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Sabato, 14 Dicembre 2013 09:06

Islam, la mia scelta (46): Suleiman Franco La Spina

Islam, la mia scelta (46): Suleiman Franco La Spina
La felicità è un obiettivo che ognuno cerca di raggiungere. I filosofi, gli intellettuali, i medici, gli artisti sono tutti quanti alla ricerca delle cause che portano alla felicità e delle scorciatoie per sfuggire alle difficoltà ed alle preoccupazioni.

La realtà, nel frattempo, è che le scelte attuali offrono solo una felicità caduca oppure parziale. In molti casi queste sono delle medicine che ti aiutano temporaneamente, mentre, quando il loro effetto finisce, i dolori raddoppiano.

Una realtà che non si può negare è che la felicità eterna non si può raggiungere, tranne che con la fede nel Signore ed inseguendo la Sua guida. Dato che Egli ha creato l’umanità, conosce benissimo ciò che la rende felice, ciò che è a suo beneficio ed al contrario pure ciò che la affligge e che la danneggia. Un numero di filosofi hanno accettato che le persone religiose hanno una vita piacevole, senza molte preoccupazioni.

Nel mondo moderno di oggi vediamo ogni giorno molte persone che pur godendo della ricchezza e persino di fama modiale, non riescono a quella felicità e serenità interiore commettendo quindi il suicidio.

Dio dice nel Corano:

 "In verità, i cuori non si rasserenano se non con il ricordo di Dio.  (Corano, 13:28)

"Mi chiamo Suleiman Franco La Spina. Sono diventato musulmano nel 1996, però la mia ricerca è iniziata quando avevo 16 anni, cioè all’età dell’adolescenza, e a quell’età incominciai a riflettere sul vero valore assoluto per essere felici. Notai che ogni felicità da raggiungere era illusoria e pensai che sarebbe finita, cioè per quanto potessi essere felice, quel momento sarebbe finito rapidamente. Mi sembrava stupido, e lo era, cercare quel tipo di felicità che non avrebbe mai soddisfatto la natura umana che è molto esigente. Associare la fine della felicità con la morte era facile, naturale, e ho associato il concetto di morte e di fine della felicità. Ho pensato anche, se una persona dovesse essere felice, ricca, cosa sarebbe successo quando sarebbe morta? E quando muore cosa sarebbe accaduto? Questo mi chiesi. Era vero ciò che dicevano i preti? Cioè che esiste l’Inferno, il Paradiso e Dio? Questo mi fece molto riflettere e mi mise in crisi".

Il musulmano italiano parlando su come ha conosciuto l’Islam spiega: "Cominciai così a disinteressarmi al Messaggio del Vangelo e soprattutto alla religione cattolica; in adolescenza si è in conflitto con tutte le autorità e se ero contrario alla religione cattolica, non lo ero con il Messaggio di Gesù. L’uomo spesso non usa il cervello al 100%, l’uomo religioso usava più degli altri le proprie capacità per giungere alla conoscenza di cose che l’uomo comune non può capire, cioè conoscere Dio. Così cominciai a leggere il libro più importante per me a quei tempi: la Bibbia. Ed ho letto il Vecchio Testamento, i vangeli tranne gli Atti degli apostoli e tutto il resto che viene dopo i 4 vangeli. Questo perché considerai il Messaggio concluso, non era logico seguire il cristianesimo di Paolo di Tarso, lontano dal vero Messaggio di Gesù, più bello e diretto. Nonostante questo non trovai nella Bibbia la risposta, anzi, e non mi identificavo con i preti, gli interlocutori fra noi e Dio. Mi domandai perché Dio aveva lasciato questo vuoto di relazione con Lui, così mi interessai alle religioni e filosofie orientali. Cominciai a leggere qualcosa del buddismo e soprattutto sul taoismo. Il libro Tao The Ching era la mia guida, ben presto però capii che non era nemmeno quello ciò che cercavo, ero molto deluso perché non avevo trovato la Verità, ed è stata l’ultima religione che ho studiato prima dell’Islam. "

 "Arrivare alla consapevolezza che l’uomo ha di se stesso e della sua condizione a differenza degli animali che non sono consapevoli di essere tali. Questa consapevolezza di essere privilegiato su tutto il creato mi ha dato il moto per giungere ad una conclusione tanto semplice quanto spettacolare, che non può esistere la consapevolezza nell’uomo se non ti viene donata da Qualcuno che possiede la consapevolezza, Iddio l’Altissimo. Quindi capii come dice Dio “Ero un tesoro nascosto ed ho creato tutto affinché tu mi scoprissi”. Mi resi conto che Dio ci ha creato in questo mondo per essere testimoni di Lui. È avvenuta dentro di me una sorta di esplosione, di sensazione molto forte, feci una testimonianza dell’esistenza di Dio, non ancora del Profeta Muhammad, poiché non sapevo ancora dell’Islam, fino a quando mio fratello mi disse che voleva comprare il Corano, anche lui cercava la Verità. In realtà non l’aveva comprato, così pensai che l’avrei acquistato io, visto che non l’avevo mai letto. Dal primo momento che cominciai a leggere il Corano fu davvero una rivelazione! Era come se Dio parlasse con me direttamente. La stessa sensazione che può avere un arabo che legge il Corano nella sua lingua; così io ho abbracciato l'Islam e sono diventato musulmano. Dio guida attraverso a ciò che Egli Vuole", ricorda Suleiman.

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