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Mercoledì, 30 Marzo 2016 21:39

Egitto e le nuove fonti di energia

Egitto e le nuove fonti di energia
Gas, petrolio, nucleare e ora il ritorno del solare. Il boom energetico del paese dei Faraoni non s'arresta.
In queste ore una delegazione di imprenditori svizzeri e tedeschi è in visita nel paese guidato dal generale al-Sisi per valutare l'impatto e la fattibilità della costruzione di una nuova centrale per la produzione di energia elettrica. Nonostante le forti tensioni sociali ed economiche che ancora dilaniano il paese, e che con tutta probabilità hanno portato indirettamente all'uccisione del ricercatore universitario italiano Giulio Regeni (barbaramente torturato e assassinato a el Cairo tra gennaio e febbraio 2016), il regime dittatoriale del generale al Sisi continua ad imporsi come paese guida nel mercato energetico mondiale e, soprattutto, dell'area mediterranea. Dopo gli accordi milionari con il colosso petrolifero italiano Eni per lo sfruttamento dei giacimenti di gas presenti nell'area denominata Zohr, gli accordi con la Russia per la costruzione di una nuova centrale nucleare, le intese con paesi arabi (come Giordania e Iraq) ed Europei (Regno Unito, Olanda e Francia in testa), el Cairo ha aperto le porte del paese ad un'altra delegazione europea in cerca di fortuna sul territorio delle Piramidi. In queste ore la delegazione d'imprenditori svizzeri e tedeschi è presente nel territorio del Mar Rosso, precisamente nella località di Ras Gharb, per valutare i margini operativi relativi alla costruzione di un nuovo impianto energetico destinato alla produzione di energia elettrica. La delegazione europea, informa la stampa locale, è stata ricevuta dal generale Mustafa Sadqi — segretario generale del governatorato del Maro Rosso —, per stabilire i margini operativi e soprattutto le caratteristiche tecniche e logistiche del sito, al fine di poter procedere alla progettazione dell'intervento e quindi in un secondo momento, alla realizzazione vera e propria dell'opera. Al momento, dunque, sebbene il progetto sia ancora in fase embrionale, l'impressione è che ci siano tutti i presupposti per poter passare in tempi ragionevoli alla fase operativa del piano.

 

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