Un qualcosa di più unico che raro se si considera che Sabato un pò tutti i ceti sociali inglesi erano presenti e rappresentati alle manifestazioni contro le misure di austerità volute da David Cameron, che ha lasciato intendere di non voler cambiare idea.
Naturalmente Cameron, attraverso i tentacoli della sua piovra mediatica, la BBC, ha tentato di controllare la situazione. La BBC ha avuto il gran coraggio di riferire, al contrario dei media del mondo intero, che i manifestanti erano “alcune decine di migliaia”.
Naturalmente anche la polizia è stata dispiegata “a dovere” anche perchè la piazza ha dimostrato in precedenza di non avere timore di spingersi fino ai palazzi del governo.
Ma al di là delle manifestazioni di ieri, bisogna dire che Cameron ha dinanzi non una protesta frammentata, ma un vero e proprio movimento del “no ai tagli” che ha persino in mano il piano “B” per la crisi.
La gente chiede che invece di ridurre le retribuzioni e schiacciare quindi i ceti medi e bassi, Cameron aumenti le imposte per le banche, le colpevoli della crisi e tagli le spese del governo inglese.
Del resto nel Regno Unito, tra Regina, spese della famiglia reale, la Camera dei Lord pagati a vita ed ecc... i fondi da risparmiare certo non mancano e la gente non tollera di dover pagare sulla propria pelle ciò che hanno causato gli errori dei potenti.
Intanto è in agguato pure il partito laburista che cavalcando l’onda dell’insoddisfazione punta a infliggere una dura sconfitta a Cameron nelle prossime elezioni amministrative di Maggio.
Tutto lascia pensare, quindi, che la crisi sia profonda e che per ora le proteste in Inghilterra debbano proseguire.
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Domenica, 27 Marzo 2011 07:32
Gran Bretagna: proteste, “Palazzo trema”
Per una città come Londra è decisamente singolare che 500 mila persone scendano in piazza per protestare.




