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Lunedì, 11 Agosto 2014 03:15

Russia: gli Usa e Ue tengono per se stessi le loro merci

Russia: gli Usa e Ue tengono per se stessi le loro merci
ll governo della Russia ha introdotto il divieto d'importazione di carne, pesce, latte e prodotti caseari, frutta e verdura provenienti dall'UE, dagli USA, dall'Australia, dal Canada e dalla Norvegia per la durata di un anno.

 

L'ha comunicato Dmitrij Medvedev nel corso di una riunione del governo giovedì scorso. In tal modo il gabinetto ha avviato l'attuazione del decreto firmato mercoledì scorso dal presidente russo Vladimir Putin.

La sostanza del decreto del presidente russo consiste nel fatto che la Russia rinuncia all'importazione della carne di pollo proveniente dagli USA, della frutta proveniente dalla Polonia e di altri prodotti provenienti dai paesi che introducono sanzioni contro la Russia. Coloro che cercano di fare pressioni su Mosca possono tenere per se stessi le loro merci che prima fornivano sul mercato russo.

Nello stesso tempo il presidente ha accentuato la necessità di non permettere la crescita dei prezzi all'interno del paese per i prodotti soggetti alle sanzioni russi. In pratica ciò significa un drastico aumento dell'acquisto di questi prodotti sia all'interno del paese sia all'estero.

Sui banchi dei negozi e mercati russi, ad esempio, non ci saranno più frutta e ortaggi polacchi. La Polonia è considerata il più grande esportatore delle mele nel mondo. E la Polonia ha potuto raggiungere questo titolo meritevole non per l'ultimo grazie al mercato russo. Unendosi alle sanzioni europee contro la Russia, la Polonia quasi certamente si è privata di questo titolo e ora può dire "grazie" per questo all'Unione Europea. Intanto il volume totale della frutta e degli ortaggi forniti dalla Polonia alla Russia ammontava a circa un miliardo di euro l'anno – è circa un terzo di tutte le esportazioni polacche di questo tipo di prodotti.

Tutta questa situazione da una nuova opportunità ai produttori russi e ai loro colleghi dei paesi che non hanno aderito alle sanzioni. Sono già arrivati i comunicati che Serghei Dankwert, responsabile dell'ente russo di sorveglianza sulla qualità dei prodotti agricoli acquistati all'estero, discuterà con il Ministero di Agricoltura della Turchia la possibilità di aumentare le esportazioni delle frutta e ortaggi dalla Turchia in Russia. Oltre alla Turchia i paesi dell'America Latina e alcuni paesi dell'Asia hanno già dichiarato la loro disponibilità ad aumentare le forniture dei propri prodotti in Russia. Loro avranno la possibilità di aumentare velocemente le forniture in Russia e assicurare a lungo la propria nuova quota sul suo mercato.

Ciò riguarda i prodotti per il complessivo ammontare a molti miliardi di dollari. L'Unione Europea, eseguendo la volontà di Washington al riguardo delle sanzioni contro la Russia, "si è sparata" da sola. E per giunta ha aiutato produttori russi e ha permesso di aumentare esportazioni da altri paesi in Russia.

Ciò riguarderà sicuramente anche la Turchia – poiché sarebbe strano se esportatori turchi perdessero una simile opportunità. Poiché loro si trovano in una situazione vantaggiosa a causa delle vicinanza territoriale e dei legami già consolidati. D'altronde in questo caso si tratta di una tendenza che si è rafforzata anche senza l'aiuto dell'Unione Europea. Le esportazioni turche in Russia nel periodo dal 2004 al 2013 sono quasi quadruplicate, mentre le esportazioni russe in Turchia nello stesso periodo sono quasi triplicate. Recentemente la Turchia ha proposto alla Russia di passare nei regolamenti reciproci in valute nazionali per evitare gli inconvenienti della cosiddetta "diplomazia del dollaro" degli USA. Ora questi processi quasi sicuramente accelereranno – ciò che sarà soltanto vantaggioso per le economie dei due paesi.

Per saperne di più: http://italian.ruvr.ru/2014_08_10/La-Russia-non-vuole-mangiare-le-mele-provenienti-dallUnione-Europea-5688/

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