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Martedì, 15 Marzo 2016 04:29

Hillary Clinton: la madrina di Daesh ed Israele

Hillary Clinton: la madrina di Daesh ed Israele
WASHINGTON- Il presidente uscente, Barak Obama, ha cercato con un colpo a sorpresa di smorzare il potere di Casa Saud riconoscendo Teheran in quanto potenza regionale.

Questo ha scatenato le ire, non solo delle petromonarchie, ma anche della lobby sionista, vero piede di porco israeliano all’interno della società statunitense. Ed ecco che Hillary, strizzando l’occhio a Netanyahu, entra in azione: ‘’Voglio che gli Iraniani sappiamo che, io presidente, attaccheremo l’Iran. Nei prossimi 10 anni durante i quali potrebbero stupidamente considerare di lanciare un attacco contro Israele, noi saremo capaci di obliterarli totalmente’’ 1. Ovviamente tutti sanno che l’Iran non attaccherà nessuno, anzi la Repubblica Islamica dell’Iran è in prima fila nella lotta contro il terrorismo di Daesh che Hillary stessa vanta essere una creatura della CIA 2.

Le minacce della Clinton trovano dei precedenti tanto nella prassi sionista quanto in quella imperialista nord-americana. Secondo Gilad Atzmon si tratta di Sindrome di Stress pre-Traumatico ovvero la paranoia tutta sionista di farsi stressare da un evento traumatico prima ancora che questo avvenga; evento che certamente – possiamo dirlo – non si verificherà e la cui minaccia serve a giustificare la corsa agli armamenti e la crescita esponenziale del militarismo e del neofascismo. Noam Chomsky parla di “teoria del pazzo” facendo riferimento ad un tipo di politica estera mirata a spaventare i propri nemici minacciando conseguenze catastrofiche. Chomsky cita un importante documento Usa, il rapporto STRATCOM:

‘’È importante che “i pianificatori non siano troppo razionali nel determinare […] quali siano gli obiettivi che contano di più per l’oppositore”, che vanno comunque tutti colpiti. “Non è bene dare di noi stessi un’immagine troppo razionale o imperturbabile”. “Il fatto che gli USA possano diventare irrazionali e vendicativi, nel caso che i loro interessi vitali siano attaccati, dovrebbe far parte dell’immagine che diamo in quanto nazione.” È “giovevole” per la nostra condotta strategica che “alcuni elementi possano sembrare fuori controllo”. 3

 

La Clinton è chiara: gli Usa devono aggredire l’Iran su mandato della lobby israeliana – come fecero contro l’Irak nel 2003 – aggravando l’accerchiamento dello Stato indipendente russo. Per fare questo è necessario poggiare sull’ausilio di mercenari e vassalli e locali, dai gruppi paramilitari di estrema destra ai jihadisti. Le sue parole sono eloquenti, leggiamole: “Dobbiamo gettare le fondamenta per un secondo “Risveglio Sunnita”. Dobbiamo continuare a far pressione sul governo di Bagdad perché metta a posto la sua politica interna, continui sulla strada della riconciliazione nazionale e, infine, istituisca una Guardia Nazionale” 4.

Hillary Clinton si prepara a delegare il controllo del versante mediorientale islamizzato a tre entità: Casa Saud, Daesh e soprattutto il Fronte Jabat Al Nusra, organizzazione di tagliagole in ottimi rapporti con Israele. Un’ apparente guerra di ‘’tutti contro tutti’’ monitorata, passo dopo passo, dai falchi di Washington e Tel Aviv. La regina del caos si prepara ad allungare i suoi artigli sul Medio Oriente, facendo pagare al popolo nord-americano – rimbecillito di propaganda bellica – i prezzi della sua politica militarista.

La lobby sionista appoggia la Clinton

La lobby sionista ha deciso di appoggiare Hillary Clinton, una signora guerrafondaia che rappresenta la lunga mano dei neocon sul Partito democratico. Il clan dei Clinton ha sempre appoggiato la pulizia etnica della Palestina ed ora offre pieno sostegno al likudista Netanyahu, un dittatore fuori controllo impegnato su diversi fronti di guerra. James Petras scrive: ‘’Clinton has totally and unconditionally pledged to widen and deepen US subordination to Israel’s war aims in the Middle East and to defend Israel’s war crimes against the Palestinian people in the occupied territories and within apartheid Israel. As a result, Clinton has built a coalition made-up of unsavory mafia-linked, gambling, media and speculator billionaires, whose first loyalty is not to America but Israel. She denounces all critics of Israel as ‘anti-Semites’’’ 5.

Attraverso l’accusa infamante di ‘’antisemitismo’’, Israele ha messo a tacere i suoi critici tanto in ambito politico quanto all’interno del mondo accademico. La Clinton si prepara a diventare la pistola fumante di Netanyahu colpendo giornalisti, storici e professori universitari intenti a denunciare la politica imperialistica israeliana. Hillary Clinton si erge a madrina degli States, per la CIA lei è la regina del caos ma nei fatti – quando la verità storica sarà ristabilita – tutti la ricorderanno come una sguattera del Likud sionista, un personaggio politico senza spina dorsale complice di numerosissimi crimini.

Le politiche di guerra – che Obama non è riuscito a contenere nonostante alcuni suoi debolissimi sforzi – faranno sprofondare gli Usa nel caos: il mondo del lavoro verrà ulteriormente umiliato, il razzismo islamofobo gonfierà le fila delle organizzazioni neonaziste e il Ku Klux Klan colonizzerà la piccola borghesia arrabbiata. Trump non ha mai criticato Israele, anzi, sua figlia si è addirittura convertita al giudaismo ( come dice lo stesso Petras nell’articolo poc’anzi citato ). Il ‘’neofascista repubblicano’’ mira a ripristinare la Dottrina Monroe mettendo a ferro e fuoco il ‘’nuovo continente’’ tramite conflitti regionali, leggi razziali e pulizie etniche annunciate contro latinos e musulmani. Un progetto che fa gola alla borghesia sciovinistica yankee ma non all’AIPAC che vorrebbe estendere i suoi interessi su ben altri fronti.

Negli anni ’30, osservando la società nord-americana, Bertolt Brecht disse ‘’semmai ci sarà un fascismo americano, sarà un fascismo democratico’’. Oggi, negli Usa, chi davvero rappresenta questo fascismo mai sopito: Hillary Clinton o Trump ? Il neofascismo dominante fra i repubblicani, trova in modo solo apparentemente paradossale nei democratici – perfino Sanders è servile verso Casa Saud ed Israele – una sponda politica reazionaria e antipopolare. Quale destino spetta al rintontito popolo statunitense? La classe operaia americana riuscirà a destarsi dal torpore che da decenni l’affligge? Quest’ultima domanda mi trova pessimista. Almeno per ora.

Stefano Zecchinelli- L’interferenza

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