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Giovedì, 18 Febbraio 2016 05:33

Tusk avverte Cameron: c'è ancora da camminare per arrivare all'accordo con l'Ue

Tusk avverte Cameron: c'è ancora da camminare per arrivare all'accordo con l'Ue
In evidenza sul "Financial Times" la rinegoziazione dei termini dell'appartenenza del Regno Unito all'Unione Europea, alla vigilia del vertice di Bruxelles.

Il primo ministro britannico, David Cameron, è stato avvertito dal presidente del Consiglio europeo, Donald Tusk, che c'è ancora parecchia strada da fare per superare la resistenza di molti paesi membri alle sue richieste; un altro avvertimento è giunto dal presidente del Parlamento europeo, Martin Shulz, che ha sottolineato che, nonostante il coinvolgimento dell'assemblea nei colloqui preparatori, non c'è alcuna garanzia che le proposte di riforma vengano votate. Nonostante tutto, il leader di Downing Street è fiducioso di poter tornare a casa con un accordo. La discussione preliminare sul "problema britannico" è all'ordine del giorno domani, in apertura delle due giornate del summit, che poi si concentrerà sull'emergenza rifugiati. Tusk spera di concludere un'intesa venerdì mattina, per dar modo a Cameron di rientrare a Londra e presentarla ai suoi ministri (sei dei quali potrebbero respingerla). Domenica il premier potrebbe illustrare la sua proposta per rafforzare la sovranità nazionale (e ottenere l'appoggio del sindaco della capitale, Boris Johnson, figura di spicco del suo Partito conservatore) dando alla Corte suprema poteri analoghi a quelli della Corte costituzionale tedesca. Lunedì si rivolgerebbe alla Camera dei Comuni. Cameron, tuttavia, non è ancora riuscito a convincere tutti i paesi membri, in particolare il Gruppo di Visegrád – Polonia, Slovacchia, Ungheria e Repubblica Ceca – che si oppone alle restrizioni agli assegni familiari per i figli dei lavoratori immigrati comunitari. Sembra vicino l'appianamento delle divergenze con la Francia sulle tutele per i paesi non appartenenti all'area dell'euro, mentre c'è ancora qualche frizione col Belgio per l'esenzione dal proposito di "un'unione sempre più stretta". Nel dibattito sull'Europa è stato trascinato anche il principe William: l'esponente della casa reale ha dichiarato che "in un mondo sempre più turbolento la capacità di unirsi in un'azione comune con altri paesi è essenziale", parole che sono state interpretate come un sostegno al tentativo del premier di mantenere la Gran Bretagna nell'Ue. Da segnalare, infine, l'appello di 21 capitani d'impresa, a cominciare dalla direttrice generale della Cbi, la Confindustria britannica, Carolyne Fairbairn, per un'Ue più competitiva, come chiesto dal Regno Unito, e perché il Regno Unito resti nell'Ue per contribuire a proteggere la crescita, l'occupazione, la pace, la sicurezza e la prosperità.

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