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Giovedì, 11 Novembre 2010 07:03

Afghanistan: "il paese che ripudia la guerra" invia altri 200 uomini per la “missione di pace”(guarda foto sulla missione di pace)

Afghanistan: "il paese che ripudia la guerra" invia altri 200 uomini per la “missione di pace”(guarda foto sulla missione di pace)
Entro la fine dell’anno 2010 il contingente italiano in Afghanistan sarà rafforzato.
Il numero dei militari salirà a 4000. Adesso sono circa 3800 i soldati che controllano la zona ovest del Paese. Ad essi si aggiungeranno nelle prossime settimane altri 200 uomini. E nei primi mesi del 2011 la presenza militare sarà resa ancora più robusta con l’invio a Herat di un nuovo reparto di specialisti, ancora 200 uomini. Secondo il Corriere della Sera la decisione di rendere più massiccia la partecipazione alla guerra afghana ha ricevuto pure l’okay di Giorgio Napolitano, il capo dello Stato che ripudia la guerra per Costituzione.
Il ministro della Difesa italiana Ignazio La Russa ha spiegato che le condizioni di sicurezza nei Balcani sono molto migliorate e consentono di ridurre il numero dei militari italiani impegnati sull’altra sponda dell’Adriatico e per questo questi possono essere trasferiti nello scenario “incandescente dell’Afghanistan”, ha ammesso la Russa. “Ci si concentra sempre più sull’Afghanistan. Con il rafforzamento della missione l’Italia onora gli impegni che aveva preso sia col presidente Obama che con i capi della Nato”.
Dunque il governo italiano continua ad anteporre agli ideali della propria costituzione e della propria nazione “gli impegni presi col presidente Obama e con la Nato” e ciò mentre la situazione in Afghanistan è la peggiore dall’occupazione del paese nel 2001. L’offensiva dei talebani ha causato, nel 2009, la morte di 521 militari delle forze internazionali. Quest’anno i soldati stranieri uccisi sono già 627. Non pare importi, quindi, il fatto che rafforzare l’impegno militare significherà portare il lutto tra le famiglie di altri militari italiani.
Per quanto riguarda gli afgani, poi, è solo di alcuni giorni fa, la pubblicazione da parte dell’agenzia iraniana FARS di alcune foto inedite che documentano uno dei tanti effetti prodotti dalla cosiddetta “missione di pace” di paesi come l’Italia in Afghanistan. Le foto dei bambini afgani malformati per via dell’uranio impoverito presente nelle munizioni Nato, foto scattate dal medico afgano dottor Mohammad Davood Miraki.
Il bello è che nemmeno “una parola” è stata spesa dai prestigiosi, acuti, attenti, professionisti, sinceri, quotidiani e media italiani sulla questione mentre se si fosse trattato di una notizia sulla pantofola di un cantante a New York o di un gatto investito per le strade di TelAviv, la notizia ora occuperebbe le prime pagine di tutti i giornali.
È evidente quali sono le cose che devono occupare la mente della gente per impedire al popolo italiano di capire cosa stia accadendo, lentamente, in scenari come quello dell’Afghanistan.

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