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Venerdì, 18 Marzo 2016 17:29

Tripoli contro al-Sisi

Tripoli contro al-Sisi
TRIPOLI - Il ministro degli Esteri del governo di "salvezza nazionale" insediato a Tripoli contro le parole del presidente egiziano: invita a violare l'embargo e le risoluzioni Onu.

Il generale Haftar non è la soluzione. Dopo il ministro italiano degli Esteri Paolo Gentiloni, che ha risposto ieri indirettamente alle parole del presidente egiziano al-Sisi, apparse in questi giorni sul quotidiano la Repubblica, anche il suo omologo del governo di "salvezza nazionale", attualmente reggente a Tripoli, si oppone ad un ruolo della controversa figura a capo delle forze armate di Tobruk nel percorso di pacificazione della Libia. Intervenuto in questi giorni ad una serie di conferenze universitarie a Roma, Ali Abuzaakouk, non ha dubbi: "Il generale Haftar, l'uomo che al-Sisi vuole usare per gli interessi dell'Egitto in Libia, è un fattore di divisione catastrofica nel nostro Paese". Parlando del comandante dell'esercito di Tobruk, il ministro libico traccia un profilo netto, che non lascia dubbi sulla sua valutazione. "E' un uomo accusato di crimini di guerra per i bombardamenti indiscriminati che ha compiuto a Bengasi — ha proseguito Abuzaakouk — ma soprattutto è un uomo che rappresenta un progetto politico di restaurazione di quel che rimane degli eredi di Gheddafi, che proprio dal Cairo sono guidati dal cugino del colonnello". Le parole di Abuzaakouk arrivano a poche ore di distanza dall'intervista rilasciata dal presidente egiziano al-Sisi al quotidiano italiano la Repubblica, in cui un lungo passaggio è dedicato proprio alla Libia. "Con le sue parole il presidente al-Sisi continua in una linea di interferenza con gli affari della Libia che è la sua politica ormai da mesi — ha attaccato il ministro — Insieme agli Emirati e purtroppo devo dire anche insieme alla Francia che sta appoggiando neppure tanto segretamente le operazioni militari di Haftar. Stanno dando sostegno militare a un progetto che continua a perpetuare la guerra civile".

 

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