema imperante. Divide et impera. Una divisione che è, anzitutto divisione in seno alla classe proletaria. Sancire l'inferiorità religiosa, culturale, sociale dei popoli non-occidentali equivale a consolidare il potere, sii di loro da parte di tutte le istituzioni finanziarie, politiche e militari del cosiddetto "mondo civile e democratico". Amici oggi Karima Ranzi, la neo-musulmana occidentale che fu una delle vittime di queste campagne anti-islamiche, scoprendo il vero volto dell’Islam, ci racconterà la storia della sua conversione alla fede islamica, restate con noi!

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Karima Renzi, dall’America, dopo aver condotto per tre anni delle ricerche sulla dottrina islamica decise di abbracciare questa fede. Lei parlando al riguardo ci racconta: ”Se qualche anno fa, prima di conoscere l’Islam, qualcuno mi diceva che io un giorno sarei diventata musulmana, non ci avrei creduto affatto. Perchè per me l’Islam era una religione da cui dovevo tenermi lontana ritenendola aggressiva e violenta...È davvero difficile spiegare che cosa mi spinse esattamente verso la fede islamica. Quegli anni di ricerca, erano difficili e allo stesso tempo dolci. Prima di conoscere l’Islam, per me la spiritualità era una parte importante della vita. Io ero una fedele ma non appartenente a congregazioni religiose. Rispettavo molto i principi morali. Finchè un giorno conobbi per caso alcuni musulmani. La loro tranquillità interiore mi colpì molto. Frequentandoli di più, mi interessai molto alla conoscenza della fede che loro seguivano e che dava loro una forza interiore così straordinaria. Fino a quel momento, a causa delle campagne anti-islamiche lanciate nel nostro Paese dai media, credevo che l’Islam fosse una religione violenta e che opprimesse molto le donne. Però quando conobbi di più i musulmani mi resi conto quanto sbagliavo”.

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La storia dei diritti e della libertà della donna è uno degli argomenti più in voga e maggiormente discussi degli ultimi anni negli ambienti culturali e giuridici. Nelle leggi islamiche, la donna ha la stessa responsabilità dell'uomo ed è – quando le condizioni di responsabilità sono tutte riunite: appartenenza all'Islam, maturità, ragione - costretta agli stessi obblighi dell'uomo: preghiera, zakat, pellegrinaggio. La donna è simile all'uomo riguardo alla ricompensa ed il castigo in questa vita e nell'aldilà. Allah Altissimo dice infatti nel (Corano 16:97) "Daremo una vita eccellente a chiunque, maschio o femmina, sia credente e compia il bene. Compenseremo quelli che sono stati costanti in ragione delle loro azioni migliori."
Karima prima della sua conversione era una femminista e difendeva i diritti delle donne e l'uguaglianza tra i sessi quindi per lei il tema dei diritti delle donne nell’Islam era una questione molto cruciale. ”Visto che io mi consideravo un difensore dei diritti delle donne, cominciai a studiare in primo piano la situazione dei diritti della donna nell’Islam. All’inizio pensavo che l’Islam violasse palesemente i diritti delle donne costrigendole a restare sempre a casa e a portare l’Hijab. Però approfondendo la mia conoscenza su questa dottrina mi accorsi che l'Islam non si opponeva affatto alla libertà ed al progresso della donna e che anzi gli insegnamenti islamici miravano a proteggerne la dignità e l’onore. Infatti l’Islam, oltre 1400 anni fa, aveva concesso alle donne musulmane  innumerevoli diritti(tra cui il diritto di voto, divorzio...) che il mondo occidentale ha riconosciuto solo oggi e dopo lunghe battaglie .
Poi condussi anche delle ricerche sulla figura del Profeta dell’Islam e sul sacro Corano, rivelatogli da parte del Signore. Studiando di più la dottrina islamica scoprivo sempre di più le stupende realtà su questa religione. E fu così che dopo tre anni di ricerca recitai la shahada e divenni musulmana” conclude Karima, la neo-musulmana americana

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