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Mercoledì, 24 Dicembre 2014 09:23

Islam, la mia scelta (83): la storia di Natascia

Islam, la mia scelta (83): la storia di Natascia
L’Islam è un sistema di vita conforme alla natura umana. E’ adatto a tutte le età e tutti i luoghi.Iddio ha creato la natura umana in modo che fosse sempre alla ricerca della verità e della padronanza scientifica delle realtà che la circondano.
Dalla nascita fino alla morte, un individuo non trascura nemmeno per un momento la ricerca scientifica e la comprensione della verità. Ovviamente questo sforzo scientifico è proporzionato alla sua età, alle sue condizioni fisiche, al suo pensiero e comportamento.
In altre parole, Iddio in questo mondo ha dato all’essere umano sufficienti strumenti per raggiungere la perfezione, la beatitudine e comprendere le realtà e le conoscenze, attraverso le quali raggiunge lo scopo della sua creazione.
Il Corano dice: “… per l'anima e Chi l'ha formata armoniosamente, ispirandole empietà e devozione. Ha successo invero chi la purifica, è perduto chi la corrompe”.
Considerando che l’essere umano è la più importante creatura divina grazie alla sua capacità di acquisire conoscenze e progredire, se un individuo non utilizza questi strumenti per la più fondamentale delle sue necessità, cioè raggiungere il fine della sua creazione che gli permette di avvicinarsi a Iddio, ed è negligente nella scelta della via che lo porta a destinazione come potrà essere giustificato? Egli è condannato dalla sua stessa coscienza e natura, poiché ha proceduto nella direzione inversa a ciò che esse esigono, e ha sopraffatto con le proprie mani la sua realtà umana.
Amici oggi vogliamo presentarvi Natascia, la neo-musulmana britannica che ci racconterà la storia del suo ritorno all’Islam! Non mancate!
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Natascia scegliendo l’Islam come miglior stile di vita ci racconta la storia della sua conversione a questa fede divina: ”Io da 12 anni provavo una forte passione per conoscere l’anima e la vita sprituale. Credevo in Dio e consideravo Gesù come l’unico Salvatore dell’umanità. Essendo appassionato della lettura, cominciai a leggere diversi libri al riguardo, durante i miei studi venni a sapere che in alcune fedi Gesù non veniva considerato come figlio di Dio ma solo come un “profeta” divino. E che perfino dopo Cristo venne anche un altro profeta che le profezie riguardo al suo avvento furono riportate perfino nei testi sacri come la Bibbia. All’inizio non potevo crederlo però dopo un po’ mi incuriosii di sapere di più al riguardo e cominciai a svolgere delle ricerche sulla profezia di Gesù e sul profeta che era venuto dopo di lui ed alla fine tutti questi studi mi condussero verso l’Islam. Un giorno mentre  leggevo un libro vidi il nome di un monaco cristiano che aveva incontrato il profeta dei musulmani, Muhammad, prima della sua profezia . Lui si chiamava Buhaira ed era uno monaco che manteneva ancora un corretto Cristianesimo. Essendo molto curiosa di sapere di più della storia completa di quell’incontro cercai altri libri ed alla fine riuscii a trovarla. Quando il profeta dell’Islam era ancora un ragazzino accompagnò suo zio Abutalib in un viaggio di affari verso Sham, l'odierna Damasco. Durante il viaggio  loro si fermarono vicino ad un monastero per riposarsi . Là incontrarono un eremita cristiano di nome Buhaira. Lui vedendo il volto luminoso del Profeta dell’Islam andò dallo zio del giovane Muhammad e gli rivelò una profezia sulla gloria futura del giovane Muhammad e sulla sua missione profetica chiamandolo l’ultimo messaggero divino. Lui intanto lo mise in guardia dalle tribù ebree della Mecca ed ammonì Abu Talib di prendersi cura del giovane. “
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Natascia leggendo questa storia rimane molto colpita e stupita. Quindi per approfondire la sua conoscenza sull’Islam e sul Profeta Muhammad continua ancora le sue ricerche e si interessa molto al carattere del nobile figura del Profeta dell’Islam. Lei vedendo in particolare la compassione, misericordia e considerazione del Profeta Muhammad (as) nei confronti dei credenti e non, si appassionò molto a questa figura divina e quindi per conoscere meglio l’Islam decise di avvicinarsi di persona ai musulmani: ”Era il mese di Ramadan nel quale i musulmani dall’alba fino al tramonto facevano il digiuno  per amor di Dio. Un giorno un mio amico musulmano mi invitò a casa sua. Loro al tramonto per spezzare il digiuno mangiavano un pasto che si chiamva “Iftar”. Non dimentichero' mai quel giorno. Là provavo una sensazione straordinaria di tranquillità. Loro prima di mangiare fecero insieme la salat(la preghiera islamica)e poi interruppero il loro digiuno con dei datteri, il tè e della zuppa. Si comportavano in un modo così amichevole che io mi sentivo a casa mia. Dopo l’Iftar loro leggessero un po’ il Corano e comiciarono a fare delle discussioni religiose. Io approfittando dell'occasione, chiesi loro delle domande riguardo all’Islam. Loro mi risposero con molta pazienza. Man mano, sentendo le loro risposte ragionevoli, sentì di aver trovato finalmente quella verità che cercavo da tanto tempo.  Quindi io alla fine dopo un lungo periodo di studio sull’Islam ed i musulmani decisi di diventare musulmana.”, conclude la neo-musulmana britannica.

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