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Sabato, 27 Luglio 2013 13:43

Il Corano libro di pace: il libro di Massimo Jevolella

Esiste un “altro” Islàm: un Islàm pacifico, aperto, ben lontano dall’idea che in Occidente ancora domina le coscienze e il mondo dell’informazione. Questo Islàm di pace, che si oppone con vigore alla violenza e all’oscurantismo dei gruppi estremisti, di al Qaeda e dei talebani, non nasce dalla fantasia di qualche illuso utopista, ma si trova con chiarezza nelle pagine stesse del Corano. È nell’ideale del hanif, il credente puro che supera tutti gli steccati confessionali e identitari. È nella spiritualità interiore dei sufi che lottano contro l’idolatria della legge. E questa ricca antologia coranica mette in luce, nei suoi apparati di commento, proprio questo aspetto della Rivelazione islamica. 

di Massimo Jevolella

Corano, libro di pace. I brani più belli tradotti e commentati
con uno sguardo interculturale

Urra-Apogeo (Feltrinelli), Milano 2013

Dalla Introduzione:
«Nella primavera del 632, decimo anno dell’Ègira, Muḥammad compì il cosiddetto Pellegrinaggio d’addio a Makka. Tre mesi dopo, quando morì a Madina fra le braccia della sua moglie preferita, ‘A’iša, dopo avere investito del ruolo di imam – quindi di suo successore nella guida dei credenti – il fedelissimo Abu Bakr, la giovane umma islamica era già pronta per dare inizio alla sua espansione travolgente verso il Vicino Oriente, l’Asia e l’Africa settentrionale. Ma non fu un’orda barbarica devastatrice. Le religioni monoteistiche furono rispettate, le culture dei popoli assoggettati non furono disprezzate e distrutte. Al contrario, l’Islam creò per secoli un mondo in cui le civiltà, il pensiero, le scienze, le arti e l’economia presero nuovo slancio e sviluppo grazie, soprattutto, a quell’originario ideale di pacificazione, di unità e di giustizia, che continuava (e continua) a vibrare nel cuore profondo del Corano. Un ideale che ancora oggi è una speranza per il mondo intero, nonostante il delirio criminale e oscurantista delle organizzazioni terroristiche che in modo indegno e blasfemo si dichiarano “islamiche”, nel tentativo di offuscare il nome e la purezza dell’Islam agli occhi dell’umanità.

A questi folli che credono di interpretare il vero significato del ihad e della morale islamica, rispondono oggi nel mondo le centinaia di milioni di musulmani autentici, che traggono ispirazione dall’esempio della vita di Muhammad e dall’ideale abramico del hanif. Senza dimenticare che l’Islam ha dato vita nei secoli a una delle tradizioni mistiche più sublimi e universalistiche della storia umana: il tasawwuf, il sufismo)». 

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