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Domenica, 28 Febbraio 2016 07:35

La Gran Bretagna insegna: mollare la Ue è possibile

La Gran Bretagna insegna: mollare la Ue è possibile
LONDRA- Anche le opinioni più stravaganti hanno diritto di cittadinanza in qualsiasi democrazia, sia pure sgangherata quale la nostra.

 

Quindi perfino le idee del mio amico Beppe Severgnini, espresse ieri sul Corriere della Sera, vanno vagliate e non sottovalutate. Il famoso editorialista, benché amante dell'Inghilterra dove ha soggiornato a lungo, si è scagliato contro i sudditi della regina perché in larga parte non sono contenti di questa Ue e minacciano di uscirne, avendo organizzato un referendum in proposito (dall'esito incerto).Secondo Severgnini, di cui non metto in dubbio la buona fede, se la Gran Bretagna decidesse col voto di tornare indipendente dalla macelleria di Bruxelles sarebbe un fallimento disastroso per se stessa. Perché? Allo scopo di giustificare la propria tesi, l'editorialista di via Solferino tira in ballo di tutto: Napoleone, la Russia zarista, Enrico VIII, il cardinale Wolsey, lo smottamento del Nord Africa e del Medio Oriente, la confusione della Francia e le ansie della Germania. Tanta roba utile a disorientare i lettori, tra cui me, anime semplici e bisognosi di capire un concetto: il Regno Unito, essendosi a suo tempo rifiutato di adottare l'euro, preferendo la sterlina, attraversa un periodo di maggior floridezza rispetto a noi e a tanti altri Paesi che, viceversa, hanno sposato incautamente la moneta unica.Beppe sostiene addirittura che da quando gli inglesi dubitano dei vantaggi offerti dalla loro permanenza in Europa, la sterlina ha perso vari punti sull'euro. E ciò dimostrerebbe che un eventuale distacco della Gran Bretagna dal treno europeo sarebbe una iattura. In realtà, una valuta deprezzata dovrebbe favorire le esportazioni e giovare all'economia. Ma non è questo il tema, benché tutta la Ue gioisse allorché il dollaro guadagnava posizioni sull'euro. In questa sede non pretendiamo aprire un dibattito di tipo monetaristico, tentiamo soltanto di contrastare la visione catastrofista di Severgnini circa l'ipotetico abbandono della Ue da parte dell'Isola Madre, la culla della democrazia rappresentativa, altro che Atene, una specie di condominio in confronto a Londra.Il nostro valente Beppe è persuaso che se al referendum prevalessero gli antieuropeisti, si tratterebbe di un successo dell'emotività sulla ragionevolezza e sulla convenienza. Mi domando in base a quali ragionamenti egli possa fare una simile affermazione, stante la realtà. Quale realtà? L'Europa unita non solo non è unita, come tutti hanno verificato, ma è addirittura inesistente, essendo priva di una politica comunitaria, di un esercito comunitario, di leggi comunitarie, di una linea condivisa sul piano internazionale, di uno schema fiscale comunitario. In sostanza, il solo elemento che lega vari partner europei è quello monetario. L'Ue non ha fondamenta, non ha un edificio in cui si raggruppi un numero elevato di nazioni, ma è soltanto un tetto (senza casa) costituito dall'euro. Il resto non c'è. Come essere europeisti in mancanza di una autentica Europa? Mistero tragico. Gli inglesi, che sono storicamente prammatici, se ne sono accorti. Poiché essi sono democratici per antica consuetudine, tradizionalmente coi piedi per terra, hanno optato per il referendum, lasciando ai cittadini l'onere e il privilegio di scegliere il loro destino: restare nel gruppo dei Paesi illusi oppure rimettersi in proprio, riprendendosi in pieno la sovranità? Dov'è lo scandalo? Che c'entra l'emotività, che c'entra l'irrazionalità?Emotiva e irrazionale semmai è l'Italia che si è data tre governi nati nel Palazzo e non eletti dal popolo, e che non ha consultato i cittadini per scoprire se volessero o no l'euro, se volessero o no continuare ad averlo in tasca, se gradissero o meno affidarsi ai burocrati acefali di Bruxelles. Sarà un caso, ma le nostre disgrazie economiche e finanziarie sono cominciate il giorno maledetto in cui abbiamo rinunciato alla liretta e, assecondando le fantasie deliranti di Prodi e di Ciampi, ci siamo strangolati entusiasticamente con la moneta unica.Vittorio Feltri.

Fonte: Il Giornale

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